Eustema cresce con giudizio e investe nel Web semantico

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Approvato il bilancio 2011: aumentano fatturato, redditività, ordini e capitale. E per il futuro scommette sulle competenze.

Il Cda di Eustema ha approvato oggi il bilancio 2011 deliberando un aumento gratuito del capitale sociale, che da 516mila euro passa a 2,5 milioni.
La società capitolina di consulenza e ingegneria del software ha registrato un aumento del fatturato del 3% (40,8 milioni), e un più accentuato incremento degli ordini (42%), che superano i 55 milioni di euro.
Ebitda ed Ebit crescono rispettivamente del 16% (a 3,8 milioni) e 20% (2,5 milioni); l’utile netto sale del 10% e si staglia a quota 1,192 milioni.

Rilevante il fatto che sia a zero la posizione debitoria verso le banche.

I motivi dell’andamento positivo ci sono stati illustrati dall’amministratore delegato Enrico Luciani, il quale ha sottolineato la genetica attenzione alla spesa della società romana: «sappiamo che i costi sono certi e i ricavi probabili, per cui ci muoviamo da sempre con estrema attenzione».

Eustema fa buona parte del proprio fatturato con la Pubblica amministrazione (centrale e locale), il 15% con le Telco e il restante 25% con servizi e utility.

Avere la Pa come primo cliente, in un momento in cui i pagamenti che effettua si rallentano è un limite?
«No. La Pa ha una rotazione di pagamenti di 8-9 mesi. Bisogna saper sintonizzarsi con questo andamento».

Si cresce investendo in conoscenza
Eustema è fatta da 700 persone, fra interni ed esterni. Un organico che nel 2011 è cresciuto di 40 unità. Questa controtendenza rispetto al mercato fa il paio con una vocazione a creare.
«Da sempre – ci ha detto Luciani – investiamo dal 5 al 10% dei nostri ricavi in ricerca e sviluppo. La nostra cultura è da sempre quella dell’innovazione di prodotto e di arricchimento del bagaglio di conoscenza».

Verso il Web 3.0
L’azienda romana, che lo scorso anno ha aperto una presenza a Milano, prevede investimenti in progetti di R&D per 4,2 milioni di euro entro il 2014.

Buona parte provengono da finanziamento Miur: «creeremo a Napoli un centro di ricerca di 50 persone, che lavoreranno sulle Tlc e sul Web 3.0». Che significa? «stare fra social Web e Web semantico». Saranno persone che lavoreranno in collaborazione con le Università Federico II e di Salerno.

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