Telefonia mobile: la lunga marcia cinese

logo GartnerÈ un mercato solo apparentemente piatto quello della telefonia mobile, così come emerge dai più recenti dati Gartner.

È vero, infatti, che a livello mondiale il terzo trimestre si è chiuso con vendite a 455,784 milioni di unità, contro i 455,706 del pari periodo dell’anno precedente, tuttavia, il solo comparto degli smartphone ha fatto registrare un incremento del 20,3%, arrivando a toccare i 301 milioni di unità, mentre quello dei feature phone segna parallelamente un declino del 25%.

La ragione di questa tendenza è palese, secondo la società di ricerca: il prezzo degli smartphone entry level a cuore Android si è progressivamente ridotto, tanto che la differenza rispetto ai feature phone è divenuta risibile.
Così, se oggi il 66 per cento dei telefoni venduti appartiene alla categoria smartphone, entro i prossimi quattro anni il rapporto tra smartphone e feature phone sarà di 9 a 1.

A livello geografico, le dinamiche più significative si sono registrate nei mercati emergenti, dall’Europa Orientale al Medio Oriente e all’Africa, mentre gli Stati Uniti riescono a mettere a segno un +18,9 per cento grazie ad iPhone 6  iPhone 6 Plus, mentre l’Europa Occidentale declina del 5,2 per cento, mettendo a segno il terzo regresso consecutivo nell’anno.

Le prospettive, sostiene sempre Gartner, sono particolarmente interessanti per il comparto: durante la stagione natalizia si attendono vendite record dei nuovi iPhone, anche se non bisogna sottostimare le strategie di espansione dei nuovi player cinesi, che cercano di ampliare il loro raggio d’azione oltre il mercato captive.

Per quanto riguarda i soli smartphone, la classifica vede al primo posto Samsung, con 73,2 milioni di unità, in calo rispetto agli 83,3 del apri periodo dell’anno precedente, tanto che la share si ridimensiona dal 32,1 al 24,4 per cento.
Apple, grazie anche al lancio dei nuovi dispositivi, passa dai 30,3 ai 38,1 milioni di dispositivi, con un minimo scostamento sulla share, che dal 12,1 passa al 12,7 per cento.
Gli altri tre posti della classifica, è questo il punto interessante da sottolineare, sono appannaggio di tre player cinesi, di fatto in testa a testa.
Huawei è sul podio, al terzo posto con 15,9 milioni di unità, contro gli 11,6 di un anno fa.
La segue la “sorpresa” Xiaomi, che in un trimestre vende 15,7 milioni di dispositivi, contro i 3,6 del terzo trimestre dello scorso anno e arriva ad essere il primo player sul mercato domestico, mentre a Lenovo tocca il quinto posto, con 15 milioni di telefoni, contro i 12,8 di un anno fa.

Una nota interessante, come sempre, emerge dall’analisi del mercato per sistemi operativi: Android continua a guadagnare terreno e oggi vale l’83,1% del mercato totale, lasciando a iOS il 12,7% e a Windows Phone il 3%. Blackberry è ormai sotto l’1% del mercato totale.

Se l’analisi prende invece in esame il mercato complessivo, includendo dunque i feature phone, qualcosa cambia. La leadership è sempre d Samsung, con 94 milioni di dispositivi, seguita da Nokia, con 43,1 milioni di unità, e Apple.
Queste numeriche spiegano anche il motivo per cui Microsoft, presentando il suo primo telefono con il nuovo brand, abbia scelto di puntare alla fascia entry di un mercato che ancora riconosce a Nokia un valore.

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