La parola ai Cio al primo Summit italiano di AWS

Detto fatto. A dieci anni dalla nascita di Amazon Web Services, per la prima volta in Italia, dove una filiale esiste da gennaio 2014, si è svolto a Milano il primo Global Summit organizzato da AWS nel nostro Paese.
«Un traguardo importante – come lo ha definito Nicola Previati, Head of AWS Italia –, a ulteriore conferma dell’importanza del mercato italiano per Amazon Web Services».
Un po’ di sano campanilismo, quello palesato da Previati, ulteriormente avvalorato dalla recentissima acquisizione, risalente a poco più di un mese fa, da parte di Amazon
dell’astigiana Nice, società specializzata in software e servizi dedicati ai settori cloud e grid, sul palco in occasione dell’evento in cui, intervallandosi nel keynote di Werner Vogels, Cto, Amazon.com & AWS, che ha sottolineato come «il cloud rappresenta la nuova normalità», si sono succedute le testimonianze dei responsabili It di alcuni brand di primo piano, non solo nel mercato nazionale.

Per una agile digital transformation
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Fabio Veronese, Enel

È il caso di Enel, che se da circa tre mesi ha cambiato logo, da molto più tempo ha compreso che, nel mercato dell’energia, di fronte al crollo del prezzo delle materie prime e a trend incontrovertibili, come la crescita della popolazione mondiale e l’importanza sempre più stringente dei vincoli ambientali, le regole del gioco sono cambiate radicalmente.
A sottolinearlo ci ha pensato Fabio Veronese, Head of ICT Architectures and Technologies di Enel, riferendo di una realtà che, presente in più di 30 Paesi nel mondo con 61 milioni di clienti e oltre la metà delle revenue provenienti dall’estero, ha tradotto la sfida della digital transformation coniugando il buono dall’esperienza italiana, «dove tutte le operation erano on premises», con l’outsourcing che, da sempre, caratterizza il mondo Enel in Spagna e Sud America.
«Dopo due anni di accesa discussione – ha spiegato –, grazie al cloud di AWS, abbiamo scelto di utilizzare le facility in entrambe le infrastrutture e di governarle internamente portando fuori, in nove mesi, il 75% dell’intera infrastruttura». Tradotto in numeri: da settembre 2015 a oggi, con una media di 25 server al giorno, “sabato, domenica, festività comprese”, sono stati migrati circa 6mila server dei 10mila totali.
I vantaggi ottenuti?
Veronesi non ha dubbi: «Solo dallo shift abbiamo ottenuto una riduzione superiore al 20% del costo storage, migliorato di oltre il 60% la ristrutturazione delle risorse informatiche e la loro ottimizzazione, e ridotto a due giorni le 3-4 settimane necessarie in termini di provisioning».
Con questo, avverte il manager, «sarebbe riduttivo considerare AWS come un semplice spazio dove spostare i dati». Non a caso, Enel ha scelto AWS IoT, la piattaforma cloud gestita che consente a dispositivi connessi di interagire con applicazioni nel cloud e altri dispositivi in piena sicurezza, per abilitare anche in Italia la raccolta dati sulla nuova generazione di motori elettronici.

Quando l’Internet of execution è la “chiave
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Cosimo Palmisano, Decisyon

Una conferma ulteriore di quanto sottolineato da Vogels, attento a puntualizzare come «il cloud sia in grado di ridurre costi e ostacoli per consentire alle aziende di essere globali in pochi minuti», abilitando, tramite una piattaforma di servizi e soluzioni orchestrabili, una collaborazione a tutto tondo attenta a encryption e access control, ma soprattutto ad abilitare una Analytics Everywhere, che guarda a real time e prediction portando la Bi ovunque, grazie a strumenti come Amazon QuickSight, mentre Amazon Kinesis provvede allo streaming di dati per creare applicazioni personalizzate su specifiche esigenze.
Argomenti, quest’ultimi, particolarmente nelle corde di Cosimo Palmisano, VP product management, Decisyon, multinazionale nata in Italia ma che oggi, oltre a Milano e Roma, conta 60 persone e uffici a San Francisco e Stamford, e riunisce nella piattaforma Decysion 360 gli strumenti per abilitare l’Internet of Everything.
«Con circa 200 clienti in 11 Paesi nel mondo, attivi nei mercati utility, telco e banche, sin dall’inizio abbiamo scelto il cloud di AWS per la possibilità di ottenere soluzioni flessibili e scalabili velocemente e per la possibilità di software diagnostica offerta».
Avvezza a realizzare dozzine di applicazioni verticali negli ambiti più differenti, per una realtà come Decysion, «l’Internet of execution è la chiave per abilitare le persone a prendere decisioni di business “confident”» attraverso dashboard touch screen per visualizzare dati integrati e collaborativi provenienti da fonti strutturate e non.
Che a chiederlo sia un’azienda della filiera farmaceutica, il customer service di Intesa San Paolo o la johnson & johnson, l’obiettivo è «consentire ai clienti di prendere decisioni in maniera rapida mettendo a confronto informazioni interne ai sistemi dell’azienda ma anche provenienti da ambiti diversi, come i social network, sfruttando al massimo tutte le tecnologie abilitanti a essere più veloci».

Dall’on premise al cloud: si può e conviene

Una sfida anche per Giorgio Gatti, Mediaset Service manager per i servizi Premium Play e Premium Online di Mediaset Premium, chiamato a marzo dello scorso anno a un restyling del servizio di video on demand Premium Play, sul mercato dal 2011, e all’affermazione della nuova piattaforma commerciale Premium Online, la cui attivazione era schedulata per luglio 2015, al fine di accreditare Mediaset Premium quale la principale piattaforma televisiva commerciale italiana.
«Abituati all’on premise – ha puntualizzato Gatti –, l’idea di cambiare paradigma ci è da subito apparsa sfidante ma i tempi stretti di realizzazione e le previsioni di carico di lavoro che la nuova piattaforma avrebbe dovuto sostenere per i diritti calcistici legati alla Champions League che, al momento, abbiamo in esclusiva, ci hanno convinto della necessità di cambiare paradigma». Guidata da Accenture, che di AWS è Global Premier Consulting partner, il Gruppo Mediaset ha portato sul cloud di Amazon, come primo esperimento, Premium Play «e con esso tutta la parte di front end, mentre on premise restano ancora le componenti legate alla produzione dei contenuti e del servizio offerto».
Lavorando con Amazon, Mediaset ha raggiunto l’obiettivo di rilascio nei tempi previsti e ottenuto un risparmio economico quantificato da Gatti «in circa il 50% dei costi equivalenti che avremmo dovuto sostenere se avessimo realizzato on premise la medesima piattaforma tecnologica. Tant’è che, quale caso di successo a livello aziendale, dopo luglio 2015 già nuovi progetti sono in corso con AWS per approcciare a più strati la loro cloud experience».

Tra architetture serverless e gestione database
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Andrea Chiarottino, Eataly

Tra le aziende italiane a rivolgersi agli Amazon Web Services ci sono anche Eataly e Gruppo Ferrero, l’una in cerca di semplificazione nella gestione dei database, l’altra ad architetture serverless ed event-driven per applicazioni e Api.
Nel dettaglio, Andrea Chiarottino, CTO Eataly, ha sottolineando la necessità di scegliere un partner tecnologico per la propria infrastruttura server e applicativa utile a replicare velocemente sui mercati europei e americani, dove oggi l’azienda creata a Torino nel 2007 da Oscar Farinetti è presente, anche a seguito del lancio, avvenuto nel 2013, di Eataly.Net, store esclusivamente online all’interno del quale sono proposti prodotti di qualità, idee regalo, corsi e cene per diffondere la cultura enogastronomica di qualità.
«In meno di tre anni – ha spiegato Chiarottino – siamo arrivati a una struttura globale basata sui servizi AWS beneficiando di una serie di vantaggi, tra cui la possibilità di replicare tutta la parte di cluster costruiti sulla parte di ecommerce negli Stati Uniti, per poi aprire un nodo per la gestione dei contenuti anche in Brasile, continuando a fare configurazione e tuning da distribuire nel resto del mondo spostando i medesimi cluster man mano che aumentano i mercati che intendiamo approcciare, come l’Arabia».
Vincolata da una piattaforma con un sistema di licenza che consentiva solo una scalabilità verticale, oggi Eataly è in cerca di una scalabilità orizzontale «che ci porterà a utilizzare sempre di più i servizi Amazon CloudFront ed ElastiCache introducendo nuove tecnologie utili a supportare la migrazione della nostra attuale piattaforma per ottenere un ecosistema di strumenti adatti e aggiornati per lo sviluppo di applicazioni in ambito ecommerce».
Utilizzare il cloud computing attraverso architetture serverless AWS è, infine, quanto ha fatto Gruppo Ferrero, il cui team di It Innovation segue da sempre i progetti di marketing digitale. «Nel 2010, con le soluzioni AWS e il partner Reply, abbiamo creato un’unica infrastruttura all’interno della quale ospitare tutti i siti Web del Gruppo – ha spiegato Tiziano Vannoni, It innovation manager di Gruppo Ferrero –. I vantaggi sono stati fin da subito misurabili in termini di scalabilità dei singoli progetti pubblicitari e di gestione dei picchi di traffico legati all’advertising riducendo, al contempo, dell’80% i tempi di

Tiziano Vannoni, Gruppo Ferrero
Tiziano Vannoni, Gruppo Ferrero

lancio delle singole iniziative».
A Milano, però, Gruppo Ferrero, che ha cominciato a utilizzare AWS anche per servizi di extranet, con l’iniziativa “Face of Kinder”, ha portato un caso concreto in termini di serverless.
«Nata in Brasile per fare più awareness sul brand Kinder Cioccolato, abbiamo dato la possibilità alle mamme brasiliane di mettere online la foto del loro bambino, di personalizzare il pack e, dopo una fase di moderazione, di condividerlo sul social». Ma alla sola foto, il marketing Ferrero ha voluto aggiungere anche la possibilità di un video, che la parte It ha gestito con un’infrastruttura dedicata in grado di garantire in 24 ore la ricezione, moderazione e messa online di foto e filmato.
«Dopo il successo ottenuto in Brasile – ha concluso Vannoni –, abbiamo deciso di introdurre le Lambda function per azzerare il processing time e il tempo di consegna del filmato ottenendo in Ungheria, Messico e Israele un servizio diverso da quello utilizzato in Brasile ma che ha le stesse funzionalità».

 

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