OpenAI Trusted Contact: ChatGPT introduce il contatto fidato per le situazioni di crisi

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OpenAI introduce Trusted Contact in ChatGPT, una nuova funzione opzionale pensata per offrire un ulteriore livello di supporto agli utenti adulti che potrebbero attraversare momenti di forte disagio emotivo o crisi personale. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’intelligenza artificiale in un ponte verso relazioni e aiuti reali, evitando che l’utente resti isolato durante situazioni potenzialmente critiche.

La funzione arriva nel 2026 come estensione delle notifiche di sicurezza già previste per gli account adolescenti collegati ai controlli parentali. Con Trusted Contact, però, il modello viene esteso a tutti gli utenti maggiorenni.

Come funziona Trusted Contact in ChatGPT

Il funzionamento della nuova opzione è relativamente semplice, ma introduce diversi livelli di verifica e revisione umana. Gli utenti possono indicare all’interno delle impostazioni di ChatGPT una persona adulta fidata, ad esempio un familiare, un amico o un caregiver.

La persona scelta riceve un invito che deve essere accettato entro una settimana affinché il sistema diventi operativo. In caso di rifiuto, l’utente può selezionare un altro contatto.

Se i sistemi automatici di OpenAI rilevano conversazioni che potrebbero indicare un rischio serio di autolesionismo o suicidio, ChatGPT informa l’utente che potrebbe essere inviata una segnalazione al Trusted Contact e suggerisce anche modi per avviare una conversazione diretta con quella persona.

A quel punto interviene un piccolo team umano specializzato. Solo dopo una revisione manuale viene eventualmente inviata una notifica via email, SMS o tramite l’app ChatGPT al contatto fidato.

La comunicazione resta volutamente limitata: non include trascrizioni delle chat né dettagli specifici delle conversazioni, ma segnala semplicemente che potrebbero esserci segnali di forte disagio emotivo e invita il contatto a verificare la situazione direttamente con la persona coinvolta.

Il ruolo della revisione umana

Uno degli aspetti più delicati della funzione riguarda proprio il controllo umano. OpenAI sottolinea che ogni segnalazione viene verificata manualmente prima dell’invio e che il target operativo è completare la revisione entro un’ora.

È un punto centrale, perché il rischio di falsi positivi in sistemi di monitoraggio automatico di questo tipo resta concreto. La società ammette apertamente che le notifiche potrebbero non riflettere perfettamente lo stato reale della persona, motivo per cui il controllo umano viene presentato come elemento indispensabile del processo.

Il supporto di psicologi e organizzazioni sanitarie

OpenAI afferma di aver sviluppato Trusted Contact insieme a clinici, ricercatori e organizzazioni specializzate nella prevenzione del suicidio e nella salute mentale.

Tra i soggetti coinvolti figurano l’American Psychological Association, il network internazionale di medici Global Physicians Network e l’Expert Council on Well-Being and AI.

Arthur Evans, CEO dell’American Psychological Association, ha spiegato che “la connessione sociale rappresenta uno dei fattori protettivi più importanti durante periodi di forte disagio emotivo”.

Secondo OpenAI, il principio alla base della funzione è proprio facilitare un collegamento con una persona reale già presente nella vita dell’utente, senza sostituire servizi medici, hotline di emergenza o supporto professionale.

Le altre misure di sicurezza integrate in ChatGPT

Trusted Contact si inserisce in un framework di sicurezza più ampio che OpenAI sta progressivamente espandendo.

La società afferma di avere collaborato con oltre 170 esperti di salute mentale per migliorare la capacità di ChatGPT di riconoscere segnali di disagio psicologico, de-escalare conversazioni sensibili e indirizzare verso risorse reali di supporto.

Tra le misure già presenti ci sono suggerimenti a contattare numeri di emergenza o professionisti della salute mentale, il rifiuto automatico di richieste legate al suicidio o all’autolesionismo e persino inviti a fare pause dall’utilizzo prolungato della piattaforma in alcuni scenari specifici.

AI, salute mentale e privacy: il tema resta delicato

La novità tocca inevitabilmente un terreno estremamente sensibile. Da un lato, la possibilità di coinvolgere rapidamente una persona fidata potrebbe effettivamente aiutare utenti in situazioni di crisi. Dall’altro, emergono questioni inevitabili legate alla privacy, all’interpretazione automatica delle conversazioni e al rischio di valutazioni errate.

OpenAI cerca di ridurre queste criticità limitando le informazioni condivise e introducendo sempre una revisione umana prima delle notifiche. Tuttavia, la scelta di affidare a un sistema AI il rilevamento preliminare di potenziali situazioni di autolesionismo continuerà probabilmente a generare dibattito, soprattutto sul confine tra protezione e sorveglianza.

Per OpenAI, però, il messaggio è chiaro: i sistemi AI non dovrebbero operare in isolamento, ma facilitare connessioni con persone, cure e reti di supporto nel mondo reale.

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