Assintel vede nero sull’It italiana

Giorgio Rapari
Analisi –

I dati del primo trimestre dell’anno mostrano un peggioramento rispetto al 2011. E le previsioni di fine anno non portano nulla di biono

Sono negativi, a conferma di un mercato che davvero non trova vie di ripresa, i dati relativi al primo trimestre così come anticipati da Assintel.
Rispetto al pari periodo dell’anno precedente si parla di una contrazione del 6,2%, mentre su base sequenziale, ovvero rispetto all’ultimo semestre del 2011 il calo è misurato nell’ordine del 2,9%.

Il calo è generalizzato, anche se il tonfo più pesante è quello registrato nel comparto hardware, che anno su anno mette a segno un -8,7%. Non stanno bene nemmeno servizi e software, che registrano rispettivamente un regresso del 7,6 e del 3,2%.
Le uniche note positive, da ponderare tuttavia sull’intera dimensione del comparto, vengono da cloud e tablet: in entrambi i casi si parla di credito a due cifre, con un +43,8% a favore del cloud e un +12,3 per cento a favore dei tablet.
È palese che le due eccezioni non riescono ad arginare le difficoltà di un mercato che in tre anni ha lasciato sul campo 3 miliardi di euro.

E questo scenario, di per sé tutt’altro che positivo, si fa ulteriormente fosco se si pensa che nella visione di Assintel non ci sono prospettive di miglioramento: il comparto hardware potrebbe chiudere il 2012 con un calo del 9,7%, i servizi It soffriranno sia per il surplus dell’offerta sia per il ribasso delle tariffe professionali, mentre il software potrebbe entro la fine dell’anno mettere a segno una leggera ripresa.

Se pure positivo rispetto all’attenzione da parte del Governo all’Agenda Digitale, il presidente di Assintel Giorgio Rapari conferma quanto detto già alla fine dello scorso anno. Il mercato non può aspettare i tempi della politica: per questo la responsabilità viene demandata una volta ancora alle impresa, cui spetta il compito di fare leva sui trend dell’economia digitale per fare innovazione.

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