Iona all’insegna della continuità

La società irlandese conferma il proprio impegno sul fronte Corba e sulle architetture di servizio. L’azione tecnologica è sull’orchestrazione leggera dei processi.

Ormai Soa riempie la bocca di molti vendor. Trasformare lo sviluppo applicativo in una routine, in un componente standard da poter richiamare e riutilizzare è un’idea che solletica molte aziende. E sempre più numerosi sono i clienti disposti a sperimentare. Per chi in questo approccio ha sempre creduto, il futuro dovrebbe essere tracciato. Ne sa qualcosa Iona. Questa realtà, nata a Dublino, una quindicina di anni fa, ha anticipato gli eventi ed è, di fatto, tra le prime concrete sostenitrici delle architetture basate sui servizi. "Si tratta del nostro Dna - precisa Massimo Cazzaniga, neo managing director Sud Europa di Iona -. È quello che ci caratterizza sin dalle origini. La necessità di affrancarci dalle offerte proprietarie, sostenendo la standardizzazione dei componenti anche nell’integrazione, è il nostro credo. E oggi il mercato sembra darci ragione".

Due linee di offerta


La società offre soluzioni di integrazione applicativa in ambienti critici, che richiedono alte performance. Le sue soluzioni sono utilizzate dalle realtà enterprise delle telecomunicazioni, del manufacturing e dai gruppi bancari. Sono sviluppate utilizzando connettori standard ai più diffusi ambienti, con un approccio volto a garantire gli investimenti pregressi. Iona ha costruito la sua fortuna, in passato, grazie a Corba, l’infrastruttura di estensione degli ambienti It che ha sviluppato e sostenuto (con un modello aperto che ha precorso i tempi) e che continua a tenere in vita. "Quelle relative a Corba - sostiene il manager - sono entrate di carattere ricorsivo, che ci consentono di investire anche sugli altri componenti della nostra offerta". Dopo essersi cimentata nell’universo dei server logici, ha deciso negli scorsi anni di rifocalizzare la propria strategia su due macro aree, Corba appunto e Soa. In quest’ultimo caso, lo strumento deputato è Artix, un framework applicativo che abilita la creazione di architetture di servizio lungo tutte le piattaforme, dal mainframe ai dispositivi mobili. "La maggior parte delle aziende che sperimentano le architetture di servizio - si dice convinto il manager -, vuole farlo riducendo al minimo gli sforzi di sviluppo. Artix offre proprio la possibilità di sfruttare connettori standard, per garantire la riusabilità dei componenti software creati e la loro accessibilità all’interno di piattaforme diverse".


In Italia, Iona è presente con una struttura che occupa 12 persone, suddivise tra i due uffici di Milano e Roma, impegnate nelle attività di prevendita, nei servizi professionali e di manutenzione. Oggi, il giro d’affari della società è costituito per il 55% dai ricavi sulle licenze mentre la quota rimanente è data dai servizi. Nei mesi scorsi c’è stato anche un cambio dei vertici in Italia, Cazzaniga è arrivato alla guida di Iona Sud Europa lo scorso novembre.

Acquisizioni in vista?


"I nostri clienti hanno percepito una certa discontinuità nelle nostre scelte strategiche degli ultimi anni - ammette Cazzaniga -. Il mio obiettivo, per i mesi a venire, è di garantire una maggiore vicinanza, consolidare la base clienti e costruire un nuovo gruppo commerciale che sia in grado di seguire più direttamente i large account dei settori Tlc e banche. Inoltre, mi sto impegnando anche ad ampliare il nostro portafoglio clienti, con iniziative che si rivolgono alle società coinvolte nella sfida del digitale terrestre e alle utility".


Nel 2004 anche il bilancio, dopo alcuni trimestri di incertezza, è tornato in attivo. "Abbiamo anche una discreta disponibilità di cassa - conclude il manager -. Come potrebbe essere impiegata? Per migliorare l’aspetto che oggi è, forse, quello sul quale la nostra piattaforma è più deficitaria, ovvero l’orchestrazione leggera dei processi. Questo potrà avvenire sia attraverso lo sviluppo interno che, nel caso, tramite acquisizioni".

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