Microsoft presenta l’appello per la sentenza su Java

e’ stato ufficializzato l’appello contro la sentenza che obbligava BillGates e soci ad aggiornare Windows 98, Internet Explorer e altri prodotti,per aderire alle specifiche su Java imposte da Sun.

Come anticipato qualche tempo fa in questa sede (si veda
x-link
Microsoft si appella alla…; 000; A; 17-12-1998
x-fine-link
), Microsoft ha presentato il proprio appello alla sentenza sfavorevole
emessa in novembre dal giudice Ronald Whyte, che la obbligava ad aggiornare
molti prodotti, tra cui Windows 98 e Internet Explorer, per rendere
l’implementazione di Java con i test gestiti da Sun. Quell’esito era il
frutto di un’azione lanciata l’anno prima dalla stessa Sun, secondo la
quale Microsoft avrebbe avuto l’intenzione minare l’apertura del linguaggio
e legarlo troppo ai propri prodotti.
L’appello si basa sulla convinzione che il giudice abbia compiuto una serie
di errori nel proprio operato. In particolare, secondo quanto espresso nel
documento depositato presso la corte distrettuale di competenza (a S.
Francisco), Ronald Whyte avrebbe male interpretato i termini dell’accordo
di licensing su Java esistente fra Microsoft e Sun. Inoltre, avrebbe
inopportunamente trattato il contenzioso come un problema di copyright e
non come una disputa contrattuale. Ancor più dettagliatamente, Microsoft
nega che il contratto preveda l’uso della tecnologia Java Native Interface
nei propri prodotti, contrariamente a quanto indicato dal giudice. Ora Sun
ha 28 giorni di tempo per rispondere, ma le prime reazioni non lasciano
dubbi sulla linea dura che Sun intende mantenere, invitando Microsoft ad
adeguarsi alle richieste di compatibilità e offrendo il supporto necessari
o
allo scopo.
In origine, a Microsoft era stato dato un termine di 90 giorni per
adeguarsi alla sentenza, ma di recente è stata avanzata una richiesta di
ulteriore tempo, che dovrà essere esaminata in questi giorni.
Nel frattempo, tuttavia, sembrano essere emersi nuovi documenti che
proverebbero l’esistenza di un patto fra Microsoft e Hewlett-Packard volto
a lasciar fuori Sun dagli sviluppi di Java per il mercato dei sistemi
embedded. Esisterebbe, in particolare, un memorandum of undestanding
prodotto a Redmond, nel quale Microsoft avrebbe offerto a Hp la tecnologia
necessaria alla realizzazione di una virtual machine per i sistemi
embedded, diversa da quella di Sun. Questa soluzione sarebbe compatibile
con Java Development Kit 1.1, ma taglia fuori il supporto per Java Native
Interface, tecnologia che definisce come il linguaggio interagisce con il
codice nativo.

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