State lontani dall’high tech

Cronaca semiseria di come [non] si parla di tecnologia ogg …

Settimana pesante per il mondo della tecnologia. Ha iniziato domenica Repubblica con un articolo di Vittorio Zambardino stranamente confuso.
Il quotidiano annunciava le difficoltà tutte italiane dell’ecommerce con una articolo in cui si raccontava in realtà che gli italiani comprano poco sui siti esteri anche perché alcuni punti vendita online stranieri non vogliono consegnare in Italia. Sembra succeda a molti siti che vendono tramite la piattaforma di eBay. Ricevono l’ordine spediscono la merce che regolarmente non arriva. E allora hanno detto basta: nella Penisola non vendono più. La notizia nasce da una lettera pubblicata nella pagina dedicata alle opinioni dei lettori di Repubblica che denunciava il fenomeno prendendo come esempio molti siti tedeschi. Da qui nasce l’articolo che cita il dato ormai vecchio del Politecnico (il 4% compra all’estero) per allargarsi a una generale crisi dell’ecommerce. Un settore che ha uno sviluppo minore rispetto a quanto succede in altri Paesi ma per il quale la parola crisi è difficile da utilizzare.

A rincarare la dose arriva un altro bizzarro pezzo sul Giornale che parla addirittura di maledizione di Internet “che uccide tutti i suoi creatori”.
L’articolo prende spunto dalla morte di Rajeev Motwani, il genio dell’algoritmo al quale tanto devono Page e Brin gli inventori di Google. Motwani è morto annegato nella sua piscina. “Dicono sia scivolato. Ma comincia a farsi difficile crederlo. La rete ormai è un assassino. Scienza ed economia. Sta strangolando gli altri media con un ritmo di crescita pubblicitaria del 92% all’anno, il numero di siti Web nel mondo supera i 100 milioni, entro il 2011, dice uno studio, più della metà dei 900 milioni di persone che oggi utilizzano Internet, potranno disporre della banda larga cioè vedere tutto ciò che vogliono «on demand», a scelta, filmati, spot, musica, e nessuno dei media tradizionali, giornali, radio, tv, adesso è più al sicuro da questo Freddy Kruger senza pietà, da questo incubo che tutto divora. Compresi i suoi padri padroni”.
Il crescendo dell’articolo è inquietante e la scia intravvedere scenari da serial killer. Anche perché il genio dell’agoritmo che aveva 47 anni non è l’unico a essersene andato troppo presto. Michael Dertouzos, uno dei più grandi teorici della rete, è morto a 64 anni per malattia e Philip W. Katz, che aveva creato un famoso programma di compressione dei dati, è morto anche lui in mezzo a un po’ di bottiglie vuote. Jim Gray, altro genio dell’informatica, è scomparso con la sua barca. Una strage silenziosa che per il Giornale evidentemente non è casuale.

E’ finita? No di certo. Un’altra notizia ha preso a circolare su molte testate.
L’ennesima indagine parla di infortuni e informatica. Sempre più inciampa nei fili, sbatte la faccia con la tastiera si infortuna con il mouse. State lontani dall’high tech.

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