La stampa 3D in DLP evolve grazie a Sprybuild

Il mondo della stampa 3D è sempre alla ricerca di nuove soluzioni che migliorino le tecniche della produzione additiva. In queso senso arriva da Sprybuild una evoluzione della stampa DLP che è stata denominata Continuous Production with Wavefront Converting, o CPWC.

La tecnologia è ancora in fase evolutiva, ma la società ha già provveduto a presentare richiesta di brevetto e sta mostrando i primi prototipi di stampanti e oggetti prodotti con il nuovo approccio.

In estrema sintesi, secondo quanto spiega Sprybuild, la nuova tecnologia è una forma ottimizzata della stampa DLP in cui c'è un controllo più preciso della radiazione luminosa che agisce sulla materia prima, ossia il fotopolimero liquido. In questo modo è possibile avere una stampa più veloce e con una risoluzione maggiore.

Sempre secondo quanto dichiara Sprybuild, la stampa CPWC può arrivare a una velocità di 10 millimetri al minuto lungo l'asse di costruzione. La tecnologia si può applicare a qualsiasi materiale liquido fotosensibile, anche se "arricchito" con additivi e micro- e nano-particelle.

La possibilità di stampare con una risoluzione maggiore della stampa DLP tradizionale e con liquidi che contengono altri composti o particelle apre alla tecnologia CPWC applicazioni soprattutto in campo medicale e per il bioprinting. La nuova forma di stampa 3D può infatti essere usata con gli idrogel e altri liquidi polimerizzabili che contengono cellule viventi. Altri composti utilizzabili comprendono le resine siliconiche, i sol-gel, i poliuretani e le resine biodegradabili.

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