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Ethernet verso i 1.600 Gigabit spinta dagli hyperscaler

Lo sviluppo tecnologico del networking è sempre stato un ambito “nascosto” per gli utenti, un po’ come quello dei processori. Entrambi sono andati avanti con evoluzioni costanti e regolari per molto tempo, nel networking con la tecnologia principale (Ethernet) che ha decuplicato la sua banda ogni tre-quattro anni.

A ogni salto tecnologico i primi prodotti nuovi sono stati piuttosto costosi ma questo importava relativamente, perché chi li acquistava erano in particolare i grandi provider e le telco che potevano trasferire parzialmente il costo ai loro clienti.

Poi a un certo punto il panorama è cambiato e gli utenti principali dei sistemi di networking ad alte prestazioni non sono stati più solo provider e telco ma anche, e con un peso sempre crescente, gli hyperscaler e i cloud provider.

Queste realtà competono intensamente sui prezzi proposti ai loro clienti od offrono addirittura servizi nominalmente gratuiti (pensiamo a Facebook). Quindi il costo degli apparati è diventato un parametro fondamentale.

Al pari però di un altro: le opzioni di connettività degli apparati stessi, che in parte dipendono dalle tecnologie di rete. Quando ci si trova a gestire datacenter con decine di migliaia di server da interconnettere, più alto è il numero di connessioni gestite da uno switch ottimizzando la sua capacità di switching meglio è.

Da qui il mancato successo di 100 Gigabit Ethernet: troppo costosa e poco efficiente da questo punto di vista rispetto alla alternativa di 25 GbE. Che senza la spinta degli hyperscaler forse nemmeno avremmo visto.

Il ruolo degli hyperscaler, che hanno anche ampiamente dimostrato di potersi progettare da soli gli switch che non trovano sul mercato, influenzerà anche lo sviluppo degli standard Ethernet del prossimo futuro.

Il motivo è che gli hyperscaler hanno abbastanza forza di mercato da influenzare lo sviluppo dei componenti principali dei sistemi di networking, ossia gli ASIC e i SerDes (Serializer-Deserializer) che gestiscono la trasmissione dei dati nello switching. L’obiettivo non è solo aumentare la banda trasmissiva totale ma anche ottimizzare il suo utilizzo, cosa che richiede di aumentare anche la capacità trasmissiva dei singoli canali.

Per questo le prossime versioni di Ethernet non prevederanno la classica moltiplicazione per dieci della banda ma saranno la combinazione del numero di canali (1,2 o 4 e in futuro 8) e della capacità di signaling sul singolo canale (10 o 25 Gbps oggi, 50 a breve e 100 in futuro). Ci aspetta quindi uno sviluppo più lento ma più ragionevole economicamente, con le prossime bande a 200 e 400 Gigabit e gli step successivi a 800 e 1.600 Gbps.