Le Commissione europea chiude il caso Microsoft-Sco

Obblighi no, royalty sì. Con una sentenza che scontenta in parte Sco, la Commissione europea ha chiuso il contenzioso che opponeva l’azienda a Microsoft su un contratto di dieci anni orsono riguardante il codice dello Xenix 286 (si veda anche Li …

Obblighi no, royalty sì. Con una sentenza che scontenta in parte Sco, la
Commissione europea ha chiuso il contenzioso che opponeva l'azienda a
Microsoft su un contratto di dieci anni orsono riguardante il codice dello
Xenix 286 (si veda anche Linea EDP On Line del 27/11). Secondo
quell'intesa, infatti, Sco è stata fino a oggi obbligata a inserire codice
Microsoft nei propri prodotti Unix, garantire la compatibilità con il
vecchio sistema operativo e pagare anche royalty per questo. Quel contratto
fu voluto da At&T per prevenire ulteriori frammentazioni dell'ambiente Unix
e anche Intel fece pressioni per fare in modo che tutti gli ambienti
omologhi per la propria piattaforma fossero compatibili con lo Xenix
dell'epoca. Gli oneri economici connessi, assunti da At&T furono in seguito
trasferiti prima a Novell e poi a Sco, a seguito di varie acquisizioni.
Sco aveva contestato il contratto presso la Commissione europea, sia per
quanto concerne gli aspetti tecnici che per quelli economici. Microsoft ha
accettato di rinunciare alla parte di contratto che riguarda la
compatibilità con le versioni precedenti, ma non alle royalty, in quanto,
a
detta dell'azienda, sono stati compiuti lavori di aggiornamento dei quali
ancora beneficia l'attuale versione di OpenServer Sco. La Commissione
europea ha ritenuto sufficiente la rinuncia annunciata da Microsoft e ha
chiuso il caso, lasciando a Sco l'incombenza di pagare le royalty sulle
proprietà intelletuale.

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