Ottimizzando le reti forse non si recederebbe e comunque si lavorerebbe meglio.
La seguente interpretazione va intesa con spirito pragmatico, accettando la validità di qualche postulato: se si mettono le reti (qualsiasi: Lan, Ethernet, wireless, Web, VoIp) in condizioni di funzionare senza esitazioni, si potrebbe recuperare, tutti, fino a un punto di Pil.
Una circostanza che in un clima come quello attuale, a cavallo del recessivo, potrebbe fare la gioia degli econometristi.
C’è che Datamonitor è andata a sentire oltre 1.200 persone nel mondo, fra utenti esperti e responsabili tecnologici, per capire quanto le inefficienze delle reti influiscono sul lavoro quotidiano.
Ne è emerso, in estrema sintesi, che i malfunzionamenti di rete causano una perdita media di produttività di due ore al mese.
Che, ed ecco entrare in azione i postulati che sopra evocavamo, se si accetta ancora che la giornata lavorativa sia fatta da 8 ore, fa oltre l’1,1% di produttività in meno al mese.
E se portiamo al limite il ragionamento, accogliendo l’idea che la produttività genera prodotto, su base annuale farebbe un punto di Pil, secco, a qualsiasi latitudine.
Il che non significa addossare ai network manager la responsabilità della crisi economica, ci mancherebbe.
Piuttosto si vorrebbe qui che fosse data più importanza al loro lavoro.
E anche mezzi, con beneficio di tutti.





