Le Voci dell’AI – Episodio 35: Formazione e prospettive di lavoro nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Ciao a tutti! Siamo arrivati all’episodio 35 di Le Voci dell’AI.

Oggi parliamo di studenti, carriere scolastiche, prospettive di lavoro nell’era dell’AI e di qual è il punto di vista più costruttivo da cui guardare al futuro.

Prima di cominciare, voglio innanzitutto ringraziare tutte le persone che mi seguono e mi scrivono per discutere degli argomenti più vari. Alcuni mi raggiungono grazie al mio sito personale, altri mi raggiungono via Synthetic Work, altri via LinkedIn o Twitter.

Il modo più facile per contattarmi è tramite l’indirizzo e-mail che condivido alla fine di ogni episodio di Le Voci dell’AI, questo che vedete in sovrimpressione.

La scusa per parlare dell’argomento di oggi viene proprio da una delle richieste che è arrivata via e-mail da uno di voi.

Paolo, mi scrive: ”leggo sempre la tua newsletter sull’AI e i post su LinkedIn. Grazie per tutto il lavoro che fai, li condivido con mio figlio che è al suo primo anno di università, dove sta studiando informatica con un focus sull’AI. Continuo a dirgli di stare attento alle opportunità di studiare l’intersezione tra l’AI e la sicurezza informatica, giacché le due discipline si incroceranno in maniera significativa a un certo punto e l’AI diventerà un aspetto critico dell’industria della sicurezza, ma so che c’è molto di più da esplorare in materia di AI. Ti scrivo per chiedere se hai in programma di fare una newsletter sull’educazione e su dove i ragazzi che si avvicinano all’istruzione superiore potrebbero o dovrebbero concentrarsi per essere in linea con le opportunità e le carriere nell’AI. Inoltre, se potessi condividere qualche consiglio o guida su dove concentrare la propria attenzione in questo campo, per crearsi un vantaggio in termini di opportunità e crescita per il futuro quale sarebbe? Sono sicuro che sei impegnato, quindi se non puoi rispondermi direttamente non mi offendo. Ma ho pensato di chiedere perché sono certo che molti genitori e ragazzi si chiedono quali sono le aree su cui concentrarsi per capire la rivoluzione dell’AI è, più importante, far parte di quella rivoluzione o addirittura guidarla, capendo le implicazioni di ciò che fanno e ciò che potrebbero creare in termini di risultati.”

Paolo ha ragione su entrambi i punti della sua e-mail. Primo, è assolutamente vero che l’intelligenza artificiale e la cybersecurity sono in rotta di collisione, e in un prossimo futuro la conoscenza approfondita di vari aspetti dell’intelligenza artificiale sarà obbligatoria per gli esperti di sicurezza informatica.

Nell’episodio 34 di Le Voci dell’AI appena la settimana scorsa vi ho fatto vedere l’incredibile progresso fatto dalla tecnologia chiamata Deep Fake e abbiamo accennato alle implicazioni di un abuso di quella tecnica per creare manipolazioni di eventi con valore politico o mercati azionari, incitare il disordine sociale o causare un danno di immagine ad aziende e individui.

La discussione sull’intersezione tra AI e cybersecurity va molto oltre il deep fake. Potrei citare almeno altre dieci tecniche che gli esperti cyber security di domani dovrebbero ricercare e dominare, ma non abbiamo abbastanza tempo oggi. Potrebbe essere l’argomento per una prossima puntata di Le Voci dell’AI.

Paolo ha ragione anche sul fatto che ci sono molti genitori e studenti preoccupati per le prospettive di lavoro a seguito della carriera scolastica che hanno appena intrapreso o hanno deciso di intraprendere.

Infatti è uno degli argomenti che discuto più spesso con le persone che incontro e la newsletter in lingua inglese che scrivo settimanalmente, Synthetic Work, è letta da molte università del pianeta, e tra i lettori ci sono parecchi consulenti di orientamento professionale e docenti.

È difficile per me pensare a qualcosa di più importante del supporto a studenti ed educatori; quindi, se siete in contatto con un’università che ha bisogno di una mano per mettere in prospettiva la rivoluzione a cui stiamo assistendo e per trovare il modo migliore per pensare al futuro, non esitate a contattarmi.

Veniamo alla risposta a Paolo. Purtroppo non ho in piano di creare una newsletter sull’orientamento professionale nell’era dell’AI.

Però posso offrire una prospettiva che il figlio di Paolo e qualunque altro studente può considerare.

Queste sono alcune delle domande che gli studenti di tutto il mondo si stanno facendo oggi.

Il lavoro che pensavo di fare esisterà ancora per quando finirò l’università?

Quando terminerò l’università, sarò in grado di lavorare a tempo pieno o l’AI farà talmente tante cose da rendere il mio lavoro parzialmente superfluo?

Quante delle cose che sto imparando a fare oggi o imparerò nei prossimi anni saranno fatte dai modelli di AI generativa invece che da me.

Quante delle nozioni che sto assorbendo oggi o assorbire nei prossimi anni saranno inutili perché il mondo sarà parecchio diverso o perché l’AI le renderà superflue?

La scuola che ho scelto mi sta insegnando le discipline che conteranno in un futuro dominato dall’AI? Se no che faccio?

Sono tutte domande che fanno un po’ paura e per molti degli studenti, anche tra chi non è preoccupato di trovare un posto di lavoro alla fine della carriera scolastica, queste domande possono portare a un senso di inadeguatezza e irrilevanza rispetto a quello che imparano nelle scuole che hanno scelto.

Quindi qual è il modo migliore di guardare al futuro e come gli studenti possono prepararsi a quel futuro? Vi do tre suggerimenti.

Primo, non aspettate che la vostra scuola sia pronta a darvi gli strumenti necessari per il successo. In un mondo dominato dall’AI, la scuola non è mai stata particolarmente veloce, nell’adattare i propri programmi scolastici al mondo che cambia.

Ma questa tecnologia in particolare, l’AI generativa, è diversa da tutte le altre, troppo veloce per tutti.

E anche se il Ministero dell’Educazione e le università nazionali volessero rivoluzionare i programmi scolastici, ci sono pochissime persone al mondo in grado di insegnare in maniera approfondita la mole di informazioni, tecniche e strumenti che stanno trasformando il mondo del lavoro.

Dovete trovare da soli il tempo e la forza per studiare come il mondo sta cambiando.

E questo non vale solo per gli studenti, ma anche per chi ha già un lavoro.

Secondo: quando pensate alla vostra professione del futuro, al termine della carriera scolastica, non mettetevi nei panni di un neolaureato che deve lottare contro l’AI per accaparrarsi un posto di lavoro.

Mettetevi nei panni di un neolaureato che usa l’AI per fare qualcosa che fino a quel momento era impossibile nel campo che ha scelto per la propria professione.

In altre parole, non chiedetevi cosa farà l’AI al vostro posto di lavoro. Chiedetevi cosa potete fare voi con l’AI al vostro posto di lavoro.

Se c’è mai stata nella storia un’opportunità per diventare i migliori del mondo nel proprio campo grazie alla tecnologia, Questa è quell’opportunità.

L’AI generativa è alla portata di tutti e può rivoluzionare qualunque campo da quelli più sofisticati.

A quel punto trovate il modo di usare l’AI per fare quello che è considerato impossibile nella professione che avete scelto.

Smettete di pensare a un datore di lavoro come all’unica opportunità di impiego.

L’AI generativa vi permetterà di creare qualunque tipo di artefatto digitale, dalla musica alle analisi finanziarie, dai tatuaggi alla terapia per i pazienti che soffrono di depressione. Non è mai stato così facile nella storia umana realizzare un’idea che altre persone potrebbero volere.

Ma come si fa a mettere in pratica tutto questo? Il mio consiglio è questo: create un progetto nel campo che avete scelto per la vostra carriera. Medicina, moda, marketing, legge non importa. Ricercate che tipi di AI esistono e cosa possono fare. Pensate a come una di quelle AI potrebbe essere usata nel vostro campo.

Trovate un caso d’uso; studiate come applicare l’AI per realizzare usare quel caso d’uso; costruite un prototipo, pubblicatelo online, anche se non vi darà nessun credito scolastico o non aprirà nessuna porta nel mondo del lavoro.

Mettete in vetrina il lavoro che avete fatto perché è solo così che potrete attirare i commenti e le critiche degli altri.

È solo grazie a quelle critiche a quei commenti che potrete capire se siete sulla strada giusta e state sviluppando le capacità e la conoscenza che avranno valore in futuro.

Se potete, invece di creare un progetto in cinque anni, create un progetto diverso ogni anno.

È meglio realizzare progetti semplici, che cominciano e finiscono con tecnologie e approcci diversi che tentare di creare qualcosa di troppo ambizioso che non arriverà mai a una conclusione.

Fate tutte queste cose e piano piano, probabilmente alla fine del secondo anno, comincerete ad avere un’idea più precisa di dove il mondo sta andando e soprattutto di dove voi volete andare.

In bocca al lupo!

Okay, ci fermiamo qui per questa settimana, come sempre, scrivetemi i vostri commenti, le domande e i suggerimenti per gli argomenti da trattare nei prossimi episodi.

Ciao!

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