Spin-off commerciale del Politecnico di Milano, la società ha optato per l’housing e l’hosting del proprio sito Web a causa delle sempre maggiori complessità che generava la crescita di uno spazio online destinato a fornire servizi per il consumer e per il business
Quello di TeleRilevamento Europa è per certi versi un
caso emblematico della scelta di puntare sull’outsourcing. A spingere l’azienda
a cercare un partner in grado di assicurare competenze e flessibilità è stata
una serie di esigenze crescenti, che rendevano troppo onerosa l’amministrazione
in proprio di un sito Internet che da semplice vetrina si stava trasformando in
uno spazio dedicato ai servizi. Inoltre, alcune esperienze negative, hanno
indotto TRE a effettuare una selezione molto accurata, volta a soddisfare
precisi requisiti. Ne abbiamo parlato con chi si è occupato in prima persona
della ricerca del provider, il direttore dei sistemi informativi Alessandro
Menegaz, e con la responsabile del sito Web Chiara Gervasi.
Menegaz. Spinti dall’esigenza di visibilità abbiamo intrapreso la strada del
Web. All’inizio siamo partiti con un sito puramente descrittivo: creato da noi,
e quindi con un design piuttosto spartano, era composto da poche pagine che
descrivevano la missione aziendale e l’offerta. L’evolvere della nostra presenza
sul Web, sia dal punto di vista tecnologico ma anche da quello dei contenuti e
delle funzionalità, ha comportato un conseguente sviluppo del sito. E ciò ha
fatto nascere una serie di esigenze, per altro già sentite anche in passato ma
divenute sempre più pressanti, come il poter assicurare una continuità del
servizio e rendere il sito sicuro da possibili malfunzionamenti della rete
elettrica e della rete dati. Questi sono stati i primi elementi che ci hanno
spinto a prendere in considerazione la possibilità di puntare all’outsourcing
per poter effettuare housing e hosting.
Ci siamo quindi guardati attorno e
abbiamo esaminato diversi provider che offrivano soluzioni confacenti alle
nostre esigenze, valutando principalmente il loro livello di affidabilità:
dovevano darci sicure garanzie, anche soltanto a livello di brand. In virtù
anche di esperienze passate, non abbiamo infatti puntato su aziende sconosciute
o emergenti, siamo andati a cercare soluzioni diffuse analizzando casi pratici
di siti noti. Dopo una scrematura iniziale, siamo scesi nello specifico,
chiedendo precise caratteristiche, come i livelli di disponibilità del servizio,
i Service Level Agreement e tutte le garanzie di continuità che potevano
offrirci.
Il primo contatto com’è avvenuto?
Menegaz. Anzitutto abbiamo fatto una
panoramica globale solo in un secondo tempo abbiamo contattato un ristretto
numero di aziende, in pratica quelle che meglio ci sembrava potessero soddisfare
le nostre esigenze. Siamo così arrivati a una sorta di ballottaggio tra due
provider: alla fine è risultata vincente Colt per una questione di flessibilità.
L’altra azienda offriva i medesimi servizi a costi comparabili, tuttavia ci
proponeva solo offerte a pacchetto e difficilmente si riusciva a uscire dalle
opzioni previste dalla proposta commerciale. Colt ci ha offerto una maggiore
elasticità, anche in fase di configurazione delle cose che ci servivano.
Come avete operato la selezione preventiva?
Menegaz. Il primo elemento che
abbiamo valutato sono stati i servizi offerti: a parità di servizio e costo, ha
prevalso chi ci offriva la maggiore flessibilità; abbiamo comunque chiesto
diverse opzioni. Abbiamo poi preso in considerazioni aspetti tecnologici, come
la capacità di effettuare determinate installazioni e di mantenerle aggiornate:
quello a cui puntava mo era la possibilità di sgravarci dall’onere della
gestione di altri server. Faccio un esempio per essere più chiaro: il nostro
sito Web gira sotto Linux. Prerequisito era quindi la possibilità di trovare
un’azienda con le competenze adatte a gestire macchine Linux, sia in sede di
configurazione sia di aggiornamento. L’installazione non richiede tanto tempo a
un sistemista esperto, ma il continuo aggiornamento dei pacchetti installati è
un’operazione onerosa che necessita di parecchie ore uomo. Dovevamo quindi
trovare un provider in grado di fare questo aggiornamento e non ne abbiamo
trovati molti all’altezza.
In che senso non ne avete trovati molti “all’altezza”?
Menegaz. La maggior
parte dei provider si occupa solo di effettuare il monitoraggio del software e
dei server, ovvero controlla che il sito Web sia sempre online e che le risorse
della macchina siano sufficienti ad assicurare la disponibilità elevata delle
pagine. La competenza che cercavamo l’abbiamo trovata davvero in poche realtà. E
quando la trovavamo, solitamente non era interna ma piuttosto acquisita tramite
terzi, in outsourcing. Però viste le nostre esperienze con provider che si
avvalevano ampiamente di società esterne per i propri servizi, volevamo puntare
su un’azienda in grado di fornire in prima persona quanto cercavamo. In
sostanza, quello a cui puntavamo era poter avere un interlocutore che, in caso
di necessità, rispondesse direttamente e potesse intervenire nel più breve tempo
possibile.
Gervasi. Non sabbiamo ancora raggiunto l’obiettivo che ci eravamo
prefissati, tuttavia la trasformazione è in atto. Quello che vogliamo arrivare a
proporre è una piattaforma su Internet tramite la quale offrire agli utenti la
possibilità di trovare direttamente tutta una serie di servizi a loro dedicati.
Il primo passo è stato quello di implementare una demo su San Francisco, nella
quale mettiamo a disposizione i nostri dati per la cittadinanza della Baia: un
abitante della zona può inserire il suo indirizzo e avere in tempo reale
informazioni sulla sua abitazione. Si tratta di un primo tentativo per far
capire cosa potremmo fare e quale potrebbe essere la risposta a un tipo di
servizio di questo genere. Il nostro obiettivo sul versante consumer è
quello per arrivare ad avere un vero e proprio sito di e-commerce. Dal lato
business, vorremmo invece puntare su alcuni partner che ci potessero aiutare a
promuovere la nostra tecnologia. Tutto questo richiederà al nostro sito di
essere gestito adeguatamente, con una serie di banche dati molto corpose che
dovranno essere amministrate nel modo più corretto e affidabile possibile.
Sembra
di intuire che sin da subito avete stipulato con il provider un contratto
“dinamico”, che prevedesse la possibilità di apportare modifiche al servizio in
funzione dell’evoluzione delle esigenze.
Menegaz. Esattamente.
Abbiamo ancora sulla scrivania i preventivi in cui si parla di nuove macchine da
aggiungere a quelle che già abbiamo in housing per la messa in opera dei server
Oracle dove immagazzinare tutti i dati che ci potrebbero servire nel caso
l’esperimento iniziato con la demo prendesse la forma di un vero servizio di
e-commerce su larga scala. Questo aspetto è entrato in gioco già nella
valutazione iniziale del provider. Infatti, abbiamo verificato le capacità di
ogni possibile candidato di installare e configurare database Oracle, anche se
sapevamo che per un certo periodo di tempo non avremmo avuto bisogno di alcun
database di questo tipo. In tal senso, sin da subito è stato importante trovare
sia la competenza che ci aspettavamo sia un’azienda che ci mettesse a
disposizione macchine dedicate e non condivise con altri utenti. Durante la
nostra valutazione dei provider ci è capitato spesso di trovare aziende che per
hosting intendono l’ospitare i dati del cliente in una macchina condivisa.
Quello che invece abbiamo ottenuto è quasi un housing, se non fosse che le
macchine non sono di nostra proprietà. Per altro, tali macchine sono
replicate su tutti i livelli, dai server che contengono il nostro sito Web a
tutti gli apparati di rete. Abbiamo fatto il possibile per ripararci da
qualsiasi failure sia dell’hardware sia della rete.
Una caratteristica che
abbiamo richiesto sin da subito è stata quella di avere una disponibilità del
servizio continua e sempre a livelli altissimi.





