Le principali piattaforme social stanno affrontando un problema strutturale sempre più complesso: la proliferazione di fake account e contenuti spam. Secondo un’analisi condotta da Surfshark sui report annuali di trasparenza pubblicati dalle piattaforme, Facebook, TikTok, X e LinkedIn rimuovono complessivamente 6,3 miliardi di fake account ogni anno. A questa attività di pulizia si aggiunge la rimozione di oltre 11,1 miliardi di contenuti spam da parte delle stesse piattaforme insieme a YouTube e Instagram.
La dimensione del fenomeno è tale che, nel mercato nero digitale, il prezzo di un account falso può partire da appena 0,08 dollari, rendendo estremamente semplice la creazione e la diffusione di reti di bot su larga scala.
Facebook e X cancellano più account di quanti utenti abbiano
Il confronto tra account rimossi e utenti attivi offre una misura chiara della portata del problema. In alcuni casi il numero di profili eliminati ogni anno supera addirittura la base utenti della piattaforma.
Facebook, che conta circa 3 miliardi di utenti attivi, rimuove ogni anno 4,5 miliardi di fake account, pari a una quantità superiore di una volta e mezza rispetto alla propria base utenti.
Anche X mostra dinamiche simili: la piattaforma elimina 671 milioni di account all’anno per manipolazione della piattaforma o spam, un numero superiore ai 570 milioni di utenti attivi.
TikTok registra volumi analoghi: circa 1 miliardo di fake account rimossi annualmente, una cifra che rappresenta oltre la metà della sua base utenti attiva stimata in 1,9 miliardi.
Il ruolo crescente dei bot e dell’intelligenza artificiale
La diffusione dei bot rappresenta una delle principali cause dell’esplosione degli fake account. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta rendendo sempre più semplice produrre e gestire identità digitali artificiali che imitano il comportamento umano.
“Sono convinto che la maggior parte degli fake account sui social media siano bot. Con l’evoluzione dell’AI, produrli e gestirli diventa sempre più semplice. Su alcune piattaforme l’intelligenza artificiale può coprire completamente le esigenze di chi vuole creare profili falsi. Su altre non è così semplice, ad esempio su Facebook, dove è necessario interagire con persone reali e rispondere al contesto”, spiega Justas Pukys, Senior Product Manager di Surfshark.
In parallelo, stanno emergendo anche sistemi di automazione più sofisticati in cui agenti software interagiscono tra loro direttamente sulle piattaforme social.
Anche YouTube combatte spam su larga scala
Il problema non riguarda solo gli account personali. YouTube, ad esempio, registra una forte attività di moderazione sui canali spam.
Con circa 60 milioni di canali attivi, la piattaforma termina ogni anno 25 milioni di canali spam, una quota pari a oltre il 40% dell’intera base di canali attivi.
Questo dato evidenzia quanto il problema dello spam sia ormai strutturale anche nei sistemi di pubblicazione di contenuti video.
“Considerando dimensioni, portata globale e impatto delle piattaforme social sull’opinione pubblica e sui comportamenti delle persone, non mi sorprenderei se il numero reale di fake account fosse persino superiore a quello riportato nei report ufficiali”, osserva un esperto di cybersecurity di Surfshark. “È probabile che questi numeri continuino a crescere rapidamente se i social non troveranno strumenti realmente efficaci per contrastare la minaccia.”
Il rischio truffe per gli utenti reali
La presenza massiccia di fake account comporta conseguenze concrete per gli utenti reali, che possono diventare vittime di truffe, manipolazioni o furti di dati.
Secondo gli esperti di Surfshark, esistono alcuni segnali che possono aiutare a individuare un account sospetto.
I profili falsi spesso presentano poche foto o immagini generiche, sono stati creati recentemente e hanno descrizioni vaghe o fortemente promozionali. Inoltre, tendono a inviare rapidamente richieste di amicizia a molti utenti o a condividere link sospetti invitando a spostare la conversazione su servizi di messaggistica come WhatsApp o Telegram.
Un altro comportamento tipico riguarda i commenti ripetitivi o copiati sotto numerosi post, spesso accompagnati da promesse irrealistiche legate a criptovalute, giveaway o presunti guadagni facili.
Per ridurre il rischio di truffe, gli esperti raccomandano di non interagire con account sospetti, verificare sempre informazioni come l’età del profilo e il numero di contatti, utilizzare gli strumenti di segnalazione delle piattaforme e attivare sistemi di sicurezza come l’autenticazione a due fattori.
In un ecosistema digitale in cui i social media influenzano sempre più opinioni, comportamenti e dinamiche economiche, il contrasto agli fake account rappresenta una sfida crescente per le piattaforme e per l’intero sistema della sicurezza online.






