Il progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra Unimore ed EWMD chiude l’edizione 2026 con numeri record e un programma articolato fra coding, videogiochi in Python, bioingegneria, automazione, sostenibilità e cybersecurity. VEM sistemi e Certego, società del Gruppo VEM, sono i principali partner aziendali del camp di Modena.
Ragazze Digitali 2026 chiude con numeri record per Unimore e conferma il ruolo dei laboratori STEM come strumento concreto di orientamento verso informatica, ingegneria, coding, bioingegneria, automazione, sostenibilità e cybersecurity. L’edizione di quest’anno ha coinvolto 250 studentesse delle scuole superiori nei summer camp organizzati tra Modena, Reggio Emilia, Carpi, Mirandola e Mantova, rafforzando un progetto nato per avvicinare le ragazze alle competenze tecnologiche attraverso attività pratiche e contatto diretto con università, tutor, aziende e territorio.
Il percorso, nato nel 2013 dalla collaborazione tra l’Università di Modena e Reggio Emilia ed EWMD, European Women Management Development, punta a intervenire in una fase decisiva delle scelte scolastiche e universitarie. L’obiettivo è ridurre la distanza che ancora separa molte studentesse dai percorsi tecnico-scientifici, offrendo esperienze operative in grado di mostrare cosa significhi lavorare con il digitale, sviluppare software, progettare soluzioni tecnologiche e affrontare problemi reali con strumenti scientifici.
Per Unimore, il risultato del 2026 rappresenta un segnale importante. La crescita delle partecipanti e l’articolazione del programma su più sedi indicano la maturità di un’iniziativa che, in oltre dieci anni, ha progressivamente assunto rilievo nazionale. Ragazze Digitali ha ricevuto attenzione anche da parte della Commissione Europea e dell’OCSE ed è arrivato tra i finalisti degli European Digital Skills Awards 2025, confermando la solidità di un modello costruito sull’incontro tra formazione, inclusione e competenze digitali.
Ragazze Digitali 2026 e il ruolo dei laboratori STEM
Il valore di Ragazze Digitali 2026 sta soprattutto nella dimensione laboratoriale. Le partecipanti non vengono coinvolte in un semplice percorso di orientamento teorico, ma entrano in ambienti in cui possono sperimentare linguaggi, strumenti e metodi propri delle discipline STEM. È una scelta rilevante, perché consente di superare una rappresentazione astratta della tecnologia e di mostrare, in modo diretto, la varietà dei percorsi professionali collegati al digitale.
I camp di Modena e Reggio Emilia sono dedicati alla scoperta dell’informatica e del coding attraverso la creazione di videogiochi in linguaggio Python. La programmazione diventa così un’attività concreta, accessibile e progettuale, nella quale logica, creatività e problem solving convergono nella costruzione di un prodotto digitale.
A Mirandola, invece, le attività si concentrano sui principi della bioingegneria. Le studentesse lavorano sulle basi dei segnali bioelettrici del corpo umano e sulla progettazione di un elettrocardiogramma portatile, entrando in contatto con un ambito in cui tecnologia, salute e ingegneria si intrecciano in modo sempre più stretto.
A Carpi, il camp Green-tech Innovators introduce il pensiero computazionale applicato all’automazione e alla sostenibilità. Le partecipanti sviluppano prototipi che integrano sistemi meccanici e controllo digitale tramite Arduino, confrontandosi con temi centrali per l’industria e per la transizione ecologica.
Unimore amplia la rete tra Modena, Reggio Emilia, Carpi, Mirandola e Mantova
La distribuzione territoriale è uno degli elementi che rendono il progetto più incisivo. Nel 2026 Ragazze Digitali coinvolge Modena, Reggio Emilia, Carpi, Mirandola e Mantova, costruendo un percorso diffuso che consente di intercettare studentesse in contesti diversi e di avvicinare l’offerta formativa ai territori.
Dal 2022 Ragazze Digitali ER è sostenuto dai fondi europei della Regione Emilia-Romagna e viene realizzato in collaborazione con gli Atenei di Bologna, Parma e Ferrara, con sedi distribuite a livello regionale. Unimore ha inoltre esteso l’iniziativa a Mantova, dove l’Ateneo è presente con il Corso di Laurea in Ingegneria Informatica, in collaborazione con PromoImpresa – Borsa Merci, Laboratorio Territoriale per l’Occupabilità e Fondazione UniverMantova.
Sempre a Mantova, dal 2024, Ragazze Digitali Junior coinvolge anche studentesse delle scuole secondarie di primo grado e del primo biennio delle scuole superiori. L’anticipo dell’intervento è un passaggio importante, perché gli stereotipi sulle discipline tecnologiche e scientifiche si formano spesso molto prima della scelta universitaria. Lavorare già nella scuola secondaria significa quindi agire in una fase in cui orientamento, autopercezione e fiducia nelle proprie capacità sono ancora in costruzione.
I summer camp sono realizzati con il contributo di enti, aziende e scuole del territorio. Tra i soggetti coinvolti figurano Fondazione Marco Biagi, Fondazione Aldini Valeriani, IFOA, Comune di Modena, Confindustria Emilia Area Centro, Istituto di Istruzione Superiore “F. Selmi” di Modena, Liceo Scientifico Statale Manfredo Fanti, Istituto Tecnico Industriale Leonardo Da Vinci, Istituto di Istruzione Superiore Antonio Meucci, SPAL AUTOMOTIVE, EBV Elektronik e Schneider Electric Italia.
Cybersecurity e imprese, il contributo di VEM sistemi e Certego
Il legame con il mondo dell’impresa rappresenta un altro asse centrale dell’edizione 2026. VEM sistemi e Certego, società del Gruppo VEM specializzata in servizi di Cyber Threat Intelligence e contrasto al cybercrime, sono i principali partner aziendali del camp di Modena. Il loro contributo ha rafforzato il collegamento tra formazione universitaria, competenze digitali e professioni tecnologiche.
La partecipazione di Certego ha portato all’interno del percorso una lezione dedicata alla cybersecurity, con un approfondimento sulle competenze richieste dal settore, sulla protezione dei dati e sull’analisi delle minacce informatiche. È un tema particolarmente rilevante, perché la sicurezza informatica è ormai una componente strutturale della trasformazione digitale e richiede competenze tecniche sempre più specializzate.
Le studentesse hanno inoltre visitato la sede di VEM sistemi e il suo Experience Center, uno spazio dedicato alla sperimentazione delle soluzioni digitali più avanzate. L’incontro con le professioniste del Gruppo VEM ha consentito alle partecipanti di confrontarsi con figure femminili già attive nelle professioni tecnologiche, offrendo modelli concreti in un settore ancora segnato da un forte squilibrio di genere.
Questo aspetto è decisivo. L’orientamento STEM non passa soltanto dalla trasmissione di competenze, ma anche dalla possibilità di vedere percorsi reali, ruoli professionali e traiettorie accessibili. Per molte ragazze, entrare in contatto con donne che lavorano nella cybersecurity, nelle infrastrutture digitali o nella progettazione tecnologica può contribuire a rendere più concreta una scelta formativa che altrimenti rischia di apparire distante.
“Per molti anni l’informatica è stata raccontata quasi esclusivamente come un ambiente maschile e questo ha creato stereotipi molto forti. La nostra esperienza di oltre dieci anni con Ragazze Digitali ci insegna che, quando questi pregiudizi vengono rimossi, emergono entusiasmo, talento e potenzialità che troppo spesso restano invisibili”, dichiara la Prof.ssa Claudia Canali, del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Unimore, che segue il progetto fin dalla sua origine.
Competenze digitali e presenza femminile nelle professioni tecnologiche
La giornata conclusiva del 19 giugno ha permesso alle studentesse di presentare i progetti sviluppati durante i camp e di restituire il lavoro svolto nei laboratori. È il momento in cui l’esperienza formativa diventa visibile: non solo partecipazione, ma produzione concreta di risultati, prototipi, software e idee.
Per Unimore, Ragazze Digitali si inserisce in un impegno di lungo periodo sulla formazione tecnico-scientifica e sull’accesso delle ragazze alle professioni del digitale. La crescita delle sedi, l’aumento delle partecipanti e l’allargamento delle partnership indicano una direzione chiara: rendere più aperti e accessibili i luoghi in cui si costruiscono le competenze tecnologiche del futuro.
Il tema non riguarda soltanto l’equità di accesso, ma anche la qualità dell’innovazione. Informatica, ingegneria, cybersecurity, automazione e sostenibilità sono ambiti in cui la domanda di competenze continuerà a crescere. Lasciare fuori una parte significativa del talento disponibile significa indebolire il sistema formativo, il mercato del lavoro e la capacità competitiva dei territori.
Ragazze Digitali 2026 mostra quindi un modello operativo concreto: scuola, università, imprese e istituzioni territoriali possono collaborare per trasformare l’orientamento in esperienza, ridurre gli stereotipi e rendere le discipline STEM più vicine alle studentesse. Il risultato non è solo un camp estivo con numeri in crescita, ma un investimento sulla costruzione di competenze digitali più ampie, più inclusive e più aderenti ai bisogni dell’economia reale.






