Secondo un’esclusiva pubblicata da Reuters, Stripe e il fondo di private equity Advent International hanno presentato un’offerta congiunta per acquisire PayPal Holdings, valutando la società oltre 53 miliardi di dollari. La proposta, presentata all’inizio di luglio, prevede un corrispettivo di 60,50 dollari per azione e sarebbe sostenuta da circa 50 miliardi di dollari di finanziamenti bancari già assicurati. Le fonti precisano che i colloqui sono ancora in corso e che non vi è alcuna certezza che possano concludersi con un accordo.
L’offerta rappresenta un premio di circa il 28% rispetto al prezzo di chiusura del titolo PayPal nella seduta precedente. Advent International ha rifiutato di commentare l’indiscrezione, mentre PayPal e Stripe non hanno risposto alle richieste di commento.
Le prime discussioni sull’operazione risalgono all’inizio di aprile. Stripe e Advent non avrebbero ancora ricevuto una risposta formale da PayPal e puntano a far avanzare le trattative entro la fine del mese. Se l’operazione venisse finalizzata, Stripe e Advent deterrebbero quote paritetiche della società, senza prevedere una successiva suddivisione degli asset di PayPal.
Nella seduta di mercoledì il titolo PayPal ha reagito immediatamente all’indiscrezione, arrivando a guadagnare oltre il 15% rispetto alla chiusura precedente. Al momento della stesura di questo articolo le azioni continuano comunque a essere scambiate a un prezzo inferiore ai 60,50 dollari previsti dall’offerta.
Due aziende, due modelli di business
Se confermata, l’operazione riunirebbe due dei principali operatori mondiali dei pagamenti digitali, ma con modelli di business sviluppati lungo direttrici differenti.
Fondata nel 2010 dai fratelli Patrick e John Collison, Stripe si è affermata come piattaforma di infrastruttura per i pagamenti online destinata principalmente a sviluppatori, piattaforme digitali e imprese. Attraverso le proprie API, la società consente di integrare pagamenti, fatturazione, gestione degli abbonamenti e altri servizi finanziari direttamente nelle applicazioni. Nella Annual Letter 2025 l’azienda dichiara che le imprese che utilizzano la sua piattaforma hanno generato 1.900 miliardi di dollari di volume complessivo dei pagamenti nel 2025, con una crescita del 34% rispetto all’anno precedente. Stripe afferma inoltre che questo volume equivale a circa l’1,6% del PIL mondiale e che la piattaforma è utilizzata dal 90% delle aziende del Dow Jones Industrial Average e dall’80% di quelle del Nasdaq 100.
PayPal, fondata nel 1998 e separata da eBay nel 2015, mantiene invece una forte presenza nei servizi rivolti direttamente ai consumatori e agli esercenti. Nel Q1 2026 Shareholder Update la società riporta un Total Payment Volume (TPV) di 464 miliardi di dollari, in crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (8% a cambi costanti), 436 milioni di account attivi e ricavi per 8,35 miliardi di dollari, in aumento del 7% su base annua.
Le due società operano nello stesso mercato, ma con un posizionamento differente. Stripe si è sviluppata come piattaforma di infrastruttura per sviluppatori e imprese digitali, mentre PayPal mantiene una presenza diretta sia presso gli esercenti sia nel mercato consumer attraverso il proprio wallet e gli altri servizi di pagamento.
PayPal è nel pieno di una riorganizzazione
L’indiscrezione arriva mentre PayPal è impegnata in un piano di trasformazione avviato dopo l’insediamento di Enrique Lores come Presidente e CEO il 1º marzo 2026, come annunciato dalla società.
Nel Q1 2026 Shareholder Update PayPal riporta ricavi per 8,35 miliardi di dollari, in crescita del 7% su base annua, un Total Payment Volume (TPV) di 464 miliardi di dollari (+11%, oppure +8% a cambi costanti), un utile operativo GAAP di 1,49 miliardi di dollari e un flusso di cassa libero (Free Cash Flow) di 1,4 miliardi di dollari. Con la riorganizzazione strategica annunciata il 29 aprile 2026, l’azienda ha introdotto una nuova struttura articolata in tre divisioni di business, accompagnata da una revisione dell’organizzazione e del gruppo dirigente.
Secondo il Wall Street Journal, il piano comprende anche una riduzione dei costi pari a circa 1,5 miliardi di dollari e un ridimensionamento dell’organico nell’ordine del 20%, distribuito nell’arco di due o tre anni.
L’indiscrezione sull’offerta arriva mentre PayPal è impegnata nell’attuazione di questo piano di riorganizzazione.
La crescita di Stripe negli ultimi anni
Negli ultimi anni Stripe ha progressivamente ampliato il proprio ruolo nel settore dei pagamenti, affiancando ai servizi di elaborazione delle transazioni una piattaforma che comprende fatturazione, gestione degli abbonamenti, emissione di carte, servizi finanziari integrati e strumenti per sviluppatori.
Nella Annual Letter 2025 l’azienda dichiara che le imprese che utilizzano la sua piattaforma hanno generato 1.900 miliardi di dollari di volume complessivo dei pagamenti nel 2025, con una crescita del 34% rispetto all’anno precedente. Stripe afferma inoltre che questo volume equivale a circa l’1,6% del PIL mondiale e che la piattaforma è utilizzata dal 90% delle aziende del Dow Jones Industrial Average e dall’80% di quelle del Nasdaq 100.
L’espansione è proseguita anche attraverso acquisizioni mirate. Il 4 febbraio 2025 Stripe ha completato l’acquisizione di Bridge, società specializzata in infrastrutture per pagamenti basati su stablecoin. Nel giugno 2026 ha inoltre annunciato l’acquisizione di Privy, piattaforma che sviluppa infrastrutture per portafogli digitali, autenticazione e gestione delle identità per applicazioni blockchain. In un post pubblicato sul proprio blog, Privy ha confermato che continuerà a operare come prodotto indipendente all’interno del gruppo Stripe.
Pur rimanendo una società privata, Stripe è stata valutata 159 miliardi di dollari nell’operazione di liquidità per dipendenti e investitori annunciata nella Annual Letter 2025. Se l’offerta dovesse concretizzarsi, l’acquisizione di PayPal rappresenterebbe la più grande operazione della storia dell’azienda e una delle maggiori mai realizzate nel settore dei pagamenti digitali.
Al momento né Stripe né PayPal hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’indiscrezione. Advent International ha rifiutato di commentare, mentre le altre due società non hanno risposto alle richieste dell’agenzia. Le trattative sono ancora in corso e, secondo le fonti, potrebbero interrompersi senza il raggiungimento di un accordo.






