Italiani, brava gente ma non «verdi»

Un’indagine di Ipsos Mori rivela un deficit di coscienza ambientale. Le aziende poco eco-consapevoli hanno ancora buon campo da noi.

Secondo un’inchiesta commissionata da Tandberg all’istituto di ricerca Ipsos Mori su un campione di oltre 16mila individui in 15 Paesi, oltre il 50% delle persone preferisce acquistare prodotti e servizi da aziende con una buona reputazione ecologica.

Quasi l’80% dei lavoratori ritiene che lavorare per imprese con coscienza ecologica sia importante e solamente il 24% pensa che il suo comportamento personale possa portare a un approccio più attento nei confronti dell’ambiente.

Scorporando il dato italiano si scopre che solo il 17% dei nostri connazionali è preoccupato per l’ambiente e si sta di conseguenza adoperando per essere ecologicamente più responsabile, contro una media mondiale del 32%. Appena il 12% degli italiani ritiene che gli individui debbano agire in prima persona.

Tornando sul piano generale, per un intervistato su due è compito dei governi prendere una posizione chiara per limitare gli effetti del cambiamento del clima, con 47% che cita le istituzioni nazionali e l’11% gli enti internazionali quali principali driver del movimento ambientalista.

Solo il 12% affiderebbe il ruolo alle aziende, mentre alcuni pensano che il posizionamento competitivo e la cattiva pubblicità potrebbero incoraggiare le imprese ad adottare comportamenti più ecologici.
In sostanza, la percezione del marchio può essere in effetti influenzata dal fatto che un’azienda decida di operare in modalità “verde”.

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