Unità locale o sede secondaria: ecco i due modi per aprire

Le società straniere che intendono operare in Italia possono farlo i due modi: aprendo una unità locale da iscrivere nel Repertorio economico amministrativo (Rea) o una sede secondaria da iscrivere nel Registro delle imprese. La differenz …

Le società straniere che intendono operare in Italia possono farlo i
due modi: aprendo una unità locale da iscrivere nel Repertorio economico
amministrativo (Rea) o una sede secondaria da iscrivere nel Registro delle imprese.
La differenza principale tra le due modalità è che la filiale
deve avere dei rappresentanti legali stabili, mentre ciò non è
richiesto all'unità locale. Inoltre, l'unità locale non rappresenta
la società estera nei confronti di terzi. In altre parole, l'unità
locale non può concludere affari con terze parti.
Per unità locale, secondo quanto dichiarato dal Ministero, deve intendersi
un impianto operativo o amministrativo-gestionale situato in un luogo diverso
da quello della sede nel quale l'impresa esercita stabilmente una o più
attività economiche. L'unità locale di una società
estera può essere un'agenzia, un ufficio di rappresentanza, un
magazzino ecc. Come ufficio di rappresentanza, per esempio, ha, in genere, l'obiettivo
di promuovere l'immagine della società straniera sul mercato locale.
La sede secondaria (o filiale) di una società straniera in Italia deve
rispondere a due criteri:
1) avere una sede permanente. Occorre, cioè, che ci sia un impianto stabile
di mezzi destinato allo svolgimento dell'attività dell'impresa
o di un ramo di questa;
2) avere un rappresentante stabile incaricato di gestire la filiale e le trattative
con le terze parti, con una certa libertà operativa nella gestione quotidiana
della filiale.
Una filiale italiana deve registrarsi al Registro delle imprese della Camera
di Commercio entro 30 giorni dalla data di deposito dell'atto istitutivo
presso un notaio.

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