NVIDIA, ricavi record a 81,6 miliardi di dollari: il data center spinge l’AI factory

NVIDIA chiude il primo trimestre fiscale 2027 con ricavi record da 81,6 miliardi di dollari, in crescita dell’85% su base annua e del 20% rispetto al trimestre precedente. Il risultato conferma il ruolo ormai centrale dell’AI infrastructure nel business del gruppo, con il data center che da solo raggiunge 75,2 miliardi di dollari, il 92% in più rispetto a un anno prima.

Il dato più netto è proprio questo: NVIDIA non sta più crescendo soltanto come fornitore di GPU, ma come piattaforma infrastrutturale per l’intelligenza artificiale su scala industriale. La società parla esplicitamente di AI factory, cioè data center progettati per produrre, addestrare, eseguire e distribuire modelli AI in modo continuo, dal cloud all’edge.

Jensen Huang
Jensen Huang

Jensen Huang, fondatore e CEO di NVIDIA, ha sintetizzato così la fase attuale: “La costruzione delle AI factory, la più grande espansione infrastrutturale nella storia dell’umanità, sta accelerando a una velocità straordinaria. L’AI agentica è arrivata, svolge lavoro produttivo, genera valore reale e si sta scalando rapidamente tra aziende e settori. NVIDIA è posizionata in modo unico al centro di questa trasformazione come l’unica piattaforma che opera in ogni cloud, alimenta ogni modello frontier e open source, e scala ovunque venga prodotta l’AI, dai data center hyperscale all’edge.”

NVIDIA data center, il motore principale della crescita

Il data center resta il cuore della crescita di NVIDIA. Nel trimestre, i ricavi di questa area hanno raggiunto 75,2 miliardi di dollari, con un incremento del 21% rispetto al trimestre precedente e del 92% anno su anno. All’interno della vecchia classificazione, il compute per data center ha generato 60,4 miliardi di dollari, mentre il networking ha raggiunto 14,8 miliardi, con una crescita annua del 199%.

Sono numeri che spiegano bene il cambio di scala del mercato. L’AI non è più solo una funzione software o un layer applicativo: richiede capacità computazionale, rete, storage, modelli, strumenti di orchestrazione e infrastrutture ottimizzate per l’inferenza. In questo scenario, NVIDIA sta cercando di consolidare il proprio vantaggio non solo con le GPU Blackwell, ma con un ecosistema che comprende CPU, DPU, networking, librerie software, strumenti per agenti AI e piattaforme per il deployment industriale.

Tra gli annunci del trimestre spiccano la piattaforma NVIDIA Vera Rubin, con la CPU Vera definita dall’azienda come il primo processore progettato specificamente per l’AI agentica, e BlueField-4 STX, pensato per accelerare l’infrastruttura storage delle AI factory. NVIDIA ha inoltre portato in produzione Dynamo 1.0, software open source che promette di aumentare fino a 7 volte le prestazioni dell’inferenza generativa e agentica sulle GPU Blackwell.

AI agentica e infrastrutture, NVIDIA ridisegna il proprio reporting

Il trimestre segna anche un cambiamento nel modo in cui NVIDIA intende raccontare il proprio business. La società passerà a un nuovo schema di reporting basato su due grandi piattaforme di mercato: Data Center ed Edge Computing.

Nel Data Center saranno distinti due sotto-mercati. Il primo è Hyperscale, che includerà i ricavi provenienti dai grandi cloud pubblici e dalle principali società Internet consumer. Il secondo è ACIE, acronimo che comprende AI Clouds, Industrial ed Enterprise, e che riflette l’espansione di NVIDIA verso data center AI specializzati, AI factory industriali e infrastrutture dedicate a singoli Paesi o settori.

La scelta non è solo contabile. Serve a rendere più leggibile il passaggio da una domanda concentrata sui grandi hyperscaler a un mercato più articolato, dove l’AI computing diventa componente infrastrutturale anche per industria, telecomunicazioni, automotive, robotica, pubblica amministrazione e imprese.

L’Edge Computing, invece, raggrupperà dispositivi e sistemi per l’elaborazione locale dei dati, dai PC alle workstation, dalle console gaming alle stazioni AI-RAN, fino a robotica e automotive. Nel trimestre questa area ha generato ricavi per 6,4 miliardi di dollari, in crescita del 29% anno su anno e del 10% sequenziale.

Margini elevati e utile netto in forte crescita

La crescita dei ricavi si accompagna a margini ancora molto elevati. Il margine lordo GAAP è stato pari al 74,9%, mentre quello non-GAAP ha raggiunto il 75,0%. L’utile operativo GAAP è salito a 53,5 miliardi di dollari, con una crescita del 147% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’utile netto GAAP è stato pari a 58,3 miliardi di dollari, contro i 18,8 miliardi del primo trimestre fiscale 2026. L’utile per azione diluito GAAP è arrivato a 2,39 dollari, mentre quello non-GAAP si è attestato a 1,87 dollari. Anche il free cash flow resta molto elevato, pari a 48,6 miliardi di dollari.

Questi numeri mostrano una leva operativa notevole: i costi crescono, ma molto meno dei ricavi. Le spese operative GAAP sono state pari a 7,6 miliardi di dollari, in aumento del 52% anno su anno, ma il ritmo di crescita del fatturato e dell’utile operativo resta nettamente superiore.

Buyback da 80 miliardi e dividendo in aumento

NVIDIA ha restituito agli azionisti circa 20 miliardi di dollari nel trimestre attraverso riacquisti di azioni proprie e dividendi. Alla fine del periodo restavano 38,5 miliardi disponibili nel piano di buyback già autorizzato.

Il consiglio di amministrazione ha approvato un ulteriore programma di riacquisto azionario da 80 miliardi di dollari, senza scadenza. La società ha inoltre aumentato il dividendo trimestrale da 0,01 a 0,25 dollari per azione ordinaria, con pagamento previsto il 26 giugno 2026 agli azionisti registrati al 4 giugno 2026.

È un passaggio finanziariamente rilevante perché segnala la volontà di bilanciare investimenti aggressivi, ritorni agli azionisti e fiducia sulla generazione di cassa futura. In una fase in cui la domanda di infrastruttura AI richiede investimenti enormi, NVIDIA sta comunicando al mercato di poter sostenere contemporaneamente crescita industriale e remunerazione del capitale.

Prospettive per il secondo trimestre: ricavi attesi a 91 miliardi

Per il secondo trimestre fiscale 2027, NVIDIA prevede ricavi pari a 91 miliardi di dollari, con una variazione possibile del 2% in più o in meno. La società precisa però che questa previsione non include alcun ricavo da Data Center compute proveniente dalla Cina.

Il margine lordo GAAP atteso è del 74,9%, mentre quello non-GAAP è previsto al 75,0%, con una tolleranza di 50 punti base. Le spese operative dovrebbero attestarsi a circa 8,5 miliardi di dollari su base GAAP e 8,3 miliardi su base non-GAAP. Per l’intero esercizio fiscale 2027, NVIDIA prevede aliquote fiscali GAAP e non-GAAP comprese tra il 16% e il 18%, salvo elementi discreti o modifiche rilevanti del contesto fiscale.

Il punto critico resta la sostenibilità della domanda. I numeri del trimestre mostrano una crescita ancora eccezionale, ma anche una dipendenza sempre più marcata dal ciclo infrastrutturale dell’AI. NVIDIA sembra voler anticipare questa lettura spostando il racconto dal singolo chip alla piattaforma completa, dalle GPU alle AI factory, dal training all’inferenza, dal cloud all’edge.

Dall’hyperscale all’edge, la strategia NVIDIA punta sull’AI ovunque

Nel trimestre, NVIDIA ha ampliato le collaborazioni con Google Cloud per l’AI agentica e fisica, con nuove istanze basate su Vera Rubin e un’anteprima dei modelli Gemini su Google Distributed Cloud eseguiti su GPU Blackwell e Blackwell Ultra. Ha inoltre annunciato una partnership strategica con Marvell attraverso NVLink Fusion e accordi pluriennali con Coherent, Corning e Lumentum per accelerare l’innovazione nelle tecnologie ottiche avanzate.

Sul fronte edge, la società ha presentato aggiornamenti per DLSS, nuovi modelli locali ottimizzati per dispositivi RTX, tecnologie per guida autonoma e simulazione, oltre a collaborazioni nel settore automotive con Hyundai Motor Company, Kia, Uber, BYD, Geely, Isuzu e Nissan. Ha inoltre annunciato iniziative per AI-RAN e reti 6G insieme a operatori e fornitori di infrastruttura telecom.

La strategia è evidente: presidiare l’intera catena dell’AI, dalla grande infrastruttura di calcolo fino ai dispositivi e ai sistemi fisici che generano o consumano inferenza. Per NVIDIA, il trimestre non è solo un record finanziario. È la conferma che l’AI factory è diventata il nuovo baricentro del mercato tecnologico.

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