L’It si accomoda nell’era low cost

Si prevede un aumento di impieghi nella tecnologia. Ma a quale prezzo?

Nei giorni scorsi è stato rilasciato uno studio di Idc, eseguito per conto di Microsoft, che ha dato esiti sorprendenti: da qui al 2013 nel mondo saranno creati 5,8 milioni di posti di lavoro It. Altro che recessione, verrebbe quindi da commentare d’acchito.
 
Ma i numeri previsionali vanno interpretati, come sa bene chi segue il mondo tecnologico. Innanzitutto il cloud: protagonista dello sviluppo sarà il movimento tecnologico che tende a portare l’infrastruttura, come si suol dire, “sulla nuvola”.
 
Il che equivale a dire: trasformare le infrastrutture in servizi. E poi, i mercati emergenti, come l’Est Europa, saranno quelli soggetti a beneficiare maggiormente dei preconizzati incrementi di impiego. Sommando i fattori, si può pensare a un’It che tende al basso costo, di uso e gestione.

Interessante, allora, è trovare conferma di questa immediata e forse semplicistica induzione, andando a leggere i commenti che ha raccolto sull’argomento il blog tecnologico del del Seattle Times, giornale vicino, anche geograficamente, al mondo Microsoft.

C’è chi pensa che il trend evidenziato, se ci sarà, riguarderà tutto il mondo, fuorché gli Usa; chi sottolinea come il valore economico del lavoro It qualificato si sia negli ultimi anni dimezzato; chi paragona il mercato It a quello dell’automobile, che ha ridotto il ciclo di vita di prodotti e componenti; e chi, amaramente, conclude che gli avanzamenti nella tecnologia portino comunque meno posti di lavoro e che quei programmatori, ora tanto richiesti, saranno anche coloro chiamati a terminare questo processo.

Mediamente (c’è anche chi esprime cauto ottimismo), l’accoglienza popolare a questi dati non è delle migliori. E se le osservazioni fatte corrispondono a verità, sarebbe interessante, allora, darle in mano ai sociologhi, prima ancora che ai politici, per farci spiegare che mondo ci prepara un’It che crea posti di lavoro per toglierne altri.
E, in seconda battuta, se sia proprio da escludere, per reazione, l’avvento di un neo-luddismo.

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