E alla fine Bertelsmann comprò Napster

Si chiude così la controversa storia di un sogno americano andato in fumo dopo essere incappato nelle ire delle major discografiche di tutto il mondo. E mentre la società si appella al Chapter 11, il colosso tedesco ne rileva gli asset per otto milioni di dollari

Dopo averle chiuso la porta in faccia Napster si
è vista rientrare Bertelsmann dalla finestra. Con un accordo del valore di otto
milioni di dollari il colosso tedesco avrebbe fatto suoi i servizi per il file
sharing dei brani musicali scaricabili da Internet, questa volta a pagamento,
della società incappata nell’ira delle maggiori case discografiche del mondo
intenzionate a tutelare i diritti dei propri clienti, oltre ai loro
personalissimi guadagni. A quanto pare, non sarebbero bastati gli ingenti
licenziamenti annunciati nelle scorse settimane, o le dimissioni rassegnate da
Konrad Hibers, Ceo della società. Il Chapter 11 è stato invocato e con esso le
transazioni per calmare i creditori.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome