Crescono le sperimentazioni nel mondo virtuale, anche da parte di importanti realtà italiane. Ma tra business virtuale e business reale c’è ancora molta distanza.
Gabetti, l’Istituto italiano di cultura, Reply.
Non passa giorno che
qualcuno di nuovo non decida di sbarcare su Second Life.
Un luogo che in
molti stanno cercando di capire a cosa può servire.
Non è un gioco, è
frequentato soprattutto dagli americani, non è facilissimo imparare come
muoversi e rispetto agli oltre quattro milioni di iscritti è frequentato con
assiduità, stima qualcuno, da circa quattrocentomila persone.
Altri
mondi virtuali come World of Warcraft sono molto più frequentati, ma il bello di
Second Life è che invece di mostri e battaglie riproduce la vita normale e che
soprattutto è possibile modificare il mondo virtuale.
Ci si può comprare
un’isola costruire una casa e farci anche del business.
Come sta provando a
fare Gabetti, anche se il mondo virtuale non ci sembra sia soggetto alle stesse
leggi economiche di quello reale.
La società milanese, alla quale
bisogna riconoscere una interessante capacità di innovazione, prova a ripetere
in Second Life il suo modello di business che prevede l’intermediazione
immobiliare.
Ma nel virtuale, oltre a non esserci il bisogno di una casa,
non esiste la scarsità di risorse che esiste nel reale e che dà valore ai
beni.
Quell’isola è già occupata?
Bene me ne vado in un’altra o ne
compro una.
Non sono nel quartiere Vip?
Tanto ci posso arrivare in un
attimo.
Le distanze non esistono, le isole a disposizione infinite.
Quartieri malfamati?
Al massimo è il mio avatar a rischiare
qualcosa.
Insomma, il tentativo è apprezzabile mentre pare un po’ più
difficile dimostrare che Second Life sia, da questo punto di vista, un business.
Certo è invece che dal punto di vista del marketing (ma anche della
formazione interna) in questo momento il mondo virtuale funziona molto bene.
L’idea dell’Istituto di cultura di aprire un ufficio su Sl dove la
maggioranza della popolazione è straniera appare interessante anche se bisognerà
vederne la realizzazione.
Dopo Italia.it dubitare è lecito.





