Wcc, un’altra occasione perduta

Poteva essere un luogo di discussione, ma la manifestazione di Milano è rimasta confinata alla cerchia ristretta degli esperti.

Brunetta non c’era (ma non aveva confermato la presenza), la Gelmini neanche (fino al giorno prima presenza confermata), il ministro indiano e la commissaria europea Viviane Reading hanno mandato solo un videomessaggio.

Questa la situazione del convegno inaugurale del World computer congress che si è rivelata un’altra occasione perduta.
L’idea di fondo era buona.
Visto che la che l’Italia dal punto di vista scientifico non può offrire contributi rilevanti cerchiamo di diversificare l’edizione del Wcc palando di applicazioni industriali, di far scendere sulla terra un appuntamento come quello del Wcc destinato a una ristretta platea di esperti.

A questo punto però era necessario coinvolgere associazioni imprenditoriali, organismi di categoria, fare in modo che gli incontri previsti sul turismo per esempio, potessero diventare un luogo di discussione.
Niente di tutto questo.

Gli appuntamenti sul turismo sono stati frequentati da una media di tre persone per incontro, un po’ meglio è andata ai beni culturali, ma siamo sempre su livelli bassi.

Forse è solo colpa di un’organizzazione carente, o forse è un altro segnale di quanto poco conti l’informatica e le nuove tecnologie nella vita italiana.
L’incombere della recessione ha smorzato l’attenzione verso l’innovazione, il nuovo governo pare non abbia nulla a che spartire con quello delle famose tre I.

Forse è stato solo un caso, ma il segnale che arriva dal Wcc non è positivo.

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