Un pool di società di Tlc con attività regionali si fonde in Elitel

Detenuta al 100% da Kiwi.com, che fa capo a Elserino Piol, la nuova realtà mantiene i brand e i presidi locali. L’offerta di servizi in ambito telecomunicazioni si rivolge ai professionisti e alle Pmi. L’obiettivo è di raggiungere nel 2002 un fatturato di 115 milioni di euro.

Una start up con 260mila clienti e 60 milioni di euro di fatturato. Così può essere definita Elitel, nuovo operatore di telecomunicazioni che raggruppa e integra le attività di cinque operatori regionali della "galassia Kiwi", il fondo di investimento che fa capo a Elserino Piol: Serenacom (Veneto e Trentino Alto Adige), Peppercom (Emilia Romagna), Tibercom (Lazio e Umbria), Lombardiacom (Lombardia) e Adriacom (Friuli Venezia Giulia). Sono confluiti in Elitel anche i reseller di telefonia Nibisi e Link Up e la divisione fonia e connettività di Blixer. Un’operazione che si inserisce in un contesto generale di forte concentrazione del mercato delle Tlc, e che, infatti, non si conclude qui: Elitel intende espandersi anche nel Sud, a partire da Marche, Campania e Puglia. La società, guidata da Roberto Saviane, vuole avere le prerogative di servizio di un operatore nazionale, ma conservare, al contempo, i punti di forza dell’operatore locale, in particolare la capacità di presidiare il mercato delle Pmi. L’operatività è stata accentrata a Milano, ma sono stati mantenuti i presidi commerciali e una capillare rete vendita, costituita da 800 venditori e circa 200 partner. Le sinergie, la migliore efficienza e il risparmio dei costi di struttura dovrebbero consentire, secondo quanto stabilito dal business plan, il raggiungimento di obiettivi ambiziosi: il fatturato stimato per quest’anno è di 115 milioni euro e 168 milioni quello del 2003, anno in cui è previsto il raggiungimento di un Ebit positivo.


La fusione avverà gradualmente. I brand delle "regioncom" saranno mantenuti per due o tre anni e i clienti passeranno via via ai servizi e piani tariffari della nuova offerta Elitel, che sarà più vantaggiosa, ricca e articolata. Naturalmente, la volontà dell’azienda è quella di affermare un unico brand, in grado di competere con i nomi più noti delle telecomunicazioni italiane.


L’offerta, proposta come un servizio omogeneo e non un insieme di prodotti, comprende servizi Internet, come Adsl e Vpn, e voce, con la nascita di un "club Elitel", che metterà a disposizione delle aziende associate tariffe ridotte. È previsto anche un portale (elitel.biz) attraverso il quale i clienti potranno fruire di servizi personalizzati. La specializzazione sarà nelle soluzioni per il microbusiness e le imprese, ovvero quella fascia di clienti al centro dell’attenzione di tutti gli operatori alternativi. Queste aziende medio-piccole, spesso trascurate dall’incumbent Telecom Italia, hanno una grande capacità di spesa e tante esigenze, oltre a essere un buyer eccellente.

Il consolidamento dei sistemi It


Dal punto di vista dell’Information technology, la nascita di Elitel si è tradotta in un complesso progetto di migrazione che, in soli tre mesi, ha consolidato i sistemi degli operatori regionali in un’unica piattaforma. Anche l’infrastruttura di rete è stata unificata: ora i sistemi di attivazione dei clienti e di controllo del traffico sono centralizzati.


"L’obiettivo - spiega Alessandro Bruni, responsabile It e Customer Service della società - è stato quello di assicurare continuità, ovvero fare in modo che i clienti non si accorgessero della migrazione, garantendo, in un contesto nazionale, la qualità del servizio, la puntualità di fatturazione e la capacità di risposta tipici di una realtà regionale". Un’operazione non banale, che ha richiesto soluzioni originali, perché le situazioni di partenza erano fortemente disomogenee. "Solo per fare qualche esempio - racconta Bruni -, tre aziende avevano lo stesso software di Crm, ma in tre versioni diverse; alcune avevano il sistema Crm incorporato nel billing, altre avevano il billing come estensione del sistema contabile, altre ancora non avevano il Crm. Inoltre, era necessario gestire il passaggio all’euro. Una migrazione peer-to-peer, ovvero da Crm a Crm o da billing a billing, avrebbe avuto una bassissima probabilità di successo. Per questo, abbiamo pensato di passare dal Crm, in una logica di imbuto, ovvero di utilizzare il sistema di Customer relationship management come normalizzatore dei dati in ingresso". L’architettura è concepita con degli slot logici che insistono su una capacità elaborativa unica. Per realizzare il progetto, Elitel si è avvalsa della collaborazione di Bizmatica, system integrator del gruppo che ha impegnato una decina di persone nella concezione e gestione dell’ambiente di conversione, a partire dall’assessment dei sistemi dei carrier regionali, fino allo sviluppo delle interfacce per la migrazione dei dati da un sistema all’altro. "La strategia di gruppo - commenta il responsabile - prevede che le società specialistiche che hanno fatto investimenti specifici diano il servizio che è necessario alla catena del valore delle Tlc". In quest’ottica, Amì fornisce i servizi di call center, in una logica di supporto clienti regionale, e Blixer ospita i sistemi nella propria server farm. Quanto ai prodotti, la scelta di Elitel è caduta su Onyx per il Customer relationship management, sull’israeliana Teleknowledge per il billing e su Formula per il gestionale.


"Con Bizmatica - conclude Bruni - stiamo ora definendo il percorso del primo anno di attività, facendo in modo che il sistema informativo sia sempre meno "back office centrico" e sempre più rivolto verso la rete di vendita e i clienti. L’obiettivo è di arrivare ad avere tutto sotto controllo in tempo reale e di utilizzare il sistema come strumento per competere".

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