Linux, un’alternativa ormai credibile per l’enterprise

La decisione di Big Blue di fornire configurazioni Linux sui mainframe zSeries consacra l’ambiente open source anche per applicazioni complesse. Hp risponde con le macchine cc2300 e 3300, cui si aggiungono una workstation e un’offerta di consulenza e outsourcing.

Il LinuxWorld di New York è stato caratterizzato soprattutto dagli annunci dei big del settore It. Segno che l’ambiente open source sembra almeno in parte essere uscito dalla propria origine "underground" per approdare nel business puro, con i pregi e i difetti che questa evoluzione comporta.


Ibm ha mostrato di voler cavalcare l’onda del consolidamento nell’ambito dei print server, dei file server e dei Web server, annunciando l’intenzione di voler fornire solo configurazioni Linux per i propri mainframe zSeries e per i propri midrange iSeries. Naturalmente, le nuove macchine non saranno solo Linux, poiché sia la serie mainframe zSeries "Raptor" sia i server iSeries Model 820 hanno z/Vm e Os/400 installati rispettivamente su di essi. Le nuove macchine Raptor, che debutteranno inizialmente come soluzione Linux, supporteranno, in seguito anche il sistema z/Os e forse altri, ma per ora si parla solo di configurazione Linux. Una macchina monoprocessore Raptor equipaggiata con una quantità ragionevole di memoria e disco, la licenza z/Vm (buona solo come Linux partition manager), più tre anni di manutenzione e servizi, sarà venduta attorno ai 400mila dollari. Un mainframe monoprocessore "Freeway" zSeries 900 con le stesse caratteristiche è commercializzato, invece, a 750mila dollari.


Il Raptor sarà anche in grado di supportare centinaia di server Linux virtuali. L’iSeries Model 820 configurato per Linux verrà presentato nelle versioni singola, bi e quadriprocessore e queste macchine supporteranno tre, sette o 50 partizioni Linux. Per inciso, Os/400, diversamente da z/Vm, non permette centinaia di partizioni logiche su una singola macchina fisica, ma quattro partizioni per processore. Una partizione su ogni server è dedicata all’Os/400, che richiede, rispettivamente, un numero di partizioni massime su un singolo server Model 820 di un quarto, un ottavo e un sedicesimo. Sia i server Linux zSeries sia i server iSeries possono essere configurati con distribuzioni commerciali di Linux, SuSe e Turbolinux, mentre per Red Hat si attende la fine di marzo.


Hewlett-Packard, dal canto proprio, ha annunciato la disponibilità di nuovo hardware e supporto per il sistema operativo Linux. I piani prevedono il rilascio, infatti, di due server basati su Linux, dedicati alle società clienti di telecomunicazioni, per la gestione delle reti wireless e per l’hosting delle reti dove convergono voce e dati. Ambedue conformi al set di specifiche per l’industria delle telecomunicazioni, Nebs (Network Equipment Building Standard), le macchine, denominate cc2300 e cc3300 includono due processori 1,26 GHz Pentium III, 6 Gb di Ram, due slot Pci e l’opzione di un alimentatore Ac o Dc. Il cc3300 è una versione più piccola del server 2300 e in aggiunta ha due alimentatori Ac o Dc e sei slot Pci. Ambedue utilizzano i chip Intel a 32 bit e funzionano con la versione 7.1 della distribuzione Linux di Red Hat. I due server saranno messi sul mercato a partire da questo mese. Anche se i prezzi per i server non sono ancora stati annunciati, Hp ha affermato di aver esteso il proprio piano pay-per-use ai clienti che usano i prodotti Linux.


La casa di Palo Alto lancerà anche una versione ampliata della propria workstation x4000 funzionante con Red Hat versione 7.1, dedicata ai clienti coinvolti nella realizzazione di contenuti digitali high end. L’x4000 funziona con i processori Intel Xeon a 1,8 GHz, 2,0 GHz e 2,2 GHz. Sul fronte dei servizi, Hp ha annunciato che inizierà l’offerta di servizi di consulenza e outsourcing per i propri clienti Linux, oltre a un servizio di migrazione standard per permettere ai propri clienti di passare da qualsiasi sistema operativo a Linux.

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