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Cinque piattaforme per creare chatbot senza programmare

Sempre più aziende stanno pensando a includere chatbot tra i loro servizi per il supporto ai clienti o per azioni di marketing. Una conseguenza di questa evoluzione è l’aumento del numero delle piattaforme che “avvicinano” i bot alle imprese permettendo di crearne senza avere tutte le competenze di sviluppo che erano inizialmente necessarie.

Ognuna di queste piattaforme ha le sue specificità, da conoscere per capire se si adattano alle nostre esigenze.

Botsify è specializzata in particolare nei chatbot per Facebook Messenger e si basa su funzioni di machine learning e AI per aumentare nel tempo la verosimiglianza e l’efficacia delle sue conversazioni. Queste restano comunque abbastanza lineari e richiedono sviluppo vero e proprio per avere risposte avanzate (non bastano i template). Ha la particolarità di poter collegare i chatbot a un sito web per estrarre informazioni, funzione utile per i bot che devono dare informazioni generiche. Il costo è proporzionale al numero di utenti.

Chatfuel nasce prima di tutto per la creazione di chatbot per Facebook Messenger e Telegram, l’ambito iniziale di sviluppo della piattaforma che ora si è estesa anche ad altri servizi. Ora i bot basati su Chatfuel sono molto diffusi e tra gli utenti troviamo anche nomi come Adidas o British Airways. Il vantaggio principale di Chatfuel è adottare funzioni di intelligenza artificiale che permettono ai chatbot di avere un comportamento più realistico rispetto a quello dei bot solo procedurali. Questo non significa che non serva mettersi a programamre per le funzioni più evolute. Manca il riconoscimento delle immagini, ma Chatfuel resta comunque una delle piattaforme più complete.

Kai, il chatbot di MasterCard che informa i clienti sulle transazioni fatte via carte di credito

Flow XO punta soprattutto sulla presenza di connettori verso un centinaio di servizi, spaziando dalla produttività personale di Google alla gestione di database MySql. Questa estensibilità è il tratto caratterizzate di Flow XO anche nella gestione delle conversazioni dei chatbot, che possono ad esempio gestire anche immagini e operare con varie lingue. Sono lati positivi, ma che rendono anche Flow XO un po’ più complicato della media. Migliorabili le funzioni di AI.

Motion AI è una delle piattaforme più trasversali per la gestione di chatbot, dato che spazia da Messenger sino agli SMS passando per Slack e la posta elettronica. È molto incentrato sulle funzioni di NLP (Natural Language Processing) e questo permette di programmare in maniera precisa il fluire di alcune conversazioni. D’altra parte la mancanza di funzioni specifiche di AI e machine learning toglie adattabilità alla piattaforma. Che è comunque estensibile via sviluppo in Node.js. Il costo è proporzionale al numero di bot attivi.

Sequel è una piattaforma gratuita pensata soprattutto per i chatbot che “raccontano” qualcosa, quindi soprattutto per testate giornalistiche, media, personaggi e influencer. Comunica su Facebook Messenger, Kik, Viber e Telegram e ha una serie abbastanza ricca di API per interagire con servizi esterni. Il limite sta nella concezione da storytelling dei chatbot, che non va bene in tutte le possibili applicazioni.