È l’ora di Linux sui palmari

Attesi per i prossimi mesi numerosi annunci, da parte dei più importanti player del settore, di nuovi modelli di computer palmari basati sul sistema operativo open source.

La notizia potrebbe parer strana. Eppure il mondo dei computer palmare, finora tripartito tra Epos, Palm Os e Windows Ce, guarda oggi a un quarto sistema operativo: Linux.
E non sembra solo uno “sfizio”, visto che della partita sono i principali player del comparto. Quale nome è presto detto: Hewlett Packard si prepara a lanciare Calypso, Compaq punta a una versione Linux del suo iPaq per la quale avrebbe scelto il nome di Mercuri, Sharp, dal canto suo, dovrebbe rilanciare la linea Zaurus e più in specifico il modello Mi-E1, mentre Agenda Computing è la prima al debutto, con il suo Vr3, proposto a 305 euro.
Nessun problema a livello di funzionalità, anzi: Linux consente il multitasking, cosa impossibile con i tre sistemi attualmente in uso. La sua gratuità, inoltre, potrebbe generare dei vantaggi di tipo economico per l'utente, anche se sia il prezzo stabilito da Agenda Computing, sia quello preannunciato da Sharp per il suo Mi-E1 (762 euro) non sembrano al momento particolarmente bassi.
Il vero problema, questo sì, sta nell'assenza di software per questa versione di Linux. Ce ne sono pochi, laddove PalmOs, tanto per fare un esempio, conta su un portafoglio di circa 10.000 applicativi. È però vero che la comunità Linux è particolarmente attiva e che l'adattamento degli applicativi a partire dalle versioni sviluppate per pc risulta essere abbastanza semplice.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here