Thales e Google Cloud rafforzano la loro strategia europea sul cloud sovrano annunciando la creazione di una nuova infrastruttura dedicata alla Germania. L’iniziativa nasce per rispondere alla crescente richiesta, da parte delle amministrazioni pubbliche e delle industrie regolamentate, di piattaforme cloud in grado di garantire pieno controllo locale sui dati, protezione dalle legislazioni extraterritoriali e conformità ai framework normativi europei e tedeschi.
La nuova offerta sarà gestita da una società tedesca indipendente, interamente controllata da Thales, che opererà in autonomia rispetto a Google Cloud sia sul piano legale sia su quello operativo. La soluzione è già disponibile in modalità Preview, mentre la disponibilità generale è prevista entro la fine del 2026. L’infrastruttura è inoltre in fase di sviluppo per ottenere conformità rispetto ai requisiti normativi tedeschi, comprese la certificazione C5 e il nuovo framework C3A.
Un cloud sovrano progettato per il mercato tedesco
L’accordo rappresenta un’estensione del modello già sviluppato in Francia con S3NS, la controllata cloud di Thales che ha realizzato l’offerta sovrana PREMI3NS basata sulle tecnologie Google Cloud. Con la nuova iniziativa, Thales punta ora a replicare e ampliare questo approccio nel mercato tedesco, considerato strategico per le tecnologie digitali sovrane.
La futura entità tedesca sarà composta da personale locale e opererà da infrastrutture dedicate sul territorio nazionale, con l’obiettivo di impedire qualsiasi accesso ai dati da parte di soggetti extraeuropei. L’architettura è stata progettata per soddisfare i requisiti normativi più stringenti richiesti dalle organizzazioni pubbliche e dai comparti industriali altamente regolamentati.
Christoph Ruffner, CEO e Country Director di Thales in Germania, ha sottolineato come la partnership risponda direttamente alla domanda delle organizzazioni tedesche di poter utilizzare le tecnologie hyperscale di Google Cloud mantenendo però “il pieno controllo tedesco” sulle infrastrutture e sui dati. Ruffner evidenzia inoltre che la soluzione nasce per proteggere i carichi di lavoro sensibili da qualsiasi giurisdizione extraterritoriale, garantendo al tempo stesso conformità e sicurezza.
Chi è Thales e quale ruolo avrà nel progetto
Thales è un gruppo tecnologico francese specializzato nello sviluppo di sistemi e infrastrutture per settori critici come difesa, aerospazio, cybersecurity, identità digitale e trasporti. L’azienda realizza tecnologie utilizzate in contesti dove sicurezza, affidabilità e protezione dei dati rappresentano elementi centrali: dai sistemi radar e satellitari alle piattaforme crittografiche, fino alle soluzioni per la sicurezza informatica e la gestione delle identità digitali.
Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato la propria presenza nel mercato della cybersecurity e del cloud sicuro, posizionandosi come uno dei principali attori europei sul tema della sovranità digitale. In questo contesto rientra anche S3NS, la controllata creata da Thales in Francia per sviluppare servizi di cloud sovrano basati sulle tecnologie Google Cloud ma operati sotto controllo europeo.
Il gruppo investe circa 4,5 miliardi di euro all’anno in ricerca e sviluppo nelle aree dell’intelligenza artificiale, della cybersecurity, delle tecnologie quantistiche e del cloud. Nel 2025 Thales ha registrato ricavi pari a 22,1 miliardi di euro e conta oltre 85.000 dipendenti in 65 Paesi.
In Germania, dove è presente dal 1880, Thales impiega circa 2.300 persone in nove sedi e opera nei comparti della difesa, della sicurezza, dell’aerospazio e dell’identità digitale. È proprio questa esperienza nella gestione di infrastrutture e sistemi mission critical che ha portato il gruppo a diventare il soggetto incaricato di controllare e gestire la nuova piattaforma cloud sovrana annunciata insieme a Google Cloud.
Nel progetto tedesco, Thales avrà infatti il compito di garantire che dati, operazioni e governance rimangano sotto pieno controllo europeo, rispondendo ai requisiti normativi e di sicurezza richiesti dal mercato locale e proteggendo le informazioni sensibili da eventuali accessi legati a legislazioni extraterritoriali.
Tecnologia hyperscale e controllo operativo locale
L’infrastruttura combinerà le capacità cloud di Google Cloud con l’esperienza di Thales nella cybersecurity, nella gestione di sistemi critici e nella protezione delle informazioni sensibili. L’obiettivo è consentire alle aziende e agli enti pubblici tedeschi di accedere ai vantaggi del cloud hyperscale senza rinunciare ai requisiti di sovranità digitale.
La struttura operativa prevista punta a garantire una separazione completa rispetto a Google Cloud sul piano gestionale, offrendo alle organizzazioni clienti garanzie tecniche e giuridiche aggiuntive in un contesto normativo europeo sempre più rigoroso.
Marianne Janik, Vice President EMEA North di Google Cloud, definisce l’iniziativa “una pietra miliare” per la sovranità digitale europea, evidenziando come l’unione tra la scalabilità delle tecnologie Google Cloud e il controllo operativo locale di Thales possa permettere anche ai settori più sensibili di innovare mantenendo il rispetto delle normative nazionali.
Rispondere alla domanda di cloud sovrano in Germania
La nuova piattaforma utilizzerà le tecnologie cloud e di sicurezza più avanzate sviluppate dai due partner, con l’obiettivo di offrire a imprese e organizzazioni pubbliche tedesche i vantaggi dell’infrastruttura hyperscale mantenendo però piena autonomia operativa e controllo sui dati.
La nuova entità prevista da Thales sarà strutturata per garantire una separazione completa rispetto a Google Cloud, offrendo alle organizzazioni clienti le garanzie tecniche e legali richieste in un contesto normativo europeo sempre più complesso. Secondo le aziende, questo approccio dovrebbe consentire alle organizzazioni di innovare utilizzando servizi cloud avanzati senza compromettere requisiti di compliance, sicurezza e sovranità digitale.
Disaster recovery sovrano tra Francia e Germania
Uno degli aspetti più rilevanti dell’annuncio riguarda la possibilità di creare scenari di resilienza distribuita tra le due regioni sovrane europee gestite da Thales. La nuova infrastruttura tedesca sarà infatti compatibile con il modello operativo di PREMI3NS in Francia, creando un ecosistema cloud sovrano multi-regione.
Secondo Hélène Bringer, President di S3NS e Vice-President Critical Information Systems di Thales, si tratta della prima iniziativa europea che punta simultaneamente alla conformità con diverse certificazioni nazionali di cloud sovrano. Bringer evidenzia come questo modello possa aumentare la resilienza delle organizzazioni europee senza compromettere il controllo sui dati e sulle infrastrutture critiche.
Un elemento che rafforza ulteriormente la strategia è il recente ottenimento, da parte di S3NS, della qualifica SecNumCloud 3.2 per l’offerta PREMI3NS, certificazione considerata uno dei riferimenti più rigorosi in Europa in materia di sicurezza cloud. Secondo Thales, questo dimostra come sia possibile combinare servizi cloud hyperscale di nuova generazione con elevati livelli di controllo operativo, protezione dei dati sensibili e conformità normativa.
Un progetto che guarda oltre il mercato tedesco
Sebbene la nuova infrastruttura nasca per rispondere ai requisiti normativi e di sicurezza della Germania, il progetto ha una portata più ampia e punta a diventare un riferimento per il cloud sovrano europeo. La presenza di due regioni complementari, Francia e Germania, consente infatti di costruire un’architettura cloud transfrontaliera pensata per supportare organizzazioni multinazionali europee che devono operare rispettando differenti framework locali di compliance e sovranità digitale.
L’aspetto strategico riguarda soprattutto la possibilità di offrire funzionalità di disaster recovery sovrano tra Paesi europei, mantenendo però controllo locale, segregazione operativa e conformità normativa. In pratica, aziende e amministrazioni potranno distribuire carichi di lavoro e sistemi di backup tra più regioni europee senza affidarsi a infrastrutture soggette a giurisdizioni extra UE.
È proprio questo elemento che Thales e Google Cloud definiscono un primato nel settore: la creazione di un modello di cloud sovrano multi-regione europeo capace di combinare resilienza infrastrutturale, continuità operativa e requisiti di sovranità digitale.
Possibili implicazioni per il mercato italiano?
L’iniziativa potrebbe avere ricadute anche sul mercato italiano, dove il tema della sovranità digitale europea sta assumendo un peso crescente sia nel settore pubblico sia nelle industrie regolamentate. La possibilità di utilizzare infrastrutture cloud hyperscale mantenendo però controllo operativo europeo, protezione dai vincoli extraterritoriali e conformità normativa rappresenta infatti un tema centrale anche per organizzazioni italiane attive nei comparti finanziario, manifatturiero, telecomunicazioni, difesa, sanità ed energia.
Anche in Italia il tema del cloud sovrano è ormai parte integrante delle strategie infrastrutturali pubbliche e private, come dimostra il percorso avviato con il Polo Strategico Nazionale. La partnership tra Thales e Google Cloud aggiunge però una dimensione ulteriore al dibattito europeo: un modello multi-regione transfrontaliero progettato per combinare infrastrutture hyperscale, controllo operativo locale e disaster recovery tra diversi Paesi UE.
In questo scenario, l’infrastruttura integrata tra Francia e Germania potrebbe diventare un riferimento anche per il mercato italiano, soprattutto per le organizzazioni che operano su scala europea e devono conciliare resilienza operativa, compliance normativa e maggiore autonomia strategica rispetto alle infrastrutture extra UE.
Il cloud è sovrano, ma la tecnologia resta americana
Resta però aperto uno dei temi centrali del dibattito europeo sul cloud sovrano: il rapporto tra controllo operativo locale e dipendenza tecnologica dagli hyperscaler statunitensi. Sebbene il progetto preveda che infrastrutture, governance e gestione operativa siano affidate a un’entità tedesca controllata da Thales, la piattaforma continuerà infatti a basarsi sulle tecnologie di Google Cloud.
È un modello che punta a conciliare due esigenze considerate difficili da separare: da un lato l’accesso alle capacità tecnologiche e alla scalabilità dei grandi provider globali, dall’altro la richiesta europea di maggiore autonomia strategica, protezione normativa e controllo sui dati sensibili.
Proprio questo equilibrio rappresenta uno dei punti più discussi nel mercato europeo del cloud, dove governi, regolatori e aziende stanno cercando di definire fino a che punto un’infrastruttura possa essere considerata realmente “sovrana” quando software, stack tecnologico e innovazione rimangono legati a operatori extraeuropei.






