La ricetta Cyclades contro il downtime

La società propone un sistema di gestione da remoto dell’infrastruttura It basato su percorsi alternativi, che fa da complemento al system management tradizionale.

Ogni volta che una rete smette di funzionare, o rallenta al punto da compromettere l’operatività normale dei servizi, le aziende perdono tempo prezioso nella risoluzione dei problemi e sprecano fiumi di denaro. Tuttavia, il problema non è considerato critico dal top management, che non gli riserva l’attenzione dovuta.


E’ l’opinione di John Lima, presidente e cofondatore di Cyclades, società californiana che propone un software dedicato a ridurre il downtime delle reti, che sostiene che «bisogna fare cultura sul mercato per portare questo messaggio a un livello strategico».


A sostegno della tesi, Lima presenta i dati di una ricerca realizzata da Infonetics Research in Nord America presso aziende con oltre 1000 addetti, che valuta in 77 milioni di dollari il costo medio annuo derivante da fermo macchina o degrado delle prestazioni, con una punta di 222 milioni di dollari nel settore finance.


Per affrontare la questione, la via tradizionale è quella di aumentare la ridondanza degli asset It (cioè prevedere sempre un sistema o una linea di back up, da attivare in caso di problemi a quello principale) e incrementare le persone dedicate alla gestione It. Ma si tratta di un approccio costoso, poco adatto in un periodo di budget ristretti.


La soluzione proposta da Cyclades, adottata da 8mila clienti in 16 paesi, «ha un Roi di 5/6 mesi, perché consente di dedicare meno persone alla gestione dell’It e ridurre i tempi di inattività – ha dichiarato Lima -. Siamo presenti nell’85% delle Fortune 100, perché le grandi aziende hanno capito l’importanza di investire nel management».


Entrando nella dettaglio della soluzione proposta, definita Out-of-band infrastructure, questa fornisce percorsi alternativi e sicuri in modo che i dispositivi dell’infrastruttura che risultano fuori servizio (server, switch, Pabx, firewall, apparati di storage e via dicendo) possano essere ripristinati da remoto e, quindi, riprendere la normale operatività.


Si tratta di un passo in avanti rispetto ai tradizionali software di system management, come Hp Openview, Ca Unicenter o Ibm Tivoli, con i quali Cyclades si integra anche a livello di console centralizzata di gestione. Infatti, mentre questi software si limitano a segnale dove si verifica il guasto, lasciando la soluzione all’intervento di un tecnico in loco, Cyclades consente di intervenire da remoto per riattivare i dispositivi, utilizzando una serie di circuiti fisici alternativi alla rete principale.


«La soluzione esiste dal 2002 – ha specificato Lima – ma è stata continuamente migliorata e ora dispone di un set completo di funzionalità integrate».


Cyclades è presente in Italia con un ufficio a Milano guidato dal country manager Fausto Pozzoni. Le vendite sono sia dirette sia attraverso system integrator internazionali quali Eds, Ibm Global Value e Getronics. Fra i clienti italiani figurano Banca Intesa, Unicredito, Telecom Italia, Fastweb e Tiscali.

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