Come Fujitsu Siemens viene incontro alle esigenze delle aziende

In un momento in cui i Cio hanno la necessità di ottimizzare le strutture It presenti e concentrare le risorse, la società risponde con un’offerta fatta di prodotti, servizi professionali e finanziari. I nuovi fronti aperti dalla tecnologia Wi-Fi per aiutare il personale “mobile”.

 


Lo scenario dell’Information technology sta cambiando profondamente, complice in questo la limitatezza dei budget, i problemi connessi alla sicurezza, la necessità di gestire sistemi in cui distinguere tra server, storage, rete e applicazioni a livello di progetto. La gestione è, quindi, sempre più difficile. Cosa aspettarsi, allora, nei prossimi mesi e, soprattutto, dove concentrare investimenti e risorse? Per avere una risposta a questi punti di forte interesse per il manager It abbiamo incontrato Mario Guarnone, marketing manager Business Critical Computing di Fujitsu Siemens.

Si assiste, nel contesto dell’It, a un processo di consolidamento con un ritorno di piattaforme una volta distribuite all’interno di data center. Su quali esigenze si basa questo cambiamento e come vede questa evoluzione Fujitsu Siemens?


"Si basa, essenzialmente, su esigenze di razionalizzazione della infrastruttura dopo le "fughe in avanti" incontrollate di fine anni 90 e di inizio millennio. Il problema del Cio oggi è quello di ottimizzare, ad esempio, l’infrastruttura di calcolo in termini di "percentuale" di uso dei sistemi, di allocazione di risorse a supporto delle applicazioni, di dimensionamento dello storage, garantendo allo stesso tempo i livelli di servizio verso i clienti interni. Ovviamente, il tutto in un’ottica di controllo dei costi. Concentrare le risorse all’interno del datacenter può essere una soluzione agli attuali problemi. Questo fatto si configura per noi come una opportunità di business alla quale rispondiamo con un portafoglio non solo di prodotti, ma anche di servizi che aiutino il cliente a trovare una soluzione che si può comporre di prodotti, servizi professionali e servizi finanziari".

Un altro punto al centro di non poche strategie di prodotto è quello della business continuity, che si posiziona all’interno del processo di consolidamento o può rappresentare una strategia a parte?


"Credo che sia un aspetto che possa essere affrontato sia all’interno di un processo di consolidamento sia come tema "a parte"".

Un problema che si presenta al responsabile dei sistemi informativi è come procedere. In pratica, come districarsi tra scale up, scale out, virtualizzazione e via dicendo. Qual è il vostro punto di vista in proposito e in che approccio di prodotto e di strategie evolutive si è tradotto?


"I temi citati rappresentano tutti degli ingredienti di possibili soluzioni a problemi operativi. Non credo che al momento esistano delle soluzioni "dogmatiche" alle categorie di problemi che stiamo considerando. Piuttosto, una azienda come Fujitsu Siemens deve essere in grado di studiare una soluzione ottimale per il cliente. Ovviamente, quanti più strumenti, tecnologie e soluzioni si hanno a disposizione tanto più sarà possibile centrare le aspettative. Di questo ne siamo ben consci e non è un caso che, ad esempio, il Primepower 2500 sia il sistema che offre oggi sul mercato il più alto livello di capacità scale up in ambiente Unix, o che la nostra proposta di tecnologia blade consenta di concentrare all’interno di un unico rack fino a 600 Cpu in ambiente Microsoft o Linux".

Nell’It si assiste a un diffondersi di standard di mercato de jure e de facto. È veramente importante seguire la strada dei sistemi aperti e che benefici porta all’azienda?


"Anche qui vale la stessa considerazione fatta prima".

E veniamo a un altro dei punti "caldi" del momento. Quello della virtualizzazione. Che approccio adottare per la virtualizzazione dell’infrastruttura It e, soprattutto, è possibile definire una strategia che permetta di ottimizzare Roi e Tco?


"Certamente è un tema caldo, tant’è vero che, indipendentemente da che lo si voglia chiamare "autonomic", "grid" o "utility" computing, è all’ordine del giorno su tutte le riviste del settore. Sta di fatto, comunque, che Fujitsu Siemens ha già tradotto questi "concetti" in una soluzione infrastrutturale. Ad esempio, Flexframe rappresenta, per l’ambiente Sap, un primo passo verso la messa in pratica di questi concetti, con l’obiettivo dichiarato e misurabile proprio di ottimizzare il Roi e ridurre il Tco".

Un aspetto connesso alle applicazioni è quello della mobilità. Le aziende si virtualizzano e il personale, verrebbe da dire, si smaterializza, con una correlazione sempre più labile tra presenza fisica e presenza virtuale. Come si può far fronte a una tale realtà e che aiuto può dare la tecnologia It?


"Più che smaterializzato il personale si è messo in movimento. Una maggiore mobilità, se gestita male, può impattare sull’efficienza dell’organizzazione. Basti pensare, per esempio, a una persona di vendita che sia obbligata a passare in ufficio per registrare un ordine. Può suonare come una forzatura, ma quante aziende, soprattutto di piccole dimensioni, non hanno ancora informatizzato il personale "mobile" oppure lo hanno informatizzato non correttamente? Oggi un utente mobile può accedere ai servizi erogati dal datacenter aziendale senza dover necessariamente essere presente in ufficio. Il tutto grazie alla disponibilità di dispositivi di accesso quali notebook, Tablet Pc o palmari, che sono abilitati con sottosistemi di connettività wireless Gsm, Gprs o Wi-Fi e di servizi di connessione che sono sempre più estesi".

In quest’ambito, qual è la strategia adottata da Fujitsu Siemens?


"A questo riguardo la nostra proposta è molto semplice e consiste nell’offrire un portafoglio di dispositivi di accesso mobile completo, per consentire alle aziende di integrare le esigenze di mobilità con i servizi erogati dal datacenter. Sarà, ad esempio, possibile accedere tramite un notebook con funzionalità Wi-Fi, da un public hot spot, al Crm aziendale, basato, ad esempio, su mySap.com installato su una piattaforma FlexFrame".

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