Un archivio digitale per il patrimonio della Scala

60 mila costumi, 5 mila spartiti musicali, 3.600 bozzetti, 90 mila oggetti, più di 800 mila foto di scena. E’ solo una parte del patrimonio della Scal a di Milano, che presto sarà espresso in megabyte. Il massimo teatro milanes e ha infat …

60 mila costumi, 5 mila spartiti musicali, 3.600 bozzetti, 90 mila oggetti,
più di 800 mila foto di scena. E’ solo una parte del patrimonio della Scal
a
di Milano, che presto sarà espresso in megabyte. Il massimo teatro milanes
e
ha infatti avviato un ambizioso progetto di conversione dei suoi archivi,
che potranno essere gestiti in maniera ottimale e dinamica grazie al
supporto delle moderne tecnologie digitali.
Partner del Teatro alla Scala nell’attuazione del progetto Dam (Depositi
archivi e magazzini) è la società di consulenza Andersen Consulting, che
ha
il compito di individuare le diverse soluzioni strategiche, ridefinire i
processi e mettere a disposizione il supporto tecnologico.
Andersen Consulting, grazie all’esperienza maturata nell’implementazione di
progetti di digital asset management, si pone ai massimi livelli mondiali
nel settore della consulenza globale, ed è presente in Italia nelle sedi d
i
Milano, Roma, Torino e Verona. La società ha conseguito nel nostro Paese
ricavi per 556 miliardi nell’anno 1998.
Il progetto Dam rientra nel processo di rinnovamento organizzativo e
gestionale che segue alla trasformazione del Teatro da Ente autonomo a
Fondazione di Diritto Privato; l’obiettivo principale è la costruzione d
i
un "sistema Scala" secondo la configurazione di un’impresa moderna ed
efficiente.
Il nuovo sistema integrato consentirà, grazie alla digitalizzazione e alla
gestione integrata di tutti gli archivi, depositi e magazzini del Teatro,
l’archiviazione digitale di scenografie, attrezzi, costumi, registrazioni
audio e video, bozzetti, partiture e di tutti quegli elementi che
concorrono alla creazione di un evento teatrale. Attualmente il patrimonio
della Scala è conservato negli archivi della Bovisa, di Pero, dello stesso
Teatro e del suo caveau.
Il piano produttivo, coordinato dalla Fondazione, è iniziato nel gennaio
del 1999 e prevede il coinvolgimento pluriennale del Teatro,
dell’Università degli Studi di Milano e di varie aziende sponsor, fra cui
Aem, Banca Commerciale Italiana, Cnr, Hewlett-Packard, Kodak, Oracle e Tdk
Italia.
L’investimento complessivo è di oltre cinque miliardi, suscettibile di
aumento in ragione della modularità del progetto.

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