In arrivo dalla società giapponese una gamma di dispositivi basti sulla tecnologia blue laser e indirizzati allo storage aziendale, ma pensati anche per la finanza e la pubblica amministrazione
Sony sta per mettere in commercio una
gamma di prodotti per lo storage basata sulla nuova tecnologia blue laser. Si
tratta della linea Professional Disc for Data
(ProData) la quale consente di memorizzare 23 Gbyte di
informazioni su un supporto ottico a singola faccia, ovvero circa
cinque volte il contenuto di un Dvd e 32 volte quello di un Cd. Questa maggiore
capacità di immagazzinamento è consentita dalla più corta lunghezza d’onda del
laser impiegato che permette di scrivere sul supporto in modo più compatto e con
una maggiore densità. Ciò porta ad avere un costo per gigabyte di un paio di
dollari, ma anche un dispositivo che offre una velocità di lettura di 11
Mbyte al secondo e di scrittura di 9 Mbyte al secondo. Ovviamente,
questi dati si riferiscono ai dispositivi disponibili nella fase di lancio, ma
Sony ha già definito una roadmap che in cinque anni porterà ad avere prodotti
molto più economici e con prestazioni nettamente superiori.
La prima fase prevede una linea di tre modelli: Scsi interno, Scsi
esterno e Usb 2.0 esterno. Sony ed altri costruttori di supporti
offriranno media scrivibili e riscrivibili (con vita assicurata di almeno 50
anni). L’offerta è completata da un Autochanger, che permette
di avere in linea sino a 1,6 Tbyte di spazio disponibile per
l’archiviazione dei dati, ottenuto tramite un rack da 19 pollici che può
contenere da uno a quattro drive.
Precisiamo che i dischi saranno protetti da un contenitore di resina per
evitare danneggiamenti della superficie dovuti alla polvere, alle impronte
digitali o ad altri fattori di “contaminazione”. I kit dei prodotti ProData
comprenderanno anche software per la formattazione dei dischi e per il
backup.
I mercati target per la nuova gamma di dispositivi Sony sono l’ambiente
medico (in particolare il medical imaging), l’archiviazione della posta
elettronica, l’enterprise content management, i progetti multimediali e
l’editing e auhotring di audio e video. Non vanno però dimenticati quei settori
in cui i dischi ottici hanno avuto un certo successo quali supporti per lo
storage, ovvero la pubblica amministrazione e la finanza.





