Inconsapevole sudditanza

Microsoft è colpevole. E Apple, allora?

Premessa d’obbligo: chi scrive è un utente Macintosh.
Per cui non conosce il fastidio, non vive il disagio, non ha modo di indignarsi dell’iniquità di trovare un lettore multimediale connesso al sistema operativo realizzato dalla casa che produce lo stesso sistema.

O meglio, non ne ha la coscienza.

Si, perché poi si trova a scattare qualche foto, a caricarle sul computer portatile che possiede e per visualizzarle e ordinarle utilizza una cosa che si chiama iPhoto. Poi prende un dvd, ne carica un paio di filmati e per vederli usa una cosa che si chiama iMovie.
Ma lo fa, ripetiamo, con la massima naturalezza, quasi senza rendersene conto.

E nella sua ignoranza vive bene: ha comprato un computer, vi ha trovato caricati un po’ di programmi, li usa, fine della storia.
Non va a pensare, sempre nella sua ignoranza, che il produttore di quel computer abbia dovuto pagare mezzo miliardo di euro per consentire a lui di usare quei programmi.

Poi arriva un bene informato e gli spiega che il produttore di quel computer che lui ha acquistato non ha una posizione dominante al punto tale da poter abusarne.
 
E allora si chiede, primo, quale forza innata gli ha consentito di svincolarsi dalla morsa di chi ha la posizione, appunto, dominante.
Poi, constatando con impeto autocritico che non è un highlander, si chiede cosa impedisca anche altri suoi simili dal farlo.
Ossia si chiede quanto realmente dominante sia una posizione definita tale.

E insieme si augura che la noia non spinga le commissioni comunitarie a interessarsi del salcicciolo di cinta senese o della lenticchia di Onano, perché rispetto a questi prodotti si che ne patisce la sudditanza.

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