Imprenditori e politici assenti o silenti quando si parla di innovazione.
Con la consueta leggerezza Giacomo Vaciago mena fendenti e descrive i tanti mali di questo Paese.
Dall’alto della sua esperienza Elserino Piol spara bordate su Industria 2015 e, per l’ennesima volta, racconta quanto sia importante il ruolo del venture capital.
Da parte sua, Jacques Attali con timore, per non fare la figura del francese un po’ presuntuoso, racconta che se in Francia lo Stato è troppo presente in Italia, forse, è troppo assente.
Frammenti dell’Innovation forum di Idc che si svolge in questi giorni a Milano.
Fittissimo il calendario degli incontri che hanno ospiti prestigiosi e dove si discute di come fare innovazione in Italia.
Scorrendo l’elenco dei relatori si nota però che qualche assenza c’è.
Sono le aziende.
Dove sono Ducati, Geox, Technogym e le altre quattromila che Mediobanca indica come il traino dell’economia?
Dove sono i piccoli imprenditori che cercano con fatica di innovare, ma hanno problemi di finanziamenti o di competenze da trovare?
Dov’è chi ha collaborato con successo (o non riuscendo a combinare nulla) con un centro dei trasferimento tecnologico?
Non ci sono.
Magari sono in platea, ma nessuno di loro ha modo di intervenire per raccontare come si vive in un Paese che le imprese ha sempre fatto fatica ad aiutarle.
Non per fare diventare l’Innovation Forum un luogo dove le imprese si lamentano del mondo che le circonda, ma un’occasione per sentire la viva voce degli imprenditori che possono parlare davanti a tutti con i big dell’It e raccontare cosa non va nel loro rapporto.
E poi c’è un’altra assenza di rilievo, ma questa era scontata.
La politica.
E’ vero, siamo nel mezzo di una campagna elettorale ma forse proprio per questo varrebbe la pena di andare nella sala della Borsa di Milano e ascoltare cosa chiede un pezzo importante di questo Paese.
Ascoltare e una volta tanto non parlare.
Perché molto spesso ai convegni il politico arriva, dice quante cose sono state fatte in riferimento all’argomento dell’incontro e poi, pressato da urgenti impegni, se ne va.
E non ascolta.





