Quantum industriale in Italia: accordo IonQ Italia-Lutech su computing, reti, sicurezza e sensing

IonQ Italia e Lutech hanno avviato una collaborazione strategica di 24 mesi dedicata a quantum computing, quantum networking, sicurezza quantistica e quantum sensing, con progetti rivolti a imprese, Pubbliche Amministrazioni e operatori di infrastrutture critiche in Italia e in altri mercati europei.

L’accordo definisce un quadro commerciale e industriale nel quale le tecnologie quantistiche di IonQ saranno combinate con le capacità di integrazione di Lutech, che lavorerà sul loro inserimento nei processi e nei sistemi delle organizzazioni. Le due aziende intendono costruire congiuntamente roadmap, selezionare i casi d’uso, sviluppare le relative offerte e portare i progetti dalla fase pilota verso soluzioni scalabili utilizzabili in produzione.

Il percorso parte dalla quantum readiness, cioè dalla valutazione delle tecnologie, delle competenze e dei processi necessari per affrontare un progetto quantistico, e prosegue attraverso sperimentazione e industrializzazione. Il passaggio verso l’adozione industriale comprende anche la diffusione delle competenze e la capacità di ottenere risultati verificabili dai progetti avviati.

In questo schema Lutech contribuisce con competenze di system integration, intelligenza artificiale, cloud, cybersecurity, High Performance Computing (HPC), data engineering, delivery e servizi gestiti, mentre precisione, sicurezza, gestibilità e scalabilità diventano requisiti delle soluzioni destinate agli ambienti operativi.

Dai casi d’uso ai sistemi in produzione

Il ruolo di Lutech sarà soprattutto quello di collegare le tecnologie quantistiche con le architetture già presenti nelle organizzazioni, integrandole con sistemi cloud e HPC, piattaforme dati, strumenti di cybersecurity e applicazioni di intelligenza artificiale. È questo passaggio, dalla disponibilità della tecnologia alla sua integrazione nei processi, che Giuseppe Di Franco, CEO di Lutech, considera decisivo: “Il quantum sta entrando nella fase in cui la disponibilità tecnologica deve diventare capacità industriale e valore tangibile per le organizzazioni”.

Il percorso previsto procede quindi “dalla quantum readiness alla sperimentazione fino all’adozione su larga scala”, mantenendo in Italia competenze di integrazione, responsabilità progettuale, capacità di esecuzione e sviluppo delle applicazioni. Perché una Quantum Processing Unit possa entrare realmente in un processo aziendale, deve infatti dialogare con software, dati, risorse di calcolo tradizionali e sistemi di gestione già operativi; la componente applicativa e di integrazione assume quindi un peso determinante nell’impostazione della collaborazione.

Quantum computing, tra QPU e sistemi ibridi

Nel quantum computing, IonQ sviluppa sistemi basati su qubit costituiti da ioni intrappolati e controllati attraverso campi elettromagnetici e impulsi laser, tecnologia che costituisce la base delle proprie Quantum Processing Unit.

L’impiego industriale di queste risorse passa sempre più spesso attraverso workflow ibridi quantum-classical, nei quali CPU, GPU e QPU si dividono le diverse fasi dello stesso processo: il calcolo classico continua a gestire le operazioni per le quali è più efficiente, mentre la componente quantistica viene utilizzata per quelle parti dell’algoritmo che possono trarre vantaggio dalle proprietà dei qubit.

Per Lutech questo modello apre un terreno naturale di integrazione, perché le QPU possono essere collegate con ambienti cloud, infrastrutture HPC e piattaforme applicative già utilizzate dalle aziende. IonQ offre accesso remoto ai propri sistemi quantistici dal 2021 attraverso Amazon Braket, Microsoft Azure Quantum e Google Cloud, oltre che tramite IonQ Quantum Cloud.

Un esempio di questo approccio è stato sviluppato con AstraZeneca, AWS e NVIDIA per una simulazione di chimica computazionale legata alla reazione Suzuki-Miyaura, utilizzata nella sintesi di molecole farmaceutiche. Il workflow combina computer quantistici IonQ, GPU NVIDIA H200 e CUDA-Q e ha ridotto di oltre 20 volte il tempo di soluzione rispetto a precedenti implementazioni quantistiche dello stesso approccio. Il confronto riguarda quindi sistemi quantistici precedenti e non dimostra una superiorità generale rispetto al calcolo classico.

La roadmap hardware è stata aggiornata l’8 settembre 2026 con Superion 256, sistema da 256 qubit che inaugura la sesta generazione delle piattaforme IonQ. Gli ordini sono già aperti e le prime consegne sono previste nel 2027; Superion segue la generazione Tempo e costituisce la base sulla quale IonQ prevede di sviluppare i successivi sistemi di calcolo.

Quantum networking, dalle connessioni tra processori alle reti distribuite

Il quantum networking riguarda il collegamento fra nodi capaci di generare, trasmettere o conservare stati quantistici e può sfruttare fenomeni come l’entanglement, cioè la correlazione quantistica fra particelle, per realizzare comunicazioni e connessioni fra sistemi distinti.

Per IonQ questa linea tecnologica ha una doppia rilevanza. Da una parte riguarda la costruzione di reti destinate alle comunicazioni quantistiche; dall’altra è strettamente legata alla scalabilità del quantum computing, perché le interconnessioni fotoniche possono collegare più QPU e permettere così di costruire architetture modulari nelle quali la capacità di elaborazione cresce distribuendo i qubit fra processori diversi.

L’acquisizione di Qubitekk, completata nel 2025, ha aggiunto al portafoglio IonQ tecnologie per reti basate sull’entanglement, mentre Lightsynq ha portato competenze nelle interconnessioni fotoniche, quantum memory e quantum repeater.

La quantum memory serve a conservare temporaneamente uno stato quantistico, mentre i repeater sono studiati per estendere la distanza delle connessioni creando nodi intermedi: due componenti centrali quando si passa da collegamenti locali a reti quantistiche geograficamente distribuite.

IonQ ha già partecipato alla realizzazione della Geneva Quantum Network, una rete dedicata nell’area di Ginevra che collega organizzazioni accademiche, pubbliche e private. Per operatori di telecomunicazioni, imprese e infrastrutture critiche, questa parte dell’accordo può quindi riguardare tanto le comunicazioni quantistiche quanto, in prospettiva, l’interconnessione di risorse di calcolo distribuite.

Sicurezza quantistica, dalla migrazione PQC alla distribuzione delle chiavi

La sicurezza quantistica riguarda la preparazione delle infrastrutture crittografiche all’arrivo di computer quantistici sufficientemente potenti da mettere in difficoltà alcuni algoritmi a chiave pubblica oggi largamente utilizzati, ma comprende anche tecnologie che sfruttano direttamente fenomeni quantistici per proteggere le comunicazioni.

La Post-Quantum Cryptography (PQC) utilizza algoritmi classici progettati per resistere anche ad attacchi condotti con computer quantistici. Nel 2024 il NIST statunitense ha finalizzato i primi standard di crittografia post-quantistica, avviando così un percorso di migrazione che le organizzazioni possono iniziare molto prima della disponibilità di sistemi quantistici fault-tolerant su larga scala.

La Quantum Key Distribution (QKD) segue un principio diverso, perché utilizza proprietà della fisica quantistica per distribuire chiavi crittografiche fra due punti e rendere rilevabili eventuali tentativi di intercettazione. Con l’acquisizione di ID Quantique, IonQ ha incorporato tecnologie QKD, Quantum Random Number Generator (QRNG) per la generazione quantistica di numeri casuali e rilevatori di singoli fotoni.

PQC e QKD possono convivere nella stessa architettura. IonQ utilizza già una configurazione di questo tipo sulla propria rete internazionale, nella quale le connessioni locali in fibra nell’area di Ginevra adottano QKD, mentre collegamenti VPN fra Svizzera e Corea del Sud sono protetti con crittografia post-quantistica.

Nella collaborazione con Lutech, questa linea partirà dalla valutazione dell’esposizione ai rischi dell’era post-quantistica, attraverso l’individuazione dei sistemi crittografici, dei dati e delle comunicazioni che richiedono una protezione di lunga durata. Da questa ricognizione potranno derivare programmi progressivi di assessment, migrazione e messa in sicurezza delle infrastrutture strategiche.

Quantum sensing, dal tempo atomico alla navigazione senza GPS

Il quantum sensing utilizza fenomeni quantistici per effettuare misure ad alta precisione di grandezze come tempo, accelerazione, movimento, campi magnetici e gravità, aprendo un campo applicativo molto diverso da quello del calcolo.

IonQ ha rafforzato questa attività con l’acquisizione di Vector Atomic, completata nell’ottobre 2025. Le tecnologie comprendono orologi atomici, sistemi di sincronizzazione, sensori inerziali, gravimetri e magnetometri, con applicazioni terrestri, marittime, aeree e spaziali.

Una delle aree principali è il Positioning, Navigation and Timing (PNT), nel quale orologi atomici e sensori inerziali possono fornire riferimenti temporali e di posizione anche quando i segnali satellitari non sono disponibili, risultano degradati o vengono intenzionalmente disturbati. Questo rende tali sistemi particolarmente interessanti per trasporti, aerospazio, difesa e infrastrutture critiche.

I gravimetri misurano invece variazioni estremamente piccole del campo gravitazionale terrestre e consentono di ricavare informazioni sulla struttura e sui cambiamenti del sottosuolo. È proprio in questo ambito che, nel febbraio 2026, IonQ ha impiegato tecnologie di quantum sensing nel monitoraggio della frana di Niscemi, in Sicilia, raccogliendo dati destinati all’analisi del rischio e alle attività della Protezione Civile.

Tra le applicazioni previste figurano inoltre sistemi di navigazione e geolocalizzazione indipendenti dal GPS e apparecchiature medicali per la diagnostica avanzata e non invasiva.

Dal finance alla sanità, i settori individuati

Le attività di quantum computing previste dall’accordo riguarderanno servizi finanziari e assicurativi, energia e utilities, telecomunicazioni, manifattura, sanità e farmaceutica, trasporti, aerospazio e difesa, ai quali si aggiungono Pubblica Amministrazione, smart city e infrastrutture critiche.

Le applicazioni cambieranno in funzione del settore: ottimizzazione e simulazione per alcuni processi industriali, modelli finanziari e logistici, chimica e scoperta di farmaci, sicurezza delle comunicazioni e gestione delle infrastrutture sono tra gli ambiti nei quali IonQ ha già sviluppato attività con clienti e partner.

La scelta dei casi d’uso rientra esplicitamente nei 24 mesi di collaborazione, durante i quali IonQ Italia e Lutech dovranno individuare i problemi sui quali avviare sperimentazioni, costruire i pilot e stabilire quali applicazioni possano essere portate verso ambienti di produzione.

Lutech collega il quantum ai sistemi aziendali

La funzione di Lutech cambia a seconda della tecnologia coinvolta: nel computing riguarda l’integrazione delle QPU con cloud, HPC, AI e applicazioni; nella sicurezza comprende assessment e migrazione delle infrastrutture crittografiche; nel networking interessa le architetture di comunicazione; nel sensing coinvolge l’integrazione dei dispositivi e dei dati raccolti nei processi operativi.

Lutech dispone già di competenze dedicate al quantum computing e dal 2022 aderisce a QuIC, European Quantum Industry Consortium, mentre le attività del gruppo comprendono formazione, sviluppo di competenze specialistiche e sperimentazione delle applicazioni industriali del quantum.

Con circa 6.000 professionisti e un volume d’affari di un miliardo di euro, Lutech assume nell’accordo anche una funzione commerciale e industriale verso imprese, istituzioni e operatori di infrastrutture critiche in Italia e in Europa.

IonQ vuole costruire tecnologia quantistica anche in Italia

Per Marco Pistoia, CEO di IonQ Italia, l’accordo riguarda direttamente la capacità tecnologica del Paese: “La nostra ambizione non è semplicemente portare in Italia tecnologie quantistiche sviluppate negli Stati Uniti, ma costruirle in Italia, insieme alle imprese, ai centri di ricerca e alla Pubblica Amministrazione, creando competenze, proprietà intellettuale, applicazioni e valore industriale nel nostro Paese”.

Il riferimento alla proprietà intellettuale chiarisce che IonQ Italia immagina una presenza che comprenda sviluppo tecnologico e applicativo locale, oltre alla commercializzazione e all’integrazione dei sistemi del gruppo. Pistoia indica infatti come prospettiva “fare dell’Italia un secondo grande polo di innovazione per IonQ, creando un asse tecnologico italo-americano capace di contribuire allo sviluppo della prossima generazione di soluzioni quantistiche”, aggiungendo che “l’Italia non sarà semplicemente un utilizzatore, ma un creatore di tecnologia quantistica”.

IonQ è già tra i fondatori di Q-Alliance, iniziativa avviata nell’ottobre 2025 per creare in Lombardia un hub dedicato alle tecnologie quantistiche con soggetti pubblici, privati e della ricerca.

La “sovranità tecnologica aperta” dell’accordo

IonQ e Lutech definiscono il modello della collaborazione “sovranità tecnologica aperta”, intendendo con questa espressione l’accesso a tecnologie sviluppate a livello internazionale insieme alla capacità locale di selezionarle, integrarle, metterle in sicurezza e governarle.

Per IonQ, Lutech rappresenta anche un canale industriale verso imprese, istituzioni e operatori di infrastrutture critiche in Italia e in Europa, mentre per il gruppo italiano la stessa impostazione permette di mantenere localmente responsabilità progettuale, competenze di integrazione e sviluppo delle applicazioni.

IonQ dispone oggi di un portafoglio esteso a computing, networking, sensing e security e, nel 2025, ha raggiunto una fedeltà del 99,99% nei gate a due qubit, parametro che misura l’accuratezza delle operazioni fra due qubit e incide direttamente sul numero di errori da gestire durante l’esecuzione degli algoritmi.

Nove mercati nella prima fase

La collaborazione partirà da Italia, San Marino, Città del Vaticano, Spagna, Portogallo, Svizzera, Germania, Francia e Regno Unito, con la possibilità di estendere successivamente le attività ad altri mercati europei e internazionali.

Il quadro italiano è definito dalla Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, adottata dal Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale il 9 luglio 2025 e pubblicata nella versione definitiva il 5 settembre.

La Strategia individua cinque pilastri tecnologici – calcolo, simulazione, comunicazione, sensoristica e scienza di base – e quattro assi prioritari, che comprendono sviluppo scientifico e industriale, costruzione di un ecosistema nazionale capace di collegare ricerca, trasferimento tecnologico, industria e formazione, internazionalizzazione e sicurezza, governance e misurabilità.

Tra le azioni previste figurano inoltre il potenziamento della ricerca e dell’innovazione, un accesso più ampio alle infrastrutture, lo stimolo agli investimenti privati, reti di collaborazione tra pubblico e privato, trasferimento tecnologico, valorizzazione dei laboratori nazionali e programmi avanzati per la formazione delle competenze quantistiche, temi che coincidono in più punti con l’impostazione dell’accordo IonQ-Lutech, soprattutto per industrializzazione, sviluppo delle competenze e costruzione in Italia di applicazioni e proprietà intellettuale.

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