Windows 98, un futuro ancora incerto

Dopo la rottura fra Microsoft e Dipartimento Usa della giustizia, l’uscita di Windows 98 e tornata in discussione. Il prodotto arrivera agli Oem co pochi giorni di ritardo.

Sembrava fatta per Microsoft, dopo la vittoria in tribunale della settimana
scorsa. E invece sono riemerse le rigidità fra la casa di Redmond e i
rappresentanti del governo federale, ragion per cui le trattative fra le
parti si sono interrotte e, per il momento, non sembrano destinate a essere
riprese. Le cose sono cambiate nel giro di poche ore, visto che, proprio in
funzione delle trattative in corso, Microsoft aveva accettato di
dilazionare la consegna del prodotto ai propri Oem per alcuni giorni.
Secondo alcune indiscrezioni, le relazioni si sono interrotte, poiché il
costruttore non ha accettato l'imposizione dell'inclusione automatica nel
sistema operativo di browser alternativi a Internet Explorer, in
particolare Netscape Navigator. Anche la concessione a una maggior
personalizzazione dell'interfaccia desktop, inizialmente fatta da Microsoft
e poi (forse) ritirata, potrebbe essere all'origine della rottura, senza
dubbio voluta da Bill Neukom, capo degli avvocati dell'azienda di Redmond.
A questo punto, appare altamente probabile (al momento in cui scriviamo
mancano ancora alcune ore all'annuncio ufficiale) che venga intentata dal
Governo americano una procedura antitrust, sulla falsariga di quanto
accadde in passato per At&T (da lì nacquero le "baby Bells") e Ibm.
Microsoft sembra tuttavia intenzionata a seguire la propria via. Il
prodotto è pronto e la consegna agli Oem è iniziata, con tre soli giorni
di
ritardo.
Il Dipartimento di giustizia e una ventina di stati americani hanno
investigato per oltre un anno su Bill Gates e soci, arrivando alla
conclusione di intentare una causa su una serie di elementi che comprendono
l'integrazione di Internet Explorer in Windows 98, restrizioni agli Oem
sulle possibilità di alterare l'interfaccia desktop, le relazioni
contrattuali fra il costruttore e gli Isp, l'integrazione di applicazioni
nell'Os e i contratti che limitano e controllano i tipi di software e
contenuti che possono essere aggiunti all'interfaccia rilasciata con ogni
copia di Windows 98 su pc.
Che si arrivi o meno alla causa antitrust, il tempo delle politiche "forti"
di marketing per Microsoft sembra avere i giorni contati. Nemmeno
l'avvertimento di Bill Gates, secondo cui "ogni azione del Governo che
abbia come effetto il ritardo di Windows 98 colpirebbe direttamente
l'economia americana e costerebbe posti di lavoro", sembra aver sortito un
effetto decisivo. Qualche concessione, stavolta, sembra inevitabile.

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