SAP e IBM accelerano la migrazione degli ERP nel cloud privato

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JYSK, GBM, DIFARE Group e Plastilene Group hanno scelto SAP Cloud ERP Private su IBM Power Virtual Server per modernizzare sistemi gestionali strategici. L’annuncio mostra come il private cloud stia diventando un ponte tra le infrastrutture aziendali tradizionali e i nuovi processi basati sull’intelligenza artificiale.

SAP e IBM rafforzano la propria collaborazione nel mercato degli ERP aziendali annunciando quattro nuovi clienti per SAP Cloud ERP Private su IBM Power Virtual Server. JYSK, GBM, DIFARE Group e Plastilene Group utilizzeranno la piattaforma per trasferire nel cloud ambienti gestionali precedentemente installati nelle infrastrutture interne.

Le aziende coinvolte operano in settori differenti: JYSK è un rivenditore internazionale di articoli per la casa, GBM fornisce servizi informatici in America Centrale e nei Caraibi, DIFARE Group lavora nel comparto farmaceutico in Ecuador e Plastilene Group produce film flessibili in Colombia.

L’annuncio non riguarda quindi un’unica industria. SAP e IBM vogliono dimostrare che la loro proposta può essere applicata a organizzazioni con processi, dimensioni e priorità molto diverse, accomunate dalla necessità di modernizzare applicazioni essenziali senza interrompere le attività quotidiane.

Un percorso intermedio tra data center e cloud pubblico

SAP Cloud ERP Private consente alle aziende di eseguire il gestionale in un ambiente cloud dedicato, mantenendo un maggiore controllo sulle configurazioni e sulle personalizzazioni rispetto alle soluzioni pubbliche più standardizzate.

IBM Power Virtual Server mette invece a disposizione nel cloud le capacità dell’architettura IBM Power. Per le organizzazioni che utilizzano già sistemi SAP su server IBM, questa combinazione offre un percorso di migrazione più graduale, riducendo la necessità di cambiare contemporaneamente applicazioni, infrastruttura e processi operativi.

La proposta supporta anche il trasferimento di SAP Business Warehouse nell’ambito di SAP Business Data Cloud, con la possibilità di costruire architetture ibride e multicloud. SAP e IBM indicano tra i vantaggi una maggiore scalabilità, interruzioni limitate durante la migrazione e una riduzione dei rischi operativi.

Il valore del modello risiede soprattutto nella continuità. Un sistema ERP gestisce attività come contabilità, approvvigionamenti, produzione, risorse umane e supply chain. Un’interruzione prolungata può avere conseguenze immediate sull’intera organizzazione, motivo per cui molte imprese affrontano con prudenza i progetti di trasformazione.

L’ERP diventa la base dell’intelligenza artificiale aziendale

La migrazione al cloud viene presentata anche come un passaggio necessario per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale. Secondo uno studio dell’IBM Institute for Business Value citato dalle due aziende, le organizzazioni che integrano l’AI nei sistemi ERP possono ottenere un ritorno sugli investimenti fino al 27% superiore.

Il dato proviene da una ricerca IBM e non deve essere interpretato come un risultato garantito per ogni implementazione. Evidenzia tuttavia un tema centrale: per utilizzare l’AI nei processi aziendali servono dati organizzati, aggiornati e accessibili.

Gli ERP raccolgono informazioni su transazioni, scorte, ordini, fornitori, clienti e movimenti finanziari. Collegando questi dati a strumenti di intelligenza artificiale, un’azienda potrebbe prevedere problemi nella catena di fornitura, rilevare anomalie, automatizzare operazioni amministrative o supportare la pianificazione.

La semplice presenza dell’AI non è però sufficiente. La qualità dei risultati dipende dalla qualità dei dati e dei processi sottostanti. Informazioni incomplete, sistemi frammentati e regole operative poco chiare possono limitare i benefici anche quando l’infrastruttura tecnologica è avanzata.

Le esigenze dei quattro clienti

JYSK dispone di oltre 3.600 negozi in 50 Paesi. La crescita internazionale richiede un ambiente SAP capace di sostenere attività distribuite, volumi elevati e requisiti operativi differenti. L’azienda utilizza da tempo tecnologie IBM e sta proseguendo il proprio percorso RISE with SAP con l’obiettivo di ottenere maggiore sicurezza e scalabilità.

DIFARE Group, attivo nella produzione farmaceutica, deve gestire processi particolarmente sensibili e applicazioni che non possono subire interruzioni significative. Già cliente IBM Power, il gruppo ha scelto Power Virtual Server per estendere nel cloud la propria infrastruttura e accelerare la modernizzazione dell’ambiente SAP.

Plastilene Group punta invece a ridurre il costo totale di proprietà del gestionale, liberando risorse da destinare alla crescita e all’espansione regionale. GBM vuole migliorare l’agilità dell’organizzazione e rafforzare le capacità di analisi in tempo reale utilizzate per assistere i propri clienti.

I quattro casi illustrano obiettivi comuni, ma non forniscono ancora dati dettagliati su costi, durata delle migrazioni o risultati ottenuti. Le prestazioni effettive dovranno quindi essere valutate dopo il completamento dei progetti.

IBM cerca spazio tra i grandi fornitori cloud

L’operazione ha una rilevanza strategica particolare per IBM. La progressiva migrazione degli ERP verso il cloud ha rafforzato il ruolo di Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud, creando pressione sui fornitori storici di infrastrutture aziendali.

Con Power Virtual Server, IBM prova a trasformare la propria base installata in un vantaggio competitivo. Le imprese che utilizzano già server Power possono trasferire le applicazioni nel cloud senza abbandonare immediatamente un’architettura conosciuta e collaudata.

Questa continuità può ridurre alcuni rischi tecnici e organizzativi. Allo stesso tempo, aumenta il legame con l’ecosistema congiunto di SAP e IBM, rendendo potenzialmente più complesso un futuro passaggio verso piattaforme differenti.

Per SAP, la collaborazione amplia le modalità attraverso le quali accompagnare i clienti verso il cloud. Non tutte le aziende possono adottare lo stesso percorso: alcune sono pronte per un ERP pubblico standardizzato, mentre altre hanno bisogno di mantenere personalizzazioni, vincoli normativi o configurazioni costruite nel corso degli anni.

Il private cloud permette a SAP di intercettare le imprese che vogliono modernizzare gradualmente, senza imporre un cambiamento immediato dell’intero modello operativo.

Dalla modernizzazione agli agenti AI

La collaborazione tra SAP e IBM comprende anche lo sviluppo di tecnologie agentiche. Le due aziende stanno lavorando all’interoperabilità tra i Joule Agents di SAP e gli agenti di watsonx Orchestrate attraverso lo standard Agent2Agent, conosciuto come A2A.

L’obiettivo è consentire ad agenti appartenenti a ecosistemi differenti di comunicare e coordinare attività complesse. Un agente SAP potrebbe elaborare informazioni contenute nell’ERP, mentre un agente IBM potrebbe gestire passaggi collegati ad altri documenti, applicazioni o servizi aziendali.

Questa impostazione potrebbe superare i limiti delle automazioni tradizionali, normalmente progettate per eseguire sequenze predefinite. Più agenti potrebbero invece suddividersi un processo, scambiarsi informazioni e adattare le operazioni ai risultati ottenuti.

L’autonomia introduce però nuove responsabilità. Le aziende dovranno definire quali decisioni possano essere delegate, quali richiedano l’approvazione umana e come verificare le azioni eseguite. Nei sistemi finanziari, produttivi o farmaceutici, la tracciabilità delle decisioni è importante quanto la velocità dell’automazione.

Costi e vantaggi dovranno essere dimostrati

SAP e IBM presentano la piattaforma come uno strumento per ridurre il costo totale di proprietà, aumentare la resilienza e limitare i rischi operativi. Il risultato concreto dipenderà però dalle caratteristiche di ogni progetto.

La modernizzazione di un ERP non riguarda soltanto il trasferimento dei server. Comprende la pulizia e la migrazione dei dati, la revisione delle personalizzazioni, l’integrazione con le altre applicazioni, la formazione dei dipendenti e la trasformazione dei processi.

Un’infrastruttura scalabile può generare risparmi quando le risorse vengono controllate correttamente, ma può anche produrre costi inattesi se consumi, contratti e servizi collegati non vengono governati con attenzione. La certificazione dell’infrastruttura può migliorare affidabilità e continuità, senza eliminare i rischi derivanti da configurazioni errate o integrazioni vulnerabili.

Anche i benefici dell’AI dovranno essere misurati attraverso indicatori operativi precisi. Il successo non dipenderà dal numero di agenti introdotti, ma dalla loro capacità di ridurre tempi e costi, aumentare l’accuratezza e produrre risultati verificabili.

Il mercato degli ERP seguirà più strade

La scelta di JYSK, GBM, DIFARE Group e Plastilene Group conferma che la trasformazione degli ERP non seguirà un unico modello. Alcune organizzazioni adotteranno applicazioni pubbliche fortemente standardizzate; altre preferiranno ambienti dedicati o combinazioni tra cloud e infrastrutture private.

SAP e IBM scommettono su questa seconda categoria, proponendo il private cloud come ponte tra i sistemi aziendali storici e una nuova generazione di servizi basati sui dati e sull’intelligenza artificiale.

La strategia offre alle due società l’opportunità di proteggere e ampliare la propria presenza nelle applicazioni mission-critical. Il rischio è che la promessa di una trasformazione graduale si traduca in progetti ancora complessi, costosi e dipendenti da più fornitori.

Il successo della collaborazione non sarà determinato soltanto dal numero di clienti annunciati. Dipenderà dalla capacità di dimostrare che continuità, flessibilità e AI possono produrre vantaggi economici misurabili senza aggiungere un ulteriore livello di complessità all’infrastruttura aziendale.

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