Ecco il piano di Insiel

Presentato il piano industriale triennale della società Ict posseduta dalla regione Friuli Venezia Giulia. Si guarda a Pa, Pmi e all’Est.

È stato presentato il piano industriale 2006-2008 di Insiel, società il cui capitale ora è detenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, presieduta dall'imprenditore Riccardo Illy, che ha sottolineato come la gestione strategica della società di informatica per gli enti locali, che esiste dal 1974, consentirà al tessuto economico del Nord Est di ampliare la collaborazione con altre regioni italiane e straniere, con una particolare attenzione al centro ed est Europa.


Il cambio di proprietà di Insiel,avvenuto nello scorso maggio in seguito all'acquisizione da parte della Regione Friuli del 52% che era di Telecom Italia, ha portato anche un rinnovamento della prima linea aziendale che ora vede Dino Cozzi Presidente e Stefano De Capitani Amministratore Delegato.


Gli obiettivi per il triennio 2006-2008 fissati dal management sono un fatturato fra 90 e 110 milioni di euro annui, con un incremento dei ricavi, un'inversione di tendenza della redditività, in calo negli ultimi anni, e l'individuazione di nuovi mercati. Il piano delineato dal nuovo management prevede anche un cambio di organizzazione.


Lo scopo per De Capitani è la creazione di valore nel medio termine, attraverso un posizionamento specialistico verso Pa e sanità facendo leva anche sulla capacità di erogare servizi di integrazione, consulenza e di co-sourcing.


De Capitani prevede un piano di investimento di circa 20 milioni di euro, con un rendimento ipotizzato del 23%, per rendere in forma ingegnerizzata i prodotti e per svilupparne o acquisirne di nuovi, oltre che una riorganizzazione aziendale basta sul modello delle business unit.


Il piano persegue un'inversione di tendenza nella redditività e punta ad ottenere un margine operativo lordo del 20%.
Secondo i vertici di Insiel il Margine operativo lordo (Ebitda) dall'attuale 12% salirà al 20% nel 2008 per un totale di circa 23 milioni di euro e un Ebit al 14% pari a circa 15 milioni di euro.
È previsto, negli anni di piano, un riposizionamento delle competenze in organico.

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