OVHcloud accelera le attività nel settore della difesa in Europa, ampliando il portafoglio di soluzioni cloud e di intelligenza artificiale per ambienti critici e rafforzando le competenze interne con l’ingresso di profili provenienti dal mondo militare. L’annuncio, in occasione dell’InCyber Forum 2026, si colloca in un contesto in cui la trasformazione digitale delle forze armate procede rapidamente, mentre resta elevata la dipendenza da tecnologie non europee.

Il punto non è solo tecnologico ma strategico: il cloud, insieme ai dati e all’intelligenza artificiale, sta diventando una componente strutturale delle capacità operative. Questo sposta il baricentro verso temi come controllo delle infrastrutture, governance dei dati e autonomia tecnologica.

Dalla digitalizzazione operativa a nuovi requisiti di sistema

Le forze armate europee stanno evolvendo verso modelli operativi sempre più digitalizzati, con sistemi interconnessi, capacità di elaborazione in tempo reale e utilizzo crescente di algoritmi di intelligenza artificiale. In questo scenario, cambiano anche i requisiti: servono piattaforme in grado di garantire resilienza, continuità operativa, sicurezza informatica avanzata e conformità normativa multilivello.

Il mercato è ancora in fase di consolidamento ma resta dominato da provider extraeuropei. È su questo squilibrio che si innesta la proposta di OVHcloud, che punta su un modello industriale basato sul controllo diretto dell’intera filiera tecnologica, dall’hardware al software fino alla gestione della rete.

Architetture distribuite e controllo locale dei dati

L’azienda è già presente nel comparto difesa con un’infrastruttura cloud su larga scala, organizzata in architetture multilocali e regioni strutturate su tre zone di disponibilità (3-AZ), con l’obiettivo di garantire tolleranza ai guasti e continuità dei servizi anche in scenari critici.

Una componente centrale dell’offerta è la On-Prem Cloud Platform (OPCP), che consente di implementare ambienti cloud direttamente nei data center del cliente, estendendosi fino ai nodi edge più sensibili. Il modello è quello di un cloud distribuito ma governato localmente, in cui le funzionalità avanzate — inclusa l’intelligenza artificiale — sono disponibili senza rinunciare al controllo fisico e logico dell’infrastruttura e dei dati.

Questo approccio si inserisce in una struttura industriale più ampia: OVHcloud gestisce oltre 500.000 server distribuiti in 46 data center su quattro continenti, con una base di 1,6 milioni di clienti in oltre 140 Paesi. La scala operativa è il risultato di un modello integrato che comprende progettazione dei server, produzione e gestione dei data center e orchestrazione di una rete in fibra ottica proprietaria.

La componente di rete rappresenta uno degli elementi più distintivi dell’architettura. OVHcloud opera infatti un backbone globale che collega direttamente i propri data center, riducendo il ricorso a operatori di transito per il traffico interno. Questo consente di gestire in modo diretto instradamento, latenza e qualità del servizio, oltre a mantenere un controllo più stretto sui flussi di dati tra le diverse regioni.

Sul piano della connettività esterna, il modello si basa su una presenza estesa presso Internet Exchange e su politiche di peering diretto, che permettono di ottimizzare le prestazioni e limitare la dipendenza da infrastrutture di terzi. L’architettura è inoltre progettata con logiche di ridondanza geografica e percorsi multipli, con capacità di rerouting automatico in caso di fault.

A questo si affianca un’infrastruttura di protezione anti-DDoS integrata e sempre attiva, in grado di mitigare attacchi volumetrici prima che impattino sui sistemi applicativi. In un contesto difensivo, l’integrazione tra capacità di calcolo, rete e sicurezza consente di governare end-to-end il ciclo del dato, rafforzando resilienza operativa e controllo dell’infrastruttura.

In un contesto difensivo, l’integrazione tra infrastruttura fisica, backbone di rete e sistemi di sicurezza consente di governare in modo coerente dati, prestazioni e protezione, riducendo le dipendenze esterne e aumentando la capacità di adattamento a scenari operativi e normativi complessi.

SecNumCloud e i requisiti per ambienti ad alta criticità

Le soluzioni includono standard elevati di sicurezza e conformità, tra cui SecNumCloud, qualifica rilasciata dall’ANSSI (l’agenzia francese per la cybersicurezza) per servizi cloud destinati a dati e carichi di lavoro sensibili.

Il framework impone requisiti stringenti su più livelli. Sul piano tecnico prevede isolamento degli ambienti, controllo granulare degli accessi, tracciabilità delle operazioni e protezione avanzata dei dati. Sul piano operativo richiede procedure rigorose per la gestione degli incidenti, audit continui e garanzie di continuità del servizio.

Un elemento centrale riguarda la dimensione giurisdizionale e di sovranità: il provider deve garantire che dati e operazioni restino sotto controllo europeo, senza esposizione a normative extraterritoriali che possano imporre accessi da parte di autorità straniere. Questo implica vincoli su governance societaria, localizzazione dei dati e gestione del personale con accesso ai sistemi.

In questo senso, SecNumCloud si configura come un riferimento per il cloud destinato a contesti ad alta criticità, dove la sicurezza tecnica si intreccia con esigenze di autonomia strategica.

Competenze militari integrate nei team tecnici

Accanto all’evoluzione dell’offerta, OVHcloud sta intervenendo sulla componente organizzativa. Il piano prevede la creazione di team dedicati nei diversi Paesi europei, con l’inserimento di figure provenienti direttamente dal settore militare e della difesa.

Parallelamente, il gruppo sta rafforzando la formazione interna per adeguarsi ai vincoli nazionali, inclusi nulla osta di sicurezza e certificazioni per sistemi classificati. I team saranno coinvolti nella progettazione delle architetture, nel supporto alla modernizzazione delle infrastrutture e nell’integrazione di funzionalità di intelligenza artificiale, comprese attività di diagnostica e ottimizzazione operativa.

Questo rafforzamento delle competenze si inserisce in una lettura più ampia del ruolo che cloud e IA stanno assumendo nel comparto difesa. “Oggi la difesa dipende dal cloud, dai dati e dall’Intelligenza Artificiale. Nel contesto attuale, l’Europa non può più permettersi di dipendere da tecnologie extraeuropee e deve disporre di alternative sovrane e ad alte prestazioni. È esattamente ciò che realizziamo in OVHcloud. Dopo la Francia, offriremo soluzioni cloud e di Intelligenza Artificiale su scala europea, ma anche competenze in grado di sostenere la trasformazione delle forze armate e rafforzare la nostra autonomia strategica”, ha dichiarato Octave Klaba, CEO di OVHcloud.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome