3Com perde meno del previsto

La societa presenta conti in rosso migliori delle previsioni e guarda con ottimismo al futuro. Gli ulteriori tagli di costi in programma riguarderanno solo marginalmente l’Europa e per nulla l’Italia.

3Com ha reso noti i risultati del terzo trimestre fiscale che la
vedono chiudere in rosso e con una flessione del 18% rispetto al
trimestre precedente.
Più precisamente, il fatturato è stato di 629,6 milioni di dollari,
rispetto ai 766,7 milioni del trimestre precedente. Impossibile un
risultato diretto con l’analogo periodo dell’anno scorso, allorquando
non erano ancora avvenute le dismissioni e le cessioni di alcune
attività, come le linee di switching enterprise e i modem. Riccardo
Ardemagni, managing director di 3Com Italia, ha però commentato che
nei settori di nuova focalizzazione la società risulta in crescita
rispetto l’anno scorso. Il dirigente non ha comunque cercato di
nascondere i risultati negativi che vedono 3Com registrare perdite
operative pro forma di 222,8 milioni di dollari e nette di 122,8
milioni, pari a 0,36 centesimi per azione. Ardemagni ha altresì
rimarcato che si tratta di esiti superiori alle previsioni degli
analisti. "Di fatto, 3Com non è una dotcom dell’ultimora, anche se
soffre la situazione del mercato" – ha dichiarato il manager italiano
-, ricordando la lunga storia di un’azienda che fu fondata nel 1979
dall’ideatore delle reti Ethernet.
Altre aziende hanno intrapreso la strada della ristrutturazione che
3Com ha avviato esattamente un anno fa. Da allora la società ha
riposizionato il proprio business, focalizzando in settori
consolidati, come la personal communications che vede crescere ancora
la vendita di schede di rete, o ad alta redditività, quali il
wireless e il broadband access.
In linea con le direttive anche le strategie italiane, dove,
peraltro, vanno molto forte i prodotti per quello che 3Com definisce
il mercto commercial, cioè destinato alle imprese. E’ sulla LAN
telephony e sul broadband, comunque, che la società statunitense vede
più rosei gli orizzonti nel nostro Paese.
La ristrutturazione, intanto, continua: l’obiettivo dichiarato,
infatti, prevede una riduzione dei costi nell’ordine di un miliardo
di dollari entro la fine del prossimo anno fiscale. Le azioni
intraprese nel terzo trimestre appena chiuso genereranno un
contenimento dei costi di 250 milioni di dollari. Ad altrettanto
ammonteranno i risparmi dovuti a ottimizzazioni sulla produzione dei
modem a larga banda e alla rinuncia della linea di Internet Appliance
per il mondo consumer. Per risparmiare gli altri 500 milioni di
dollari saranno necessari altri sacrifici, compresi nuovi
licenziamenti, che, ha assicurato Ardemagni, non riguarderanno
l’Italia. Secondo il dirigente italiano, chiamato di recente alla
guida della filiale del nostro Paese, la focalizzazione in atto sta
portando i frutti attesi. L’Italia è in crescita e la rispsota dei
partner commerciali di 3Com è positiva. Proprio il rapporto con il
canale appare uno dei punti di forza della società statunitense, che
si sta concentrando sulle soluzioni per le piccole e medie imprese,
da un lato, e per service provider, dall’altro.

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