Ngn: per Anfov i costi sono molto più bassi

Gli 800 milioni servono per il Digital divide. Ma dopo bisogna costruire la Rete di nuova generazione

Per effettuare gli scavi con una minitrincea bisogna modificare il Dpr 610-96 (art. 66 comma 3) e aggiornare le norme Unicei 70030. Per una nuova palificata occorre mettere mano al Dpr 16 dicembre 1992 n. 496 (art. 66, lettera d commi 6,7,8) e per fare passare i cavi in fibra ottica anche sulle facciate degli edifici la legge da modificare è la numero 133 del 6/8/2008 art. 2, comma 2. Ci fermiamo qui ma la lista è ancora lunga. Perché la battaglia per costruire il Next generation network, Ngn, la rete di nuova generazione è anche una battaglia contro la burocrazia che passa attraverso normative nazionali e le mille differenti disposizioni dei regolamenti comunali.


Una buona notizia però c’è e arriva dall’Anfov che a Smau ha presentato uno studio dal titolo poco accattivante “Note tecniche per lo sviluppo in Italia di una infrastruttura Ngn in linea con le norme di principio contenute nella legge 133/2008” dove sostiene che grazie all’utilizzo di nuove tecniche per la posa della fibra ottica i costi possono essere ridotti anche del 50%.


Così da quegli 8-10-15 miliardi di euro stimati per la nuova Rete si potrebbe passare a cifre sempre imponenti, ma molto più abbordabili. Il segreto sta nelle nuove tecniche che permettono di ridurre i costi di scavo che possono arrivare anche oltre il 60% dell’intera somma necessaria per l’Ngn.


“Il processo di miniaturizzazione in atto nella tecnologia costruttiva dei cavi ottici – scrive il rapporto – fa sì che sia le tubazioni ospitanti sia le dimensioni degli scavi possano essere estremamente ridotte rispetto a qualche anno”.
In pratica si tratterebbe di utilizzare i cavi in condotti già esistenti (elettricità, acqua, gas, fognature) oppure di procedere a scavi molto meno impegnativi rispetto a prima. La minitrincea, per esempio, significa realizzare un scavo che invece di arrivare fino a un metro di profondità può fermarsi a 30 cm, così come lo scavo No-Digg si traduce in un buco del diametro massimo di 100 mm invece di 2 metri.


Quello degli scavi non è l’unico problema della futura rete. Visto che come è stato ricordato nel corso dell’incontro di Anfov “per la prima volta si sta costruendo un’infrastruttura di rete non in regime di monopolio”, bisogna costruire una rete che anche dal punto di vista architetturale vada bene a tutti i partecipanti. Per questo il governo pensa a una società ad hoc che gestisca la rete alla quale potranno partecipare tutte le società interessate.

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