Oltre la crisi

I tagli annunciati dai big player dell’It vanno oltre l’oggettività dei numeri di bilancio. E trasmettono segnali di scoraggiamento.

Intel -6.000 persone, Ericsson -5.000, Motorola -4.000, Sony -2.000, Lenovo -2.500. E ancora Emc -2.000, Seagate -800, Microsoft -5.000. Sun -6.000. Il piano di esuberi annunciato, proclamato e preconizzato dai grandi del mondo dell’informatica non lascia molti dubbi sulla portata della crisi mondiale. Anche la regina di Internet – Google – non è rimasta immune e ha comunicato il taglio di un centinaio di posti di lavoro.

Fra tutti i nomi di grido, si segnala Microsoft. E questo per due motivi. Il primo è che si tratta del primo grosso piano di licenziamenti mai attuato dalla società nella sua ultratrentennale storia. Anche nell’altra grossa crisi scoppiata con la “bolla Internet”, la società di Bill Gates aveva accusato il colpo “razionalizzando” le attività, senza ricorrere al taglio massiccio.

Il secondo, quello che fa più riflettere, è che in contemporanea all’annuncio dei 5.000 esuberi, Microsoft ha registrato utili trimestrali pari a 4,17 miliardi di dollari su un fatturato di 16,63. D’accordo gli utili sono in calo rispetto ai 4,71 dello stesso trimestre per l’esercizio precedente, ma sempre di profitti si tratta. E che profitti! (più di 8.000 miliardi delle vecchie lire in tre mesi).

Lo stesso numero uno di Microsoft Steve Ballmer, in un messaggio e-mail ai dipendenti, ha sottolineato come la posizione finanziaria dell’azienda sia “solida” e come il business sia estremamente “energico”. Era quindi necessaria un’azione così decisa? Lo scenario “incerto” che si prospetta davanti, non potrebbe apparire meno ambiguo se chi ha le redini del mercato dà segnali forti e fiduciosi, soprattutto ai propri dipendenti? Alla fine di tutto, dietro i successi delle aziende, ci sono le idee e soprattutto le persone.

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