Verso Smau: la rivoluzione portatile

Calano i prezzi di schermi e processori, si allunga la durata delle batterie, si consolida la connettività. I prezzi scendono, le vendite salgono

Maggiore comodità e minor prezzo: ecco i cambiamenti che è lecito attendersi
negli elaboratori portatili. Le promesse sono le solite di sempre, ma stavolta
sembrano più veritiere, perché sono accompagnate da consistenti
riduzioni di costo
e anche all’abbandono di tecnologie finora
presentate come rivoluzionarie. Un primo elemento che influirà su un prevedibile
boom di questa fascia di mercato è il crollo dei prezzi dei display
Lcd
, il colpo di grazia ad un prezzo artificiosamente alto e comunque
una risposta, magari temporanea, al calo dei prezzi dei desktop. Peraltro si è
visto dall’andamento delle vendite dei palmari che la riduzione di prezzo fa
impennare le vendite, e c’è da scommettere che l’effetto si manifesterebbe anche
con questa fascia di prodotto.



L’ottimizzazione delle componenti
interne
, inoltre, abbasserà i consumi energetici, allungando la durata
delle batterie fino a quelle otto ore che sembrano un buon punto d’arrivo. Il
settore energetico è in attesa della rivoluzione delle celle a combustibile,
tecnologicamente possibile, ma con alcuni problemi di tecnologia e distribuzione
ancora da risolvere. La riduzione del consumo energetico porterà certamente
lontano. E’ un fattore molto importante in senso generale, sia per i dispositivi
nomadici, portatili e palmari, sia per desktop e server. In questa fascia di
prodotto, infatti, i consumi sono piuttosto elevati, pensati per un mondo che
non aveva problemi di elettricità. Ma l’attuale prezzo del petrolio genera
bollette piuttosto salate, recapitate non solo alle corporation, ma fino alle
medie e piccole aziende.


La connettività senza fili sta vivendo un periodo piuttosto
interessante. Le tecnologie a disposizione sono già molte: telefonia cellulare,
wifi e Bluetooth sono le principali, con le loro migliorie in corso d’opera, e
altre cercano di farsi strada, commercialmente (Gps) o tecnicamente (WiMax). Se
è vero che grosse critiche vengono fatte alla tariffazione della telefonia
mobile e alla disponibilità del Wi-fi italiano, la percezione complessiva degli
utenti rispetto al mondo senza fili è sufficientemente positiva, tanto da
diventare un interessante elemento di marketing. La riduzione dei costi diretti
e dei consumi passerà anche per i microprocessori, grazie a notizie molto
particolari che modificheranno il panorama attuale. Intel, la maggiore
fornitrice del settore, ha deciso di abbandonare al suo destino la maggior parte
delle innovazioni del Pentium 4. Questa sembra essere la sintesi degli annunci
dati nel corso del Forum annuale della stessa Intel, tenutosi alla fine di
agosto.


Nel progetto del presidente, Paul Otellini, viene restaurato
lo status quo ante: la scelta è di basarsi sul Pentium M, ormai lontano erede
del Pentium III, nella versione attualmente in vita nella piattaforma Centrino.
L’idea è tutt’altro che sbagliata. Il P4 prometteva potenze enormi grazie ad
alcuni meccanismi interni (ottimizzazione sulle applicazioni, hyperthreading,
grandi cache) ed esterni (memorie Rambus) che sono stati smontati dal mercato.
Di contro, le richieste principali del mercato erano bassi consumi,
predisposizione a tutti i tipi di rete e potenza ottenuta con più processori
sullo stesso chip. Con il silicio di oggi, tutti questi obiettivi sono possibili
senza la complessità ed il costo del P4.


Non è un caso se l’attuale vicepresidente

del Mobility Group di Intel è Shmuel Eden, che ha seguito l’intero percorso dal Pentium Mmx al Pentium III, quindi a Centrino, nei laboratori israeliani di Intel.
Con ogni probabilità, il ritorno all’antico di Intel influirà molto positivamente sulla penetrazione dei portatili in tutte le fasce di mercato. Il basso consumo permette anche una riduzione di spessore e di peso del dispositivo. La possibilità di mettere sullo stesso chip uno o due “core”, nuclei di elaborazione, permette di
differenziare le famiglie di prodotto in base alla potenza erogata. Una maggiore
potenza di elaborazione, infine, si vedrà in una serie di applicazioni che
finora non potevano essere portate efficientemente nella valigetta, a partire
dalle elaborazioni audio e video che con il web hanno conosciuto un ulteriore
boom. Basso consumo, doppio core, ottimizzazione verso il wireless sono scelte
ideali se si parte da Centrino, che inoltre ha bassi costi di produzione. Queste
variazioni costringeranno a contromosse anche gli altri operatori, che si
troveranno contro con maggior forza una famiglia di prodotto più versatile e
meno costosa.


Sembravano morti, ma poi sono rinati e sono in ottima forma.
Stiamo parlando dei palmari, che nelle ultime indicazioni degli analisti sono
vicini al massimo storico delle vendite: per il 2005 si prevede un totale
mondiale di 15 milioni di pezzi nel 2005, contro il precedente record di 13,2
milioni nel 2001 e tre anni di vacche magre. Certo, bastava calare i prezzi,
come è stato fatto, per mostrare che la tecnologia nel palmo della mano
interessa, eccome. Interessa tanto da diventare un oggetto di culto, da mostrare
alle telecamere e da inserire nel carrozzone mediatico della stampa non
specializzata. Ma la restaurazione di Otellini comprende anche un altro
obiettivo a medio termine: la riunificazione totale delle piattaforme a partire
da un solo core. Quindi oltre a sostanziale abbandono del Pentium 4, è evidente
il tentativo di sviluppare nuovi x86 che eliminino la famiglia X-Scale.
Quest’ultima è derivata dalle versioni di Arm a suo tempo sviluppate da Digital
nello StrongArm. X-Scale si avvia ad essere un altro successone tecnico ma
insuccessone commerciale, come di tanto in tanto accade in questo mercato. Gli
smartphone ed altre piattaforme dovranno fare i conti con questa direzione. In
realtà si può dire che l’abbiano già fatto: il passaggio di Apple alla
piattaforma Intel dovrebbe comprendere anche l’iPod, il riproduttore di musica
digitale, che inglobando il video avrà bisogno di altri processori,
probabilmente di Intel.

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