You, nessuno

Time celebra l’information age mettendoci tutti in copertina. Non ce ne facciamo niente.

Dedicato a chi ci conosce da vicino e sa quale spirito critico ci anima.
Fedeli a questa linea, siamo qui non a censurare, ci mancherebbe, ma a far
rilevare una incongruenza.

Lo scorso fine settimana
abbiamo assistito a una celebrazione, dominata da un senso di beatitudine,
avente come oggetto l’usuale copertina che Time dedica all’uomo dell’anno.



Riesumando una vecchia intuizione (di quando mise
in copertina il personal computer), quelli di Time stavolta hanno iconizzato
tutti gli esseri umani moderni: un display con la suadente scritta “you”.



La scelta simboleggia e celebra il fatto che l’era
dell’informazione pervasiva è qui e ora. E che siamo tutti protagonisti.


Perché questo, a detta di Time è stato l’anno di Internet
ovunque, quantunque e per qualsiasi cosa, anche per produrre video. Il successo
di Youtube e dei blog è qui a confermarlo.


Ma,
senza scomodare gli americani, e lasciando perdere le deformazioni del produrre
video aventi come oggetto crimini e metterli online per vantarsi con gli amici,
come ha fatto notare un esperto romano in materia, i blog sembrano in una fase
di preoccupante sporogonia.

Un anno fa ogni blog aveva 100 commentatori.
Poi 95 di questi hanno aperto il loro, con il risultato che i commentatori di
ogni blog sono i soliti tre.


Che, come si dice a
Roma, “se la cantano e se la suonano”. E allora dove va a finire lo spazio di
confronto sulle idee che, all’inizio, sembrava essere il valore aggiunto dei
blog?


Per Time, quest’anno vinciamo tutti.


Ma tutti, ossia senza distinzione alcuna, vuol dire anche nessuno.
Ecco, forse, cos’è anche l’information age:
una piallata.

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