Innovare “a tutti i costi”

L’ottimizzazione dei costi cum grano salis. Le idee di Elettrodata, Cata e Fluke.

Secondo Lorenzo Zubani, presidente di Elettrodata, l’innovazione si declina su due versanti: il taglio dei costi e una migliore performance d’azienda.

Fare meglio le cose abituali, ottimizzando i processi economici è la strada che stanno seguendo sia le Pmi, sia la Pa, ossia gli utenti a cui il distributore italiano (che non si limita a distribuire tecnologia creata da altri, ma la crea, e di buona, come il brevetto EasyCluster, per server ad alto tasso di ottimizzazione) si rivolge prevalentemente. E in questo scenario, l’avvento di Windows Vista fungerà da motore all’investimento per l’innovazione, considerato che, come dice Zubani, “una volta tanto il software aumenterà le prestazioni dell’utenza, aggiungendo un buon livello di fruibilità sistemica”.

Per Fabio Vennettilli, responsabile di Cata Informatica, società che realizza soluzioni per la gestione delle risorse umane, fare meglio i processi può essere ritenuta innovazione. Peraltro, ciò manifesta i propri effetti virtuosi quanto il grado di diffusione è popolare. In una frase, l’innovazione c’è e si fa sentire quando non è più tale.

Ma innovazione, oggi, più che essere il prodotto delle idee illuminate di un imprenditore è frutto della sua necessità di tagliare i costi di gestione. Prendiamo le Pmi: chiedono soluzioni gestionali integrate, a basso costo di possesso. Ma prendiamo anche le grandi aziende, che chiedono di distribuire i processi, magari con un portale di self service, soprattutto perché fa risparmiare.

Il ruolo di società come Cata, allora, è di essere partner nella soluzione dei problemi, con il dipartimento It, considerato anche che all’interno si trovano sempre meno It manager e sempre più imprenditori, dato che le aziende più strutturate ne hanno cambiato il ruolo in responsabile di organizzazione.

Anche per Luigi Bernardo, responsabile italiano di Fluke Networks, società che fa tecnologia per l’analisi delle prestazioni di rete, lo scenario dominante è quello della contrazione dei costi. Solo che, inopinatamnte, spesso l’operazione viene fatta senza criterio, con un taglio “orizzontale”, che colpisce l’investimento It senza discriminare.

Bernardo, invece, suggerisce agli imprenditori di “avere il coraggio di selezionare gli investimenti in tecnologia”, legandoli al business sulla base di una scelta virtuosa. Anche per questo il Roi non deve essere legato al reparto It, ma alle scelte di business d’impresa superiori. E anche per questo Bernardo si è abituato a parlare direttamente con gli amministratori delegati. E’ a loro che deve far capire il valore della tecnologia come elemento distintivo, e quindi di innovazione. E’ a loro che intende far capire che “la logica dei piccoli passi, dell’innovazione vista solo come efficientismo, è di breve periodo e quindi è miope”.

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