Sicurezza SaaS per le PMI: rischi, compliance e best practice nel cloud

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Le piccole e medie imprese (PMI) fanno sempre più affidamento su servizi Software as a Service (SaaS) per semplificare i processi operativi. Dalla gestione dei clienti agli strumenti di collaborazione, le applicazioni cloud sono ormai parte integrante delle attività aziendali. Accanto ai benefici emergono però nuove sfide in termini di sicurezza che richiedono attenzione per proteggere i dati sensibili, garantire la compliance e preservare la fiducia dei clienti.

Il passaggio dai software tradizionali on-premise ai servizi cloud modifica le modalità di gestione e protezione delle informazioni. Per le PMI questo cambiamento può risultare impegnativo: pur non disponendo delle risorse IT e dei budget delle grandi organizzazioni, si trovano esposte a rischi rilevanti come violazioni dei dati, minacce interne, criticità sul piano normativo e un numero crescente di attacchi informatici mirati agli ambienti cloud. Nonostante ciò, la messa in sicurezza dei servizi SaaS e il rispetto dei requisiti di legge sono obiettivi realistici anche con investimenti contenuti, grazie a un uso consapevole delle best practice, alla collaborazione con i vendor e allo sfruttamento delle funzionalità di sicurezza già disponibili.

La sicurezza del cloud SaaS comprende l’insieme delle misure adottate per proteggere dati, applicazioni e infrastrutture ospitati da provider di terze parti. In questi contesti si applica un modello di responsabilità condivisa: il vendor SaaS garantisce l’infrastruttura e gli elementi secure-by-design introdotti in fase di sviluppo dell’applicazione, mentre al cliente competono la gestione degli accessi, la governance dei dati, le policy di sicurezza e gli aspetti legati alla compliance. Comprendere questo modello è fondamentale, poiché configurazioni errate o controlli di accesso inadeguati dal lato cliente espongono a rischi significativi.

Le minacce informatiche rivolte a terze parti e piattaforme SaaS sono sempre più sofisticate. Tra le più insidiose figurano gli attacchi alla supply chain del software, in cui codice malevolo viene inserito in applicazioni legittime o nei relativi aggiornamenti. Quando questi attacchi sono mirati, possono propagarsi attraverso applicazioni condivise tra partner di business, come software di contabilità, sistemi CRM o strumenti di gestione remota.

Samuele Zaniboni, Manager of Sales Engineering di ESET Italia
Samuele Zaniboni, Manager of Sales Engineering di ESET Italia

Gli effetti si traducono spesso in violazioni dei dati causate da credenziali compromesse o dallo sfruttamento di vulnerabilità software. Altri rischi ricorrenti includono minacce interne dovute a comportamenti negligenti o intenzionalmente malevoli, il dirottamento degli account tramite phishing e attacchi di credential stuffing. A questi si aggiunge il fenomeno dello shadow IT, ossia l’utilizzo di strumenti cloud non autorizzati da parte dei dipendenti, compresi tool GenAI non approvati che possono comportare la diffusione di informazioni riservate. L’adozione di più servizi SaaS senza una strategia di sicurezza coerente amplia ulteriormente la superficie di attacco e rende più complessa la gestione degli adempimenti normativi.

Il tema della compliance introduce un ulteriore livello di complessità. Le PMI che operano in settori regolamentati devono rispettare requisiti come GDPR, HIPAA o PCI DSS e assicurarsi che l’utilizzo del cloud sia allineato agli obblighi di legge. A ciò si aggiungono le richieste introdotte attraverso la normativa NIS2 che inserisce ulteriori requisiti di security per le aziende più strutturate operanti nei settori critici ed essenziali indicati nella normativa stessa.

Nonostante il contesto di rischio, le PMI non sono obbligate a investire in piattaforme di sicurezza di livello enterprise per proteggere in modo efficace i propri servizi SaaS. Un approccio strategico, supportato da soluzioni pensate per organizzazioni di dimensioni contenute e da un utilizzo corretto delle funzionalità di sicurezza native, consente di costruire difese solide mantenendo i costi sotto controllo.

La gestione delle identità e degli accessi rappresenta un elemento centrale. Poiché le credenziali sono spesso il primo obiettivo degli attaccanti, l’adozione dell’autenticazione multi-fattore riduce in modo significativo il rischio di accessi non autorizzati. I modelli zero trust, basati sulla verifica continua di utenti e dispositivi, sono sempre più diffusi. Il controllo degli accessi basato sui ruoli limita le azioni consentite in funzione delle mansioni, evitando esposizioni non necessarie di dati sensibili. Le soluzioni di single sign-on semplificano l’autenticazione su più servizi SaaS, rendendo più efficiente la gestione degli utenti e l’applicazione delle policy. Revisioni periodiche dei privilegi consentono di mantenere gli accessi allineati all’evoluzione dei ruoli.

La crittografia contribuisce a tutelare la riservatezza e l’integrità delle informazioni. La maggior parte dei provider SaaS offre la crittografia dei dati a riposo e in transito; è però opportuno verificare che queste misure soddisfino i requisiti dell’organizzazione e valutare, per i dati più sensibili, soluzioni di crittografia lato client. Una corretta gestione delle chiavi è essenziale per evitare lacune di sicurezza. Backup regolari, affiancati da procedure di ripristino testate e strumenti di remediation contro il ransomware, aumentano la resilienza in caso di incidenti, così come l’adozione di una strategia e di soluzioni di data loss prevention.

Il monitoraggio continuo e il rilevamento delle minacce completano il quadro. Poiché la realizzazione di un security operation center (SOC) interno comporta costi elevati, molte PMI scelgono di affidarsi a managed security service provider (MSSP) o a servizi di managed detection and response (MDR) economicamente accessibili, in grado di monitorare l’utilizzo dei servizi SaaS e supportare una risposta tempestiva agli incidenti.

Resta centrale anche il fattore umano. Le persone sono coinvolte in una quota significativa degli incidenti di sicurezza, fino a rappresentare circa il 60% delle violazioni dei dati. Per questo motivo è necessario investire in programmi di formazione e sensibilizzazione sulla cybersecurity, con particolare attenzione a phishing, social engineering e corrette pratiche di gestione delle informazioni.

La scelta dei vendor e la gestione degli aspetti regolatori richiedono infine un approccio strutturato. La valutazione dei servizi SaaS dovrebbe considerare certificazioni di sicurezza come la ISO 27001 o SOC 2, l’aderenza alle normative di settore e la trasparenza delle procedure di sicurezza. La revisione degli accordi sul livello di servizio (SLA) consente di chiarire aspettative in termini di disponibilità, risposta agli incidenti e comunicazioni. La piena comprensione del modello di responsabilità condivisa permette di definire con precisione gli obblighi dell’organizzazione.

Il rispetto delle normative non è un’attività una tantum, ma un processo continuo. La documentazione dei workflow, l’implementazione dei controlli richiesti e le verifiche periodiche della postura di sicurezza sono elementi essenziali. In questo percorso, strumenti di compliance management possono semplificare le attività grazie all’automazione del monitoraggio e della reportistica. Il supporto di vendor di sicurezza affidabili, con soluzioni pensate per organizzazioni di ogni dimensione e livello di maturità, contribuisce a garantire protezione completa, facilità d’uso e sostenibilità economica.

Le tecnologie continuano a evolversi e offrono nuove opportunità per migliorare la sicurezza dei servizi SaaS in modo efficiente. L’impiego di AI e machine learning consente di individuare anomalie e minacce con maggiore rapidità e precisione, mentre l’automazione riduce il carico operativo e gli errori manuali nella gestione degli adempimenti. Le privacy-enhancing technologies permettono inoltre di collaborare su dati sensibili limitandone l’esposizione.

Con minacce sempre più complesse e requisiti stringenti, è necessario adottare un approccio proattivo alla protezione dei dati e alla tutela della fiducia. Una solida sicurezza del cloud è possibile anche senza budget elevati, grazie a una gestione efficace delle identità, alla crittografia, al monitoraggio continuo, alla formazione e a una selezione attenta dei vendor, secondo una logica prevention first. La sicurezza resta un percorso continuo e, per le PMI, una leva per sostenere una trasformazione digitale orientata alla crescita.

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