V-Valley e xFusion insieme per lo sviluppo del canale italiano su datacenter e AI

V-Valley, la divisione del Gruppo Esprinet dedicata alla distribuzione di Advanced Solutions, ha siglato una partnership con xFusion, fornitore globale di infrastrutture e servizi di computing attivo in oltre cento Paesi. L’accordo porta sul mercato italiano il portafoglio xFusion, che comprende server general purpose, server per l’AI, sistemi rack-scale, software di gestione, soluzioni per l’edge computing e per infrastrutture iperconvergenti e ad alte prestazioni.

Attraverso l’intesa, xFusion intende costruire in Italia un modello di go-to-market più strutturato, ampliando la rete di reseller e system integrator qualificati e rafforzando il presidio locale lungo tutto il ciclo di vendita. L’azienda mira così a partecipare a un numero maggiore di progetti presso i clienti italiani, accelerando lo sviluppo del business nei segmenti enterprise e industriale.

Per V-Valley, la collaborazione arricchisce il portafoglio a disposizione del canale nell’ambito datacenter, con particolare riferimento ai segmenti server e virtualizzazione. Il distributore metterà a disposizione competenze commerciali, tecniche e di marketing per generare nuove opportunità e sostenere la transizione dei clienti verso modelli IT basati sul consumo. L’accordo si estende oltre la fornitura di prodotti: sono previste attività congiunte di recruiting ed enablement dei reseller, formazione commerciale e tecnica, workshop dedicati, campagne di demand generation e supporto pre-sales sui progetti dei clienti. La partnership amplia inoltre una collaborazione già attiva tra le due aziende in altri mercati europei.

Frank Qin, President di xFusion Europe, spiega che “l’ampliamento della nostra collaborazione con V-Valley all’Italia rappresenta una naturale evoluzione del rapporto che abbiamo già sviluppato in altri mercati europei”, aggiungendo che l’accordo “rafforza le basi della nostra strategia di canale paneuropea e consentirà a entrambe le aziende di costruire un ecosistema di partner più connesso”.

Sulla stessa linea Jimmy Jin, CEO di xFusion Technologies Italy, che dichiara: “In un mercato che sta attraversando profondi cambiamenti, vogliamo costruire in Italia un modello basato su stabilità, attenzione al canale e crescita condivisa”, con l’obiettivo di “affermare xFusion tra i protagonisti del mercato italiano delle infrastrutture server, HPC e AI”.

Per V-Valley interviene Silvia Restelli, Head of Marketing & Solutions Sales, secondo cui la partnership “rappresenta un’ulteriore opportunità per arricchire il portafoglio di soluzioni a disposizione del canale in un’area strategica come quella delle infrastrutture per Datacenter e workload AI-ready”. Restelli precisa che il ruolo del distributore è “abilitare il business dei partner, accompagnandoli lungo l’intero ciclo di vendita e contribuendo a creare nuove opportunità in un ecosistema tecnologico sempre più articolato”.

Chi è xFusion

xFusion nasce nel settembre 2021 a Zhengzhou, nella Cina centrale, come spin-off della divisione server x86 di Huawei, in seguito alle sanzioni statunitensi che avevano tagliato fuori il gruppo cinese dall’accesso ai processori Intel per server. L’azienda ha ereditato il team di ricerca e sviluppo e i vertici della precedente divisione Huawei, diventando in pochi anni il secondo produttore di server in Cina. La proprietà resta legata a soggetti cinesi: gli asset furono trasferiti a Henan Super Fusion Energy Technology, controllata da un ente statale della provincia dello Henan che detiene tuttora circa il 70% della società, mentre tra gli azionisti figurano anche China Mobile e China Telecom.

Le attività internazionali del gruppo, incluse quelle europee, fanno capo a xFusion Technologies Pte Ltd, con sede a Singapore: una struttura societaria distinta da quella cinese, comune tra i produttori asiatici che separano l’entità operativa in Cina dal veicolo dedicato al business estero.

La crescita degli ultimi anni è stata trainata dalla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale: i ricavi del gruppo sono passati da 25,1 miliardi di yuan nel 2023 a 58,2 miliardi (circa 8,1 miliardi di dollari) nel 2025, un periodo in cui i server AI sono diventati la principale linea di business, salendo dal 25 a oltre il 50% delle vendite. A fronte di questa espansione, però, i margini restano molto sottili: tra l’1 e il 2% negli ultimi tre anni, un livello che riflette la forte pressione sui prezzi esercitata dai grandi clienti internet dell’azienda.

Proprio questa crescita ha portato xFusion sulla soglia della quotazione in Borsa. L’azienda ha avviato il percorso formale verso l’IPO all’inizio di gennaio 2026, sottoponendosi al periodo di tutoring regolamentare richiesto dalle autorità cinesi, per poi presentare domanda di quotazione sul mercato ChiNext della Borsa di Shenzhen, con l’obiettivo di raccogliere 8 miliardi di yuan. Le stime sulla valutazione dell’azienda in vista della quotazione oscillano fino a circa 100 miliardi di yuan, pari a circa 14 miliardi di dollari.

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