Euro, è tempo di conversione

L’indagine annuale condotta dalla società di consulenza Dun & Bradstreet, afferma che buona parte delle aziende europee mancherà l’appuntamento fissato per il 1° gennaio 2001, quando pagare con la moneta unica sarà realtà

Entro sei mesi tutti i pagamenti, con la sola
eccezione di quelli in moneta spicciola e banconote, dovranno essere effettuati
con la nuova moneta unica europea, l'euro appunto.
Secondo un'indagine
condotta dall'americana Dun & Bradstreet, buona parte delle aziende europee
si farà trovare impreparata a tale scadenza.
Solo il 28% delle aziende
tedesche, il 12% di quelle francesi, il 41% di quelle italiane, il 33% di quelle
belghe e il 23% di quelle olandesi hanno infatti dichiarato di aver già
completato la conversione.
Rispetto lo scorso anno, questi dati rilevano
in sostanza la buona performance delle aziende di casa nostra, il recupero di
quelle d'oltralpe e il ritardo di quelle tedesche che, addirittura nel 16% dei
casi hanno appena iniziato a pianificare gli interventi e addirittura nell'11%
dei casi non hanno fatto ancora nulla.
La tendenza delle imprese europee è
comunque quella di rimandare a fine anno il vero e proprio passaggio alla nuova
moneta unica. Ben il 63% delle imprese indagate ha infatti dichiarato di voler
passare alla fatturazione solo in euro - e non più in doppia valuta - nel corso
del primo trimestre 2002, termine previsto da molte aziende per l'adeguamento
dei sistemi informativi e contabili.
Le aziende che hanno ammesso i maggiori
ritardi sono, com'era prevedibile, quelle di medio-piccole dimensioni. Per
loro il rischio è che, all'inizio del prossimo anno, si verifichino anche
difficoltà sul fronte dei flussi di cassa, ovvero nelle operazioni di
fatturazione e contabilizzazione.


 

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