Nella blogosfera, un informatico ha molte più possibilità di farsi vedere, influenzando cartografia e percezione.
Diario Aperto, l’indagine Swg 2007 sui blog italiani, presenta molti dati
interessanti e parte da una ricca base di oltre quattromila interviste.
Risultano confermate in gran parte le intuizioni lanciate dal recente
Blog-grafie, spesso precisate dal più alto numero di iscritti. Diario Aperto è
un buon lavoro.
La prima sintesi evidenzia gli aspetti forti, ma molto
di più si può tirarne fuori, come ben sanno gli estensori che invitano i lettori
ad altre valutazioni.
Nel campione si vede la prevalenza di utenti forti
di internet, ma soprattutto la schiacciante maggioranza di autori di blog (3453)
rispetto ai frequentatori (664); differenza anche nell’età media, 31 per gli
scrittori, 35 per i lettori.
Una avvertenza: per semplicità ho arrotondato
le percentuali di cui riferisco.
Tra le categorie mi sembra
importantissima la seguente divisione: maschi 56%, donne 44% (questi valori,
messi in apertura nel tabellone dati, nella sintesi in pdf mi sembrano un po’
nascosti), anche se nella fascia 18-24 anni si capovolge.
Attenzione al
seguente dato: per due terzi il campione è composto da laureatiI Inoltre su
2.300 maschi e mille laureati gli ingegneri maschi sono il 21% (208).
Ovviamente questo non è un campione rappresentativo dell’Italia, ma
neanche della blogosfera, ma solo di quelli che hanno risposto all’indagine. La
rappresentatività del campione è un problema classico delle indagini e la strada
verso la rispondenza è sempre lunga.
Ma questi numeri mi confermano
un’impressione che avevo da tempo: l’ingengnerizzazione della blogosfera.
Mi
spiego: non tutti gli ingegneri sono informatici, ma sarebbe stato utile
chiedere un’autovalutazione sulla competenza informatica.
Andando a
vedere i dati grezzi si scopre che gli informatici sono assolutamente
preponderanti nella rappresentazione della blogosfera: 1874 intervistati leggono
blog d’informatica e web, mentre 788 (ma su sole 2764 risposte) li
scrivono.
Come in molti altri spazi, è importante farsi vedere anche
nella blogosfera, dove i mezzi di promozione sono essenzialmente informatici,
dalla search engine optimisation alle metriche di Technorati e via discorrendo.
Ergo, un informatico ha molte più possibilità di farsi vedere,
influenzando la cartografia. Insomma a mio avviso le statistiche, prese senza
filtro, mentono.
Ovviamente i filtri mentono a loro volta, ma questo non è
il luogo ideale per l’esegesi del fenomeno.
Sul Web 2 si sta verificando
una cosa già vista negli anni ’70: l’ascesa degli ingegneri.
Prima di quel
decennio, gli ingegneri erano dei vili meccanici, dileggiati da umanisti,
politici e financo fisici.
Poi con l’avvento dei computer – squinternati
come solo quell’incredibile tecnologia poté essere – solo i loro progettisti
sapevano usarli.
E poiché i computer erano essenziali in azienda, gli
ingegneri diventarono dirigenti prima, amministratori e presidenti poi,
instaurando un “governo tecnico” dell’economia.
Quando poi la tecnologia
divenne più amichevole, solo gli ingegneri dotati di senso più generale
restarono nei ruoli chiave dell’azienda, ma la regola tornò quella del manager
non ingegnere.
Io proporrei questa immagine: la blogosfera è un fenomeno
sociale paragonabile ad un arcipelago con tante barchette che lo percorrono,
invisibili dall’alto. Ma poiché gli informatici sanno come sparare razzi rossi e
gialli, chi crede che a volo d’uccello (absit injura verbis) sia possibile
conoscerla senza passarci molto tempo si ferma alle luminarie.
Mi
sbaglio?
Leo Sorge – PiùBlog





